giovedì, 10 luglio 2008

Ho deciso questo titolo per il mio ultimo articolo di argomento politico su la “La Martinella” in modo che la parola “addio” renda l'idea di una decisione irrevocabile e la parola “armi” faccia capire il dramma anche psicologico di chi ha deciso di abbandonare una militanza durata una intera vita al servizio di un Ideale. Per questo Ideale ho combattuto prima con la divisa di figlio della lupa, poi con quella di balilla, poi con quella di balilla moschettiere e poi con quella che ho avuto l'onore di indossare come “Fiamma Bianca” al servizio della RSI e poi, senza divisa, dal giorno della fondazione del MSI,dicembre 1946, fino ad oggi.

Non è stata una decisione facile e la ho presa qualche giorno fa sulla tomba di mio padre dove mi sono recato per sapere se mi autorizzava a rompere il giuramento che gli avevo fatto di continuare a battermi per quelli che erano stati anche i suoi Ideali fino all'ultimo giorno della mia vita così come aveva fatto lui fino alla fine della sua.

Dopo una lunga chiacchierata in cui gli ho raccontato cosa era successo da quando lui non c'era piu', mi ha autorizzato e mi ha confessato che aveva capito che ormai non c'è più niente da fare.

Non che i nostri Ideali siano morti. Anzi, sono più vivi e attuali che mai. Basta seguire la cronaca politica dei nostri giorni per constatare come crollato il mito della lotta di classe per gli ex comunisti e il mito del “libero mercato” per gli ex liberali da tutte la parti ci si affanni, a cominciare dal ministro Tremonti, a studiare formule che nessuno si arrischia a chiamare “Fascismo” ma che, tuttavia, hanno una strana rassomiglianza con quei concetti di solidarietà sociale e collaborazione tra le categoria produttive, con quei concetti di protezione della propria Patria, con quelle carenze dello Stato di diritto che ogni giorno di più denuncia i propri limiti e la propria fragilità, riaprendo in sedi insospettate la possibilità di ridiscutere dei principi di uno Stato Etico che erano fra i fondamenti del pensiero di Giovanni Gentile e, incontestabilmente, di un certo Benito Mussolini che invece qualcuno preferisce ricordare solo come “il male assoluto”.

Purtroppo, come ha scritto Enzo Erra, le IDEE camminano sulle gambe degli uomini e, nel mondo che fino a ieri è stato il mio, non c'è nessuno capace di caricarsi questo fardello difficile da difendere e da portare.

Non mi riferisco ai furbastri amorali che hanno capito che di questo impegno era meglio disfarsi per poter correre più leggeri verso posti di governo e che per raggiungere il potere non hanno esitato a tradire, non solo i loro padri ma persino se stessi come ha fatto Gianfranco Fini e quel gruppetto di “froci mentali” che lo hanno seguito.

Mi riferisco al fatto che anche negli ambienti che formalmente non hanno rinnegato l'eredità morale del Fascismo trionfano solo l'ignoranza,l'ipocrisia e la sciocca vanità.

In quel partitucolo che si chiama fiamma tricolore, ormai non mi sento più a casa mia.

Peggio, non lo sento più una casa, per nessuno. Naturalmente resiste con onore una piccola minoranza di giovanissimi e di anziani che rappresentano l'eccezione.

La massa ( si fa per dire ) a cominciare da quel ragazzotto maleducato che si spaccia per Segretario Nazionale,nonostante sia decaduto a tutti gli effeti a norma di statuto la vedo molto simile a quella che circonda Fini,solo con minori capacità e più modeste ambizioni.

Anche in questa specie di partitucolo la possibile elezione personale non solo al parlamento ma anche a modestissimi incarichi locali, non è più intesa come mezzo per arrivare al fine, ma il fine da perseguire con ogni mezzo. Purtroppo temo che questo derivi dal fatto che nel loro animo al “Fine” non ci credano piu'.

Un esempio: l'altra settimana l'On. Veltroni che e' considerato a destra e a sinistra un campione di politica lungimirante, uno che ha saputo definitivamente emanciparsi dalle sue radici e dalle idee del comunismo che ha rinnegato, si è recato ad una cerimonia celebrativa della morte dei fratelli Cervi ed è rimasto per tutti il modello ideale di politico del futuro, un politico a la page...Quando io, un mese fa ho fatto nel mio piccolo, qualcosa del genere, fra i dirigenti e non, anche giovani della Fiamma ho avvertito un senso di insofferenza nei miei confronti come per farmi capire che ero troppo vecchio per capire che ormai del Fascismo è inutile parlare perche' alla gente interessano i problemi di oggi, la casa, le tasse, la terza settimana ec...

Questa insofferenza, accompagnata sempre alla mancanza del rispetto che mi sarebbe dovuto è evidente in molte occasioni e potrei farne molti esempi. Questa serie di offese di cui sono stato oggetto non mi ha mai toccato più di tanto per due ragioni:la mia modestia,che mi fa sempre sentire tanto piccolo quando mi considero, non mi impedisce di vedermi un gigante quando mi confronto con i pigmei con cui mi son ridotto a discutere dopo avere per anni affrontato i temi politici nelle riunioni di direzione o di esecutivo nazionale( di cui facevo parte di diritto come segretario Nazionale giovanile) in cui i miei interlocutori si chiamavano Almirante o Romualdi, Michelini o Tripodi o Anfuso.

Quando i problemi riguardavano la Sicilia, il mio interlocutore era Alfredo Cucco e più tardi Angelo Nicosia che mi subentrò alla guida del Ragg. Naz.Giovanile.

Non ho mai avuto occasione di parlare con deputaticchi di provincia che non avevano alcuna autorevolezza o presenza negli organi centrali del Partito nemmeno dopo l'elezione a deputati. Quando io bruciavo la mia gioventù per trascinare nelle piazze di tutta Italia centinaia di migliaia di giovani a manifestare il loro amore per Trieste Italiana, c'era qualcuno sulle camionette della Celere, pagato dal ministro Scelba ( quello delle leggi contro il Fascismo)a prenderci a randellate e ad arrestarci .E forse per questi “meriti”, oggi gode nel Partito un rispetto maggiore di quanto ne sia riservato a me, naturalmente solo da chi non conosce niente della storia di questo Movimento.

Di tutto questo non ho mai parlato perche' veramente non mi interessa come fatto personale . Per mia fortuna godo dell'affetto e del rispetto di personalità importanti per cio' che sono state in questo Partito e soprattutto per ciò che sono diventate nella vita in cui hanno raggiunto altissimi traguardi nel mondo della cultura e ancora oggi mi dimostrano la loro riconoscenza per ciò che ho loro insegnato con la mia parola e soprattutto con il mio esempio. Devo tuttavia, con enorme sacrificio e imbarazzo, affrontare questo argomento in questa ultima pagina perchè considero la cosa gravissima.

