
Si, ho fatto un sogno. Anzi, un vero incubo surreale.
Ho sognato di svegliarmi all'improvviso e di trovarmi tra tanti vecchi amici e camerati. Ero allegrissimo, felice e stavo salutando Arturo Michelini dicendogli che partivo per Firenze per presenziare alla manifestazione che il giorno dopo si sarebbe svolta al cinema ODEON. In occasione della ricorrenza dell'omicidio di Giovanni Gentile. Nino Tripodi avrebbe tenuto un discorso e io gia' lo pregustavo perche' la mia ammirazione per la cultura di questo camerata era superiore all'antipatia che avevo per lui. Antipatia grandissima che tuttavia non mi aveva mai impedito di ammirarlo per tutto quanto ci insegnava ogni volta che apriva bocca. Oggi potra' sembrare strano ma a quel tempo riuscivamo ad ammirare anche gli antipatici e anche i piu' antipatici ci aiutavano a ricordare che il peggiore dei nostri camerati era migliore del migliore dei nostri avversari. Non che nei congressi non ci si prendesse anche a seggiolate. Ricordo ancora le botte che mi sono dato con Ciccio Franco perche' durante una riunione della Direzione Nazionale Giovanile presieduta da Enzo Erra dissi che” Rauti e compagni non erano figli del sole ma figli di puttana”. Ciccio mi salto' addosso e ci scambiammo molti cazzotti ma da quel giorno Ciccio e' rimasto uno dei miei piu' cari amici.E io di lui. Il giorno in cui mori' feci un viaggio da Firenze a Reggio solo per dargli il mio ultimo saluto.
Con Beppe Niccolai non ci siamo mai picchiati. Ci volevamo troppo bene e lui aveva un rispetto e un'adorazione per mio padre come credo non abbia mai avuto per nessuno, ma questo non ci ha impedito di affrontare aspre discussioni nelle quali raramente ci trovavamo d'accordo mentre, come successe a Genova in piazza De Ferrari piena di portuali comunisti, con Beppe l'accordo era perfetto e ci trovavamo sempre uno a fianco dell'altro.
La stessa cosa succedeva con Giorgio Almirante: ricordo un giorno in cui Giorgio doveva tenere un comizio ad Arezzo piena di comunisti, di quelli veri, non come Veltroni. Di quelli che avevano tutte le intenzioni di farci del male. Nevicava leggermente e ricordo i nostri passi che lasciavano lievi impronte sulla neve. Ad un certo punto Giorgio si rivolse a me e sorridendo con gli occhi di ghiaccio, come faceva in certi rarissimi momenti, disse” Nando, come mai Firenze dove tu sei il leader assoluto non mi da mai un delegato ai congressi e poi.....quando c'e' da rischiare la pelle invece degli almirantiani trovo sempre solo te al mio fianco?...Il mio caro camerata Olo Nunzi che di donne ( la moglie Vittoria che pochi ricordano essere stata la prima Segretaria Naz. Femminile del MSI era una donna di grandi e rare virtu' e purtroppo un male incurabile la ha portata via ancora giovane all'affetto del marito e delle figlie e all'ammirazione di tutti i camerati ) e di uomini se ne intendeva non stimava molto, pur volendogli bene,Giorgio Almirante. Diceva che era un grande mediano che correva per il campo ( l'Italia ) ma non aveva il fiuto del goal e quindi non sarebbe mai potuto essere un buon centrattacco. Non sapeva immaginare la Fiamma come qualcosa di piu' grande di quello che serviva per cuocere due uova nel tegamino e mentre aveva un grande coraggio passivo che lo fecava capace di immolarsi sulla croce come Cristo, non avrebbe mai avuto il coraggio di sparare al nemico che lo stava uccidendo.
Il brusco risveglio mi aveva piombato in quel mondo meraviglioso, pur con tutti i suoi enormi difetti, e per essere felice mi mancava solo di arrivare a Firenze e per prima cosa riabbracciare il mio grande papa'. Il veramente mitico comandante Nino Ventra di cui un giorno Enzo Erra disse: “chi non ha conosciuto di persona Nino Ventra e Nino Cacciari non potra' mai capire veramente cosa sia e soprattutto cosa sia stato, il Fascismo.”
Forse Enzo esagerava ma come gli capitava spesso, aveva ragione se si capisce cosa intendeva dire:che il Fascismo, al dilà del bene e del male, al dilà delle sue grandi Idee e degli altissimi Ideali, per una generazione di italiani era stato anche un modo di concepire la vita- Un vita vissuta con il piu' assoluto disprezzo di ogni pericolo,felici di annullare se stessi per vivere per i propri camerati, per il proprio Partito inteso come una Chiesa per cui si poteva morire , come avevano fatto centinaia di migliaia di giovani che in nome dell'Italia e del Fascismo avevano dato la vita senza rimpianto nelle grandi epopee da Bir El Gobi alla Repubblica Sociale Italiana.