Cerco di spiegare in che senso: la mancanza di riguardo nei miei confronti la considero grave sia perche' sta ad indicare una assoluta ignoranza della storia di questo mondo politico ma soprattutto perche' ormai ho raggiunto il convincimento che, insieme a chi per la giovane età o per la recente militanza ignora semplicemente, ci sia una forte massa che ha il fastidio, anche solo vedendomi, di sentire rimordere la propria coscienza e ha il terrore che la mia intransigenza nel ritenere ancora attualissima la questione Fascismo e antifascismo come la ritengono tutti gli antifascisti ( vedi il comportamento del giovane Veltroni )e i nuovi ex fascisti possa essere d'ostacolo al perseguimento delle proprie piccole ambizioncelle personali.

Certo non facilita le ambizioni elettorali a breve termine chi, come me, non solo crede nell'attualità degli ideali fascisti e intende riproporli come ricetta per la società del terzo millenio, ma ritiene anche proprio dovere morale difendere la memoria di tutti coloro che per questi ideali hanno dato la vita e oggi vengono umiliati e fatti passare per volgari e prepotenti assassini.

Proprio pochi giorni fa, ho seguito in TV la trasmissione “ENIGMA” dedicata alla memoria di Mafalda di Savoia. Cazzo!!! Ma a questi antifascisti non viene mai rimproverato da nessuno di guardare ancora al passato e non interessarsi dei problemi della casa e della quarta settimana. L'unica cosa cui stanno attenti è ad essere sempre rigorosamente tra loro, inaudita altera partes.

Mi ricordo un espediente dialettico di Giorgio Almirante rubatogli poi da Fini che se ne e' appropriato senza citare la fonte come fosse farina del suo sacco: Almirante diceva che era importante capire perche' quando si discute del cenone di Natale non bisogna mai invitare.......il tacchino.

Cari ex camerati, non vi annoierò piu' con le mie parole o con i miei scritti.

Voglio solo ringraziare i tanti che hanno risposto alla mia proposta di formare un gruppo disposto a discutere l'opportunità di RIFONDARE IL MSI.

Onestamente devo riconoscere che siete stati troppo pochi. Anche questo forse è stata una delle ragioni che mi hanno indotto a dare l'addio alle armi dato che sono fermamente convinto che non ci sia altra strada, ma che anche questa, per la stupidità o la malafede di molti sia ormai impraticabile.

Mussolini aveva detto: berrete l'amaro calice fino alla feccia!!!Ne ho bevuto abbastanza e anche guardando in quella che e' stata casa mia mi viene solo da vomitare.

Affinche' non ci siano equivoci non ho dato le dimissioni dal Partito. Le ho date da camerata nel senso che non mi considero piu' camerata con nessuno.

Naturalmente non cambio partito come tantissimi camerati che conosco che ne hanno cambiati troppi .

Non farò più militanza politica. Forse, se Dio me ne darà la forza scriverò, come ogni buon vecchietto, le memorie della mia vita e penso che a molti convenga sperare che non lo faccia.

PER ASPERA AD ASTRA Nando Ventra

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore luglio 10, 2008 01:15 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri, politica
venerdì, 30 maggio 2008

Devo confessarvi una mia debolezza. Nonostante l'aspetto e in certi casi anche il modo di parlare,mi facciano passare per un burbero aggressivo, in fondo all'animo sono un buono,un gemeroso più proclive al perdono che alla vendetta.
Un asino, talmente asino da aborrire la violenza tanto che, ogni volta che sferro un calcio, pur dopo averlo ponderato attentamente, vengo sempre assalito da un poco di rimorso per il timore di aver fatto troppo male al malcapitato.Questo rimorso mi ha sfiorato anche la settimana scorsa dopo essermela presa con l'Assunta....nazionale ma che ivece ho deciso di prendere a calci ancora più sdegnati se non avrà la dignità che la obbligherebbe a prendere violenttemente e definitivamente le distanze da G.Fini dopo quello che questa mattina è successo in parlamento.
Per chi non lo sapesse è successo che un parlamentare di sinistra si sia rivolto al presidente della camera sostenendo l'inopportunità di dedicare una via di Roma a Giorgio Almirante che era reo di avere pronunciato delle frassi nel 1942 sul razzismo.
L'illustre presidente, che già aveva rinnegato il Fascismo e Mussolini,con una faccia come un culo e senza battere ciglio ha rinnegato anche l'uomo cui deve tutto quello che in politica è riuscito a fare dicendo testualmente:le parole di Almirante sono vergognose!!! e poco dopo si è allontanato dall'aula spero per andare al cesso a vomitare su se stesso.
Da povero asino che certe cose non riesce a capirle pretendo che da oggi l'Assunta prenda definitivamente le distanze da Fini e ne smentisca pubblicamente ( lei che può farlo)il giudizio infamante per suo marito se non vuole rischiare un calcio che potrebbe anche non essere solo telematico.
Dopo questo episodio credo si ponga anche un problema, non solo per l'Assunta ma per tutti coloro che decidono di restare gli ultimi mesi in AN.Non ci sono più alibi per nessuno. Chi resta ancora anche solo un giorno è un traditore se aveva militato nel MSI e ha solo due possibilità: una, che vigliaccamente ma con qualche giustificazione lo fa per difendere i propri privilegi e i propri interessi oppure perche' è cretino e capisce molto meno di un povero asino. Tertium non datur.

Il rimorso per il calcio sferrato,escludo mi possa prendere dopo il calcio di quesata settimana. Questa volta la mia paura è di non poter fare male abbastanza e non avere la forza sufficiente per sferrarlo con la forza che vorrei.
Il calcio di questa settimana infatti lo voglio tirare alle "palle" del governo ma , poiche' di palle, nonostante cerchi di fare la faccia feroce, non ne ha, lo sferro al suo stomaco sperando di fargli molto male.
E' vero che il tempo per giudicare non e' ancora giunto e che questo governo ha già il pregio di non comprendere il Giuda della politica italiana, il campione di coerenza come si autodefinisce Gianfranco Fini, ma questo non impedisce di vedere che è partito con il piede sbagliato che già oggi lo ha fatto inciampare e andare sotto al primo ostacolo nonostante una maggioranza che sembrava numericamente imbattibile per cinque anni.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa stasera il Berlusca dell'efficienza del capogruppo dei suoi innumerevoli deputati che non è riuscito a farne essere presenti almeno la metà al momento del voto...a meno che non sia stato lui a provocare il tutto per nascondere, dietro il fragore dell'infortunio parlamentare che ha polarizzato l'attenzione dei critici,la vergogna dei primi provvedimenti presi.
Esaminiamone alcuni:la detassazione degli straordinari va certamente a favore di qualche azienda e di alcuni operai già privilegiati e protetti dai sindacati ma ha completamente dimenticato i problemi di tutti quei lavoratori che gli straordinari non possono farli e non possono nemmeno fare gli.."ordinari" essendo disoccupati o precari.Lo stesso principio di abbandono dei più deboli e indifesi che è emerso nel provvedimento di abolizione dell'ICI. Un governo che avesse un minimo di senso di giustizia sociale avrebbe potuto affrontare lo stesso argomento togliendo l'ICI sulla prima casa ma aumentandolo di molto agli speculatori, grandi proprietari di immobili non dati in affitto e gestiti solo per speculazione finanziaria. Questa maggiore entrata avrebbe potuto andare a favore di quei poveracci che l'ICI non lo pagano perchè la casa non ce l'hanno e sono costretti a vivere pagando affitti sproporzionati alle loro possibilità.

E ancora demagogicamente il governo ha annunciato una iniziativa tesa a contenere l'esagerato profitto delle banche. In effetti contro le banche non ha avuto il coraggio di alzare un dito e il provvedimento per la ricontrattazione dei mutui, che alla fine sarà molto meno conveniente per chi ha un mutuo da pagare di quanto voglia apparire e che comunque niente toglie agli istituti bancari che continuano ad agire indisturbati e fuori da ogni legge praticando verso i più poveri una vera azione di strozzinaggio autorizzato.

Ancora una volta ha dimenticato i più indifesi e non ha alzato un dito per difendere le fasce più deboli della popolazione fra cui ci sono centinaia di migliaia di famiglie costrette, per poter fare la spesa della terza settimana, a portare i propri piccoli gioielli, a volte la catenina d'oro ricordo della comunione o l'orologio del compleanno "in pegno" presso banche che non si vergognano, avendo in mano una garanzia reale di far pagare un interesse superiore a quello praticato da molti strozzini della malavita. Certo ai signori deputati, che di questo servizio certo non hanno bisogno perchè, appena pensano di non farcela si aumentano lo stipendio, sfugge che per un piccolo prestito le banche, con vari artifizi e raggiri che modificano l'interesse di base si facciano pagare oltre il 55% di interessi. Eppure la legge italiana stabilisce che la soglia dell'usura è molto più bassa.

Onorevole Berlusconi, vedo che sia pure in modo formalmente ineccepibile, ha urgentemente pensato a tutelare lo stipendio di Emilio Fede e i suoi legittimi interessi anche se questo non sembrava ai più una priorità assoluta, ma si ricordi che se non vuole che il primo smacco in parlamento diventi l'inizio della fine della sua maggioranza e non desidera far tornare in parlamento quelle forze eversive di sinistra che con successo ha combattuto, è bene che cerchi di ricordarsi che in Italia ci sono milioni di famiglie che stanno vivendo sotto la soglia di povertà e che la forbice nei confronti dei piu' ricchi e fortunati si sta allargando paurosamente e in modo inaccettabile.

Capisco che in un governo dove ormai Alleanza Nazionale non esiste più per auto-scioglimento e dove manca la presenza di una gran parte di coloro che rappresentavano bene o male la tradizione della dottrina sociale della Chiesa sia difficile rendersi conto dell'importanza di vincere intollerabili sperequazioni e creare un clima di solidarietà sociale che inizi dalla difesa dei più deboli ma, almeno nel suo interesse cerchi di ascoltare chi le offre disinteressati buoni consigli e non dimentichi, insieme all'On. Napolitano che, oltre che nei discorsi avreste il dovere di rispettare gli articoli della costituzione che riguardano il riconoscimento dei sindacati e la partecipazione degli operai alla ripartizione degli utili e alla gestione delle aziende, che da anni ignorate,lei, chi la ha preceduta e quanti da sessanta anni hanno abitato al Quirinale e della costituzione avrebbero dovuto essere i fedeli interpreti e difensori.
La mia polemica, le giuro è costruttiva. Voglio troppo bene alla Patria che mi ha dato i natali per augurarmi il tanto peggio tanto meglio. Vorrei questo calcio possa farla ravvedere velocemente perchè l'inizio è stato una delusione, non tanto per me ma per molti che le hanno dato il voto.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 30, 2008 18:59 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ 
domenica, 25 maggio 2008

di Nando Ventra

Nella mia vita solo una volta ho preso a calci una donna...
Con un pulmann carico di camerati fiorentini ci eravamo recati a fare un omaggio alla salma di Benito Mussolini da pochi giorni restituito alla sua terra e alla famiglia dei parenti e dei camerati.
Sulla via del ritorno il pulmann fu bloccato nella piazza di Forli' e un centinaio di "democratici" cominciarono a urlare a tirare sassi contro i vetri del pulmann circondato. Ce la siamo vista brutta ma, tanto per non fare la fine del topo, decidemmo di uscire tutti dal pulmann e affrontare gli assalitori in campo aperto anche se erano almeno due volte noi. Ci fu una terribile rissa in cui molti rimasero feriti e per pura fortuna non ci scappò il morto.

Ad un certo punto nella mischia, sono stato aggredito da una donna,le ho bloccato i polsi e la ho invitata a desistere perche' non avevo mai picchiato una donna e non volevo cominciare da lei. Mi sputòin faccia e mi urlò: non sono una donna!! sono un partigiano!! Queste parole furono seguite dal sinistro rumore del setto del suo naso che era andato in pezzi...
Sono passati quasi cinquant'anni da quel giorno e solo oggi, la mia natura asinina sente per la seconda volta di tirare un calcio in bocca ad una donna.

Il calcio che intendo tirare questa settimana mira alla bocca di Assunta Almirante ma non ha lo scopo di romperle i denti. Solamente quello di riuscire a farla tacere.
Lo domando a chi e' meno asino di me:come si può tollerare che questa poveraccia continui ad essere invitata in tutti i luoghi ( l'ultima volta e' stato ad "anno zero" )dove si coltiva e diffonde il peggior veleno antifascista anche tramite il suo, forse inconsapevole contributo?
E' mai possibile che io, che ho passato la vita nel MSI a combattere e contestare le posizioni e le idee di Almirante, debba essere ridotto in vecchiaia a doverlo difendere dallo strame che ne fa ogni volta che parla la povera vedova?

Chi mi può aiutare ad impedire che questa signora continui a distruggere la memoria del marito facendogli fare la figura di un mascalzone che oggi avrebbe condiviso le posizioni di Gianfranco Fini senza capire che invece lui, pur essendo più colto, più intelligente non riuscì a diventare presidente della Camera solo perche' non volle mai fare l'abiura che ha rappresentato l'unica possibilità per Fini di arrivare più in alto di dove arrivò Almirante?