Purtroppo avevo sognato, sognato di essermi svegliato in questo mondo e invece questo era il mondo che avevo sognato e mi ero risvegliato nel mondo che mi circonda e che non riesco piu' ad amare.
Un mondo nel quale la fauna politica offre quotidianamente uno spettacolo di squallore senza precedenti dove tutti fanno a gara a chi è più “laico”,più democratico quando si tratta di difendere i propri diritti e diventa intollerante e antidemocratico appena si tratta di riconoscere a noi Fascisti il diritto ad esporre le proprie “Idee”.
Un mondo pieno di falsita' dove tutti si strappano le vesti in difesa della Costituzione ma che poi ne diventano i primi trasgressori appena Noi chiediamo l'applicazione degli articoli che dovrebbvero regolare il mondo del lavoro limitando i privilegi dei sindacati a favore della vera liberta' e il riconoscimento giuridico dei lavoratori e il loro diritto agli utili delle aziende. Un mondo di ex fascisti che pur essendo per cinque anni al governo non sono stati capaci di evidenziare che in una costituzione democratica, in quanto tale, non ci puo' essere posto per “leggi eccezionali” e che comunque, per il rispetto della costituzione che dovrebbe essere una cosa seria, non ci puo' essere posto da oltre sessanta anni per leggi “transitorie” che, in quanto tali, non possono sopravvivere al tempo infinito e vanno “abolite” o dichiarate definitive.
Un mondo dove non c'e' piu' il Partito in cui e per cui avevo vissuto tutta la vita ma “una cosa” che dice di esserne la continuazione ma che non riesco a riconoscere come la mia casa.
C'è un'aria maleodorante e al posto dei camerati come Pino Romualdi o Filippo Anfuso con cui quando ci si parlava ci si guardava contemporaneamente negli occhi, c'è una nuova specie di persone , salvo alcune eccezioni specialmente presenti fra i giovani, che non ti guardano mai in faccia e con cui è difficile avere uno scambio di idee con lealtaà e amicizia. Le caratteristiche più evidenti sono l'ipocrisia e l'arrivismo che li fanno piu' somigliare a vecchi democristiani . Ma il lato piu' sconsolante e' il livello medio dal punto della preparazione politica e delle potenzialità culturali che rendono squallida ogni riunione e inutile ogni tentativo di affrontare un serio dibattito sulla nostra “IDENTITA'”, cercando di capire da dove veniamo e dove vogliamo andare. Non ricordo chi abbia detto una volta con grande ironia che il Fascismo è come la patata: “ un tubero la cui parte migliore sta sotto terra...”.
Naturalmente ci sono ,e per fortuna non sono poche, le eccezioni:
l'altro ieri, e non stavo sognando, ho avuto una lunga chiacchierata con la Maria Grossi. Molti si chiederanno: chi è? Anche se, a cominciare dal Segretario Nazionale avrebbero il dovere di saperlo. Lo raccontero' ai giovani che leggeranno queste righe e che hanno il diritto di non saperlo. Maria è vedova di una medaglia d'oro della RSI e lei stessa ha indossato la divisa di “ausiliaria” fino al 25 aprile del 1945 poi e' stata presa a Milano e seviziata e torturata fino quasi alla morte dai partigiani. Sopravvissuta per miracolo è stata vicino a me e mio padre alla fondazione del MSI di Firenze e da allora ha sempre servito senza mai chiedere niente per se stessa, sempre in prima linea rischiando anche la vita. Quindici giorni fa ha subito un gravissimo intervento chirurgico che le ha fatto rivedere, come in quell'ormai lontano 1945, la morte in faccia anche a causa dell'eta'. Pur avendo certamente molto bisogno non ha mai chiesto niente a nessuno perche' la sua dignità non lo consente.Mi ha chiesto del Partito e poi è scoppiata in lacrime e mi ha detto: Nando,solo tu ogni tanto mi telefoni, il mio Partito mi ha proprio abbandonata....nemmeno una telefonata...da nessuno.
Infatti, il male peggiore oggi del Movimento non e' il segretario Nazionale di cui è impossibile parlare bene e inutile parlare male. In fondo il povero Luca è un bravo ragazzo, un poco maleducato, ma che cerca di fare il possibile anche se si e' trovato di fronte a un compito troppo arduo per le sue capacità.
Il male peggiore è proprio l'insieme di una classe dirigente che è meglio non qualificare per carità di patria, pur con le lodevoli eccezioni per nostra fortuna presenti soprattutto fra i giovani.
E' tuttavia veramente demoralizzante guardarsi in giro e constatare che il nostro mondo non rappresenta un'alternativa o almeno una diversità , rispetto alle rovine del mondo che ci circonda dove trionfa tutto il marciume prodotto da un sessantennio di “cultura” edonista e meterialista.
Purtroppo da questo Partito mi resta quasi impossibile andarmene perchè vi sono legato da un giuramento e dalla mancanza di alternative migliori. Spero che qualcuno abbia l'arroganza e la presunzione di cacciarmene, perche' sinceramente non ci trovo piu' niente, né di interessante né di divertente.
Nando Ventra