Signora Assunta, davvero lei crede che se Giorgio a quarant'anni avesse dichiarato che il Fascismo era stato il male assoluto, non sarebbe arrivato , non dico a posizioni di grande prestigio come Mattioli o Gasparri o quel deficiente di La Russa, ma almeno a un posticino di sottosegretario all'ambiente?
Lo sa perchè Giorgio è arrivato al massimo a fare il deputato mentre questi quattro imbroglioncelli sono arrivati a fare i ministri e i presidenti...? Davvero pensa che suo marito fosse più cretino di tutti questi quattro mascalzoncelli o arriva a capire che a lui fu proibita una carriera più importante solo perche', a differenza di questi non ha mai rinnegato fino in punto di morte il Fascismo che predicava?
Lei, per far quadrare i suoi conti è arrivata all'assurdo di dichiarare che suo marito non e' mai stato fascista.

Si rende conto che così dicendo lo ha fatto trasalire e indignare nella tomba e gli ha fatto fare la figura dell'imbroglione che ha truffato migliaia di giovani che hanno creduto in lui? Viuole che le mandi la collezione dei suoi discorsi e dei suoi scritti per darsi una rinfrescata alla memoria?
Con tutta la mia profonda disistima si riceva questo calcio anche da parte di suo marito che, sono sicuro, finalmente e per la prima volta sosterrebbe la mia azione.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 25, 2008 13:29 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica
domenica, 25 maggio 2008

di Nando Ventra

Nel "salotto buono" della politica italiana, l'ospite di pietra continua ad essere quellla nube tossica di ipocrisia che nasconde o attutisce tutto quanto possa disturbare i progetti del manovratore.
Bruno Vespa che è certamente un importante giornalista è anche un ormai navigatissimo conduttore che sa portare la barca dove vuole.

Nella trasmissione dell'altra sera tuttavia è successo qualcosa che gli è sfuggito o forse, ma non oso crederlo,ha lasciato sfuggire di proposito e fra le nebbioline dell'ipocrisia che resta la dominatrice di ogni serata,è apparso qualcosa che mi ha fatto sobbalzare sulla poltrona da cui seguivo il programma.
Erano ospiti principali il ministro Sacconi e quel Letta che, nel nuovo impianto parlamentare non costituzzionalizzato è ormai ritenuto la sua "OMBRA".In oltre era presente come terzo dialogante uno dei più importanti sindacalisti italiani, il Bonanni.

L'aria che si respirava era sinceramente nuova. L'abituale battibecco fra arroganti che cercano di mascherare fra gli insulti reciproci la propria ignoranza era stata spazzata via e sostituita da un clima piacevole nel quale tre persone competenti si scambiavano e confrontavano civilmente i propri punti di vista.L'atmosfera sottolineava una notevole convergenza di idee fra i protagonisti.Letta, rappresentante della sinistra, conveniva con Sacconi che le ideologie erano morte e si riferiva apertamente a quella che fino a poco fa era stata la sua.La dittatura del proletariato, la lotta di classe e tutto l'armamentario del vetero marxismo-Leninismo erano cose superate e rinnegfate.Sacconi si sforzava e, nel dargli ragione,faceva le stesse considerazioni affermando che altrettanto da rinnegare erano le teorie liberiste,quegli atteggiamenti irragionevoli di accettazione delle regole del "mercato" e della globalizzazione che fino a qualche mese fa erano i pensieri fondanti delle affermazioni politiche di personaggi come Berlusconi e soprattutto l'attuale signor presidente della Camera dei deputati. Lo sforzo di Sacconi era di farci credere che ormai i vari Fini avevano cambiato opinione ( cosa che sembrerebbe impossibile per chi ha sempre avuto come bandiera la "COERENZA) e avevano letto l'ultimo libro del professor Tremonti dal quale avevano imparato che anche il liberismo economico aveva fatto il suo tempo e che i grandi problemi de mondo andavano affrontati con alcuni accorgimenti particolari. Il Bonanni poi, con l'approvazione di tutti i presenti,si dava da fare per dimostrare che entrambi i ministri avevano ragione. Il bonanni arrivava a dire che la lotta di classe era da considerarsi un errore del passato e che nelle aziende si doveva arrivare a costruire un rapporto di collaborazione fra lavoro e capitale e che ( udite udite!!) ai lavoratori doveva essere riconosciuta la partecipazione agli utili delle aziende in un clima di reciproco fervore che avesse rilanciato la produttività.

Io non sono un economista e nemmeno un sindacalista ma, se il Dottor Vespa volesse un giorni invitarmi, gli assicuro che potrei aiutare sia Sacconi che Letta e Bonanni a proseguire su queste intuizioni che finalmente hanno avuto insegnando loro che percorrendo questa strada potrebbero arrivare a trovare la soluzione per i più importanti problemi che ci attanagliano e oltretutto imparerebbero anche che è necessario attuare alcuni principi della nostra Carta costituzionale che hanno sempre negletto.
In cambio del suo cortese improbabile invito, dottor Vespa, le prometto che con la mia presenza non mi azzarderei mai a rompere il clima idilliaco che si è determinato, farei finta di niente e non mi permetterei di ricordare loro che queste Idee le aveva già avute qualcuno nel secolo scorso. Mi farebbe solo piacere contribuire ad aiutarli a percorrere ancora la strada che devono fare per concludere il percorso proficuamente iniziato.

Se non vorranno chiamarlo Fascismo, facciano come cazzo vogliono, purchè lo facciano e non sarò io ad accusarli di aver violato le leggi eccezionali di scelba e Mancino.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 25, 2008 13:26 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ 
mercoledì, 14 maggio 2008

Da poche ore si è conclusa quella ridicola pagliacciata presentata come "Assemblea Nazionale di AN".
Naturalmente senza una vera votazione conclusiva ma con lo spettacolo penoso di quel povero rincoglionito di Franco Servello ( a proposito ricordo ancora e confesso uno dei miei errori giovanili. Quando con mio padre, dato che era nipote del direttore e fondatore del "Meridiano d'Italia", ci adoperammo per far accettare la sua domanda di iscrizione al MSI, dato che la federazione milanese non voleva saperne a causa di un suo non chiaro comportamento tenuto durante la RSI, cosa intollerabile per il segretario provinciale, il mitico generale Marchesi) che invitava a votare per alzata di mano a favore di La Russa come coordinatore del partito.
Chi non ha spiegato ancora a questi nuovi "democratici d'accatto" che non è corretta una cosa del genere e che è obbligatorio il voto segreto quando si tratta di un giudizio su una persona.Chi avrebbe potuto dissentire sotto lo sguardo minaccioso di Fini e dei quattro cialtroni al banco della presidenza senza temere una ritorsione di bassa lega?
Tutto questo mi avrebbe fatto solo sorridere,invece la malinconia piu' profonda si è impadronita del mio animo quando è stato chiaramente detto, come anche riportato nei titoli della stampa più importante che ci si accingeva a "spegnere per sempre LA FIAMMA".
Certo sarò un vecchio nostalgico forse rincoglionito come l'ex camerata servello, ma quando è stato manifestato il proposito di "spegnere la fiamma" non vi nascondo che mi sono venute le lacrime agli occhi.
Come in un film girato a velocità vertiginosa ho rivissuto le immagini di tutti i sacrifici fatti negli anni della giovinezza in cui per quella fiamma avevo sacrificato gli anni più belli e spensierati rinunciando allo sport, ai divertimenti, agli amori propri di tutti gli adolescenti,alla continuità negli studi, rischiando molte volte la pelle e andando a volte in galera.
Ma queste immagini hanno presto lasciato il posto a quelle in cui ho rivisto mio padre, il mitico comandante Ventra, prima a Roma e poi Torino comandante della GNR durante tutta la RSI. E lo ho rivisto pieno di Fede ed entusiasmo come un ragazzino, appena liberato, senza aspettare l'amnistia, ma con una condanna a morte sulle spalle, correre a Firenze per incontrare Romualdi e poi a Roma per accendere,anche con mille sacrifici personali, quel simbolo della Fiamma, che nei nostri cuori rappresentava la continuità con il simbolo vietato per legge del Fascio e nascondeva, come ancora oggi nasconde il motto " Mussolini sarà immortale".( Almirante era tra noi, Fascista fra i fascisti e ieri Finin ha avuto il coraggio di ricordarlo con la stessa faccia tosta con cui ha ringraziato Bossi dopo che aveva giurato che con lui non avrebbe mai più preso nemmeno un caffè).
Anche queste immagini sono subito sbiadite per lasciare il posto a quelle dei più sfortunati fra noi cui l'amore per la Fiamma era costata la salute o addirittura la vita. Ho rivisto le immagini del giovane Ferri, ucciso a calci sulle scale della "Normale" di Pisa, e la faccia di Guido Spagnesi quando a Firenze, il pugnale che mi aveva strappato la giacca e ferito leggermente il braccio era finito nel suo polmone riducendolo in fin di vita.E poi tutte le altre immagini dei tempi più recenti: da quelle dei giovani fratelli Viggiano con il cranio fracassato dai colpi delle chiavi inglesi, per loro fortuna sopravvissuti con il cranio mezzo d'argento,a quelle di Sergio Ramelli che invece le stesse chiavi hanno ucciso vigliaccamente.
Di fronte a tanto sangue innocente io,per essere stato segretario nazionale giovanile del MSI sento un rimorso e un dolore profondo calmati solo dalla certezza che, se con il mio esempio ho indotto qualcuno ad una battaglia che gli è costata la vita,li ho tuttavia spinti a battersi per una causa giusta per cui valeva anche la pena di morire.
Mi domando stasera cosa può esserci nel cuore di un mascalzone come il nuovo sindaco di Roma che ha il coraggio di portare al collo ( dicono ) una croce che gli ricorda un camerata ucciso senza avere il rimorso che almeno in parte , quanto anni prima lo ero stato io,di quella morte e di tante altre aveva il peso della responsabilità che non mi lascerebbe sopravvivere se avessi come lui la certezza, ma anche solo il dubbio di aver trascinato a morte dei giovani per una battaglia inutile e sbagliata condotta in nome del "male assoluto".

Mi sono messo a scrivere queste righe e ho smesso di piangere, anzi, la profonda malinconia ha lasciato il posto ad una feroce indignazione.
L'indignazione che mi ha pervaso guardandomi in giro, nel mio ambiente, di cui ormai spesso mi vergogno e mi domando quale maledizione ci perseguiti per averci fatto scadere addirittura nel ridicolo e nell'umiliante indifferenza degli avversari.
Nel mio partito, di cui anche se semplice iscritto sono ormai l'unico "socio fondatore " iscritto dal 1946, ho chiesto invano da molti mesi una riunione per esaminare quale medicina poter proporre per un malato ormai in coma farmacologico senza una conseguente iniziativa. Persino dei giovani, sicuramente in buona fede e di cui approfittano alcuni sciagurati in cerca di vanagloria personale mi hanno risposto che forse questo non è il momento perche' siamo in periodo elettorale.
Lo eravamo prima delle politiche, lo siamo ancora per le amministrative, finite le quali e dopo i prevedibili due o tre mesi di pausa estiva, lo saremo di nuovo essendo alla vigilia delle Europee.Io mi chiedo come è possibile che giovani certamente intelligenti e in grandissima buona fede non si accorgano di essere strumentalizzati per far rincorrere a qualche furbetto del partitino chimere che non potranno mai appagare nemmeno le loro piccole vanità e che nella situazione attuale, per un Partito come il nostro, l'unica cosa seria è dimenticare i turni elettorali, fonte per noi ormai solo di magre figure, per concentrarci su cosa si possa e si debba fare per salvare almeno la faccia.

Io, tempo fa, ho lanciato l'idea con alcuni camerati di formare un gruppo di studio, una corrente se volete, per fare un esame serio della situazione di partito.Ho proposto di elaborare con tutti il progetto per una "RIFONDAZIONE DEL MSI".
Devo ringraziare tutti coloro che hanno aderito, molti più di quanto temessi ma molti meno di quanti sperassi, specie fra i miei coetanei che evidentemente hanno desistito frustrati dalla vecchiaia e dalle delusioni anche se ho fatto loro un appello particolare richiamandoli ai doveri derivanti dalle grandi responsabilità e sooddisfazioni che hanno avuto nel passato.
Sarò sincero fino all'autolesionismo in queste righe che potrebbero essere le ultime della mia attività politica.
Avevo fino a ieri una grande speranza, l'avevo riposta in tanti giovani che mi hanno sempre stimato, dalla calabria alla Puglia alla Toscana e in particolare in quei meravigliosi ragazzi che sotto la guida di Gianluca Iannone hanno realizzato le uniche cose di cui essere orgogliosi nella nostra attuale squallida realtà.
Poi, proprio in questi giorni mi ha ferito la notizia che anche fra loro qualcosa non funziona, ci sono dei problemi che nel clima di grande tensione ideale non dovrebbero esistere.
Mi ero augurato fossero fra i primi a raccogliere l'invito per la "RIFONDAZIONE" mentre vedo che hanno preso una strada senza futuro e spero un giorno essere in tempo a parlarne con la massima sincerità con loro.
Come ho fatto sinceramente con il caro camerata Nicola Cospito al quale mi sono unito fin quando propose di tentare di unificare l'area neo-fascista e da cui con franchezza ho dissentito quando vidi che stava per fare un ulteriore partitino.
A tutto questo si deve aggiungere che, in un momento così delicato per tutta la politica italiana in movimento, mentre da destra a sinistra fervono riunioni, dibattiti, congressi e congressini e assemblee, solo il nostro segretario nazionale continua a brillare per il suo silenzio e per la sua assenza.
In Sicilia siamo arrivati alla vergogna di vedere che il Partito si presenta alle prossime amministrative a Catania alleato di Foza Nuova e in polemica durissima con "la destra". A Palermo invece i nostri giovani corrono per "la destra" in polemica con forza nuova e di fronte a tutto questo il Segretario nazionale tace, come sempre.

Penso che queste righe siano le ultime che scrivo come politico militante.
L'idifferenza di troppi a volte mi fa pensare che possa avere ragione Fini e penso che potrei essere io, oggi, l'ultimo combattente giapponese che continuava a battersi nella jungla perchè non aveva saputo che la guerra era finita....Purtroppo non e' così, solo per Fini il dopoguerra è finito e lui non e' più "figlio di un Dio minore".
Io credo di avere il diritto-dovere di abbandonare sperando che il testimone sia raccolto da qualcuno capace di tenere accesa quella Fiamma che sta proprio per spegnersi dafinitivamente.
Lo invoco a nome di tutti quelli che, come me, per quella fiamma hanno sacrificato tutto nella vita, anteponendola sempre al proprio interesse personale, alla famiglia, al proprio lavoro, sempre servendola e mai servendosene.
Un cameratesco augurio di buon lavoro, assicurando chi vorrà portare avanti la battaglia ideale senza guardare ai propri interessi, che se avrà bisogno del mio consiglio disinteressato potrà ancora contarci come consulenza gratuita.
Lo spero. Anche se è tale in questo momento la mia rabbia, la mia amarezza e la mia delusione che sono tentato, guardandomi intorno, di dare le dimissioni da....camerata.

Nando Ventra

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 14, 2008 14:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, politica
domenica, 04 maggio 2008

Chi ha avuto voglia o tempo di sfogliare il "Blog" di Grillo del 28 aprile 2008 avrà letto certamente il Comunicato politico numero 10.Devo dire che avrei potuto firmarlo senza cambiare una virgola, nemmeno all'ultimo capoverso che dice: " LA VERITA' E' IL NOSTRO FUTURO. TENIAMO LA FIAMMA ACCESA!".

Mi è venuto da sorridere, poi ha prevalso la malinconia pensando a quanti avrebbero avuto il dovere di pensare a tenere "UNA FIAMMA ACCESA" e invece si occupano di tutto in politica, soprattutto di fare liste e listine, politiche e amministrative, comunali e provinciali sperando che anche a loro possa toccare il colpo di culo che qualche anno fa portò un ragazzotto sprovveduto al parlamento europeo.
Ma non è in questa direzione che voglio sferrare il mio calcio settimanale,,,,non ne vale la pena. Ormai le vicende di un Partitino senza testa e senza bussola non mi fanno più arrabbiare. Mi sono rassegnato e per me sono solo fonte di tanta tristezza.

La cronaca di oggi, le notizie date dai TG della TV sembrano adombrare la possibilità che i protagonisti di un vergognoso fatto di cronaca che ha ridotto in fin di vita un ragazzo di 29 anni possano appartenere ad un gruppo politico che si vanta di essere in sintonia con il Nazi-fascismo.
Naturalmente è con la massima cautela che si devono accettare le notizie della TV e della stampa di regime. Troppe volte li abbiamo colti con le mani nel sacco mentre cercavano di calunniare un certo mondo raccontando solo bugie. E' tuttavia indispensabile anticipare subito che, se le ipotesi dovessero essere confermate, da parte mia riterrei assolutamente necessario prendere le massime distanze da questi teppisti, senza se e senza ma, come si dice oggi.

Non solo. Riterrei indispensabile che analoga posizione prendessero immediatamente e vigorosamente i signori Romagnoli e Fiore che penso avrebbero il dovere di pretendere la possibilità di spiegare pubblicamente che il nazi-fascismo non esiste e non è mai esistito. E' solo un frutto della disinformazione faziosa e ad usum delfini della pubblicistica antifascista. Fascismo e Nazismo sono due cose separate ciascuna con una propria storia e una diversa ideologia. Il mondo cui ancora mi ostino di appartenere e che loro, sia pure nel peggiore dei modi rappresentano e hanno rappresentato, non ha niente a che fare con i teppisti e i delinquenti.
Qualunque delinquente ha la possibilità di dichiararsi nazista o fascista nello stesso modo con cui si dichiarano fascisti l'Assunta Almirante e Ciarrapico. Il problema è che se Fascismo fosse veramente sinonimo di violenza gratutia, di teppismo, ipocrisia e bassezza morale, io personalmente avrei già cambiato bandiera.

Per fortuna mia posso, vantandomente, sventolare la stessa bandiera che ho difeso per tutta la vita con onestà e coerenza assoluta.
Oggi ritengo prioritario fare tutti quanto ci è possibile per ristabilire la verità. La verità che è l'opposto, per quanto ci riguarda, di quanto hanno voluto far credere sessanta anni di disinformazione e calunnia antifascista.

Qualora Romagnoli e Fiore non lo facessero è proprio a loro due che dirigo il mio potente calcio nel culo.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 04, 2008 23:18 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ 
domenica, 04 maggio 2008

Si, il burattino più bugiardo e ipocrita del palazzo, con il suo naso sempre più lungo, si è arrampicato fino allo scranno più alto della camera.
E, ancora una volta, non ha smentito se stesso approfittando dell'occasione per ribadire che ha definitivamente rinnegato se stesso. Questa volta è andato oltre. Oltre a rinnegare tutto ciò che aveva sostenuto, non in un attimo di cui potersi pentire, ma per tutti i primi trenta anni della sua vita politica, ha pensato bene addirittura di disprezzare e offendere, dicendo che sono pochi malati di torcicollo, tutti coloro che continuano a credere negli Ideali che lui ha insegnato e predicato per tutta la lunga parte della sua vita politica durante la quale ha creato la propria fortuna.Tutto questo è ormai talmente noto e risaputo nel mondo che sarebbe veramente inutile sottolinearlo.
La necessità di riparlarne nasce dalla preoccupazione che anche questo possa essere un ulteriore passo verso la fine della democrazia, non quella fasulla e ipocrita istallata in Italia dalla "resistenza", ma quella sostanziale che dovrebbe garantire una dignitosa autentica "libertà"per tutti i cittadini.Quella che abbiamo oggi in Italia è veramente la parodia di una autentica "Libertà".Basterà per averne plastica conferma ricordare le ultime elezioni quando, in dispregio di ogni rispetto per la costituzione,i segretari dei partiti hanno "NOMINATO" tutti i parlamentari togliendo al popolo il diritto di scelta. Diritto rispettato persino durante il ventennio fascista quando sul "listone" agli elettori era lasciato il diritto di stabilire una graduatoria ed eliminare i peggiori depennandoli.

Ma, senza andare tanto al pur recentissimo passato, basterà, per avere ulteriore conferma di tutto questo, guardare allo spettacolo vergognoso offerto in questi giorni dal parlamento appena eletto. Nella sua prima riunione i burattini hanno fatto finta di votare per i loro presidenti e si sono invece limitati a ratificare quanto era già stato deciso, manuale Cencelli alla mano, fuori del parlamento e in dispregio di qualunque volontà avesse voluto esprimere. Abbiamo assistito allo squallido spettacolo di un presidente della repubblica dava un giudizio positivo sugli interventi dei due eletti prima ancora che si facessero le votazioni offendendo il parlamento e facendo diventare ridicoli tutti i parlamentari che in fila andavano, non a votare, ma semplicemente a ratificare ciò che era già stato deciso.
Crono, la più terrificante figura della mitologia greca è passato alla storia per aver evirato il padre e per essere così ambizioso da arrivare a divorare tutti i suoi figli per paura che crescendo lo detronizzassero. Potrebbe sembrare ingeneroso ma, la similitudine con la sfrenata vanitosa ambizione del nostro Pinocchio balza evidente.

Quindici anni fa circa, ero il responsabile della Federazione del MSI di Palermo. L'incarico me lo aveva affidato Pinocchio che a quell'epoca era il massimo esponente del neofascismo italiano dicendomi: "...vedi se riesci, con la tua autorevolezza morale a mettere pace in quel nido di vipere...."
Conscio dei miei doveri ritenni di dovermi impegnare al massimo e un certo giorno mi impegnai anche economicamente anticipando parte dei soldi necessari per portare i giovani militanti del partito a Roma con un pulmann per partecipare al comizio conclusivo con cui Pinocchio chiudeva nella mitica piazza SS.Apostoli la sua campagna per diventare Sindaco di Roma. Ricordo persino il particolare che un certo Mosumeci, che penso sia lo stesso oggi onorevole, mi chiese se potevo far passare il pulmann da Catania per raccogliere alcuni iscritti di quella città e che mi avrebbe rimborsato della spesa, cosa che ancora non ha fatto.

A Roma incontrammo il capo del neofascismo, segretario nazionale del MSI in piazza Esedra. Mi ringraziò della presenza e io fui felice di aver contribuito al grande successo. Il MSI raggiunse il 47 circa dei voti nella Capitale e per un soffio Rutelli riuscì a batterlo e diventare sindaco di Roma.
Fu proprio in coincidenza con questo grande successo, senza precedenti, del MSI che Pinocchio decise di uccidere la creatura che, anche se non era suo figlio, gli era stata affidata da chi aveva contribuito a farlo nascere. Pinocchio fondò AN e adesso, proprio nel momento del suo massimo successo,completato dall'elezione del sindaco di Roma, decide parimenti di uccidere anche questa sua creatura piuttosto che vada in mani di qualche figliastro che un domani potrebbe ribellarsi e detronizzarlo( e in questo timore forse ha delle buone ragioni lui che sa di quale tipo di lealtà è fatto l'animo di quei quattro ipocriti che lo circondano ai vertici). In questa sua lucida follia non vorrei che stesse meditando di uccidere il parlamento per paura che qualcuno in futuro possa prendere il suo posto. Il Crono della politica italiana di oggi avrebbe così servito la sua vanagloria uccidendo la terza creatura che il destino gli aveva affidato.Nel momento dell'investitura Pinocchio, facendo eco all'Assunta che aveva dichiarato a Markette che il Fascismo era morto con la morte di Benito Mussolini ( e a questa signora vorrei chiedere se pensa che suo marito non se ne era accorto, o se in mala fede ha chiesto tanti sacrifici ai giovani italiani per quaranta anni), ha ripetuto solennemente e da una tribuna più importante che il Fascismo è morto.

Vorrei concludere queste riflessioni con una domanda a Pinocchio: se è vero che il Fascismo è morto, forse morto da sessanta anni anche se Almirante, tu e tutti noi non ce ne eravamo accorti e insieme abbiamo chiesto a tanti giovani di morire per difenderne la memoria, non ti sembra veramente ridicolo e offensivo per la stessa costituzione continuare a far sopravvivere le "disposizioni transitorie" contro il Fascismo che, se morto veramente non può più destare preoccupazioni per nessuno?

Ti darai da fare in questo senso dal tuo altissimo scranno o ti sei iscritto al partito di coloro che hanno paura dei defunti? Per essere sincero penso che opterai per la seconda ipotesi e che toccherà a noi continuare a difendere la memoria infangata di tanti martiri, da Giovanni Berta agli ultimi caduti fra i giovani del MSI e a riproporre quelli che sono stati i loro Ideali e che noi consideriamo ancora vivissimi e attuali per affrontare i problemi delle generazioni future

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 04, 2008 14:06 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ 
lunedì, 28 aprile 2008

Come quasi tutti gli asini anche io ho il mio padrone che si scusa con tutti i suoi lettori perchè nell'ultimo articolo scritto c'erano molti refusi e una frase che avrebbe dovuto essere cambiata per rispetto alla sintassi.
Purtroppo non lo ha potuto fare perche' appena finito di scrivere si è accorto di avere la febbre a 39 ed è dovuto correre a letto senza rileggere niente.
Mentre lui riposa a me sono venute in mente alcune considerazioni che mi spingono a tirare un bel calcione.

Boselli si è dimesso e il PSI ha annunciato il suo congresso,Bertinotti si è dimesso e Rifondazione ha annunciato che si rifonderà un'altra volta.I "verdi" si preparano al congresso.Quasi tutti i partiti hanno annunciato imminenti assemblee nazionali o congressi straordinari. Anche Berlusconi ha annunciato che il Popolo della libertà farà entro l'anno il suo primo congresso. Parsino Fini ha annunciato una specie di congresso, antidemocratico,e tipo barzelletta dove come sempre dal 93 ( e ne ho le prove )tutto è già da lui prestabilito, accettato dalle pecore che lo seguono e dai cagnolini che gli scodinzolano intorno.
Gli unici due partiti i cui vertici sono completamente muti sono FORZA NUOVA, dove la cosa è spiegabile con il fatto che si tratta di un gruppo guidato da un padre-padrone che, fra l'altro, con la democrazia non ha nemmeno troppa simpatia e dove i congressi servono solo a riconfermare all'unanimità chi paga le spese.
L'atro è la FIAMMA TRICOLORE che invece di ragioni per indire un congresso ne avrebbe anche troppe ma che continua a perseverare nel mutismo del Seg. Naz. per nostra disgrazia interrotto da due apparizioni televisive che ci hanno fatto perdere non pochi consensi.Il Romagnoli persiste a fare l'uccello di bosco che svolazza, mi dicono, dalle parti di Strasburgo lasciando un Partito allo sbando, acefalo e senza un portavoce autorevole e capace.Per la verità, attraverso "internet" lo ho visto mentre attaccava i manifesti.
Io non ho niente, anzi ammiro chi volontariamente si presta per fare affissioni. Di manifesti nella mia giovinezza ne ho attaccati molti più di lui, ma non ero il segretario del Partito e lui, che dice di ispirarsi a Giorgio Almirante dovrebbe sapere che Giorgio i manifesti non li ha attaccati mai, specie quando era segretario nazionale. Il Romagnoli lo ho ammirato anche all'ultimo congresso a Fiuggi come abile fotografo. Ora io mi chiedo perche' con due attività per le quali sembra proprio predisposto perchè non si mette a fare l'attacchino o il fotografo e insiste a voler fare il segretario nazionale di un partito , incarico cui è pervenuto per caso ( io, lui e pochi altri sappiamo come...)e per il quale incarico non ha nessuna attitudine mentre se volesse continuare a fare politica potrebbe, anche a parere mio, fare molto bene il segretario giovanile della sezione Parioli di Roma.

Ma non gli darò un calcio, non ne vale la pena. Il calcio questa settimana lo riservo idealmente per tutti coloro che in questo partito dormono e non si sono accorti che per non morire definitivamente è necessario chiedere e celebrare al più presto il Congresso Nazionale.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 28, 2008 13:41 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica
sabato, 26 aprile 2008

Milito in un Partito di cui mi vergogno e soffro perchè non posso andarmente perchè sono legato ad un giuramento e so altresì che nessuno potrebbe o potrà cacciarmene perchè non c'è nessuno che abbia l'autorità morale e il coraggio per poterlo fare.
A cominciare da quel ragazzotto maleducato che si ostina a volerci rappresentare nonostante tutti gli insuccessi e le giravolte fatte in dispregio dei dettami della mozione congressuale con cui è stato eletto. Io certamente non minaccio nessuno ma lui e i suoi lacchè sappiano e ricordino che io non sono un Fascista capace delle loro ipocrisie,u n'altra pasta, di quelli che se necessario sanno anche affrontare un carroarmato, armati solo di una bottiglia di benzina.
Da molti mesi sto sostenendo che è indilazionabile la convocazione di un congresso e lo ho sempre chiesto, senza nessun interesse personale,solo per rivedere una linea politica fragile, estemporanea, piena di contraddizioni e assolutamente insostenibile.
Mi ha fatto piacere la notizia che questa mia vecchia analisi ha finalmente trovato ascolto nel camerata Boccacci che lealmente ha sentito di dover dare conseguentemente le dimissioni.
A differenza di Boccacci, ho saputo anche che finalmente la stessa richiesta e' stata fatta da un gruppo di dirigenti siciliani. Gli stessi che qualche mese fa mi rimproverarono di aver fatto la stessa richiesta. La differenza con Boccacci e' tuttavia profonda perchè questi "signori",pur non essendo stato nessuno di loro eletto alla carica che ricopre illegalmente derivando da un provvedimento di un Segretario Nazionale decaduto a termini di statuto e i cui atti quindi sono illegittimi.hanno chiesto le stesse cosa che avevo chiesto io e che ha chiesto Boccacci ma si sono ben guardati dal dare conseguentemente le dimissioni.

La spiegazione, unica possibile è che non hanno preso la decisione per le motivazioni Ideali che guidano me e Boccacci ma solo perchè il vergognoso risultato elettorale ha dimostrato la loro nullità chre vogliono mascherare usando la "destra" come foglia di fico.
A proposito della "destra" io ho indirizzato tre mesi fa una lettera apertya a Storace chiedendogli di chiarirci a quale "destra" intendeva dare vita.Quando si accorgerà il nostro segretario nazionale che da tempo questa domanda avrebbe dovuto farla lui a Storace, specie prima di imbarcarsi in un' operazione risultata disastrosa che non ci ha dato ( come prevedibile ) nessun risultato pratico, se si escludono gli spiccioli del rimborso elettorale, e ci ha ancora una volta "sputtanato" agli occhi di quei" "fascisti veri" che da 15 anni sono stati costretti a votare scheda bianca?

BASTA CON GLI EQUIVOCI!!!! Non possiamo permetterci di mandare allo sbaraglio una donna come l'On. Santanchè senza prima fornirla degli elementi adatti a non trovarsi in difficoltà quando le chiedono del suo rapporto con il Fascismo. Su un argpmento di tale portata non tocca all'on.Santanchè trovare la risposta esatta. Tocca a noi!!! Tocca a questo Partito riunire i quadri dirigenti e affrontare il problema. Quando oltre sessanta anni fa insieme ad altri ho avuto l'onorte di poter parttecipare alla fondazionre del MSI questo problema lo abbiamo risolto e mai Romualdi o Michelini o Almirante si sono trovati in difficoltà nelle innumerevoli "TRIBUNE" cui parteciparono.
Dopo oltre sessanta anni questo argomento dobbiamo assolutamente riaffrontarlo e, se riteniamo insufficiente quanto decidemmo allora, possiamo prendere altre decisioni. Ma devono essere decisioni serie prese da un comitato di politici, di studiosi e di esperti all'altezza del difficile compito. Il risultato poi potrà essere sottoposto a un congresso Nazionale o a un' assemblea costituente di rifondazione.
Ripeto il mio pensiero: in Italia sono possibili solo due possibili "destre" e a nessuno e' più possibile prenderci in giro,da Fini ad Alemanno, da Storace a Romagnoli.

Chi e' ai vertici di un Partito e vuole rappresentare la "destra" deve decidere fra il reincarnare la destra liberale che ha profonde radici negli ultimi duecento anni di Storia Italiana e può rifasrsi all'insegnamento di uomini di grande valore fra cui certamente Benedetto Croce.
L'altra unica possibilità di reinventare una "destra" con profonde radici culturali e una grande storia di Eroi è solo quella di richiamarsi al pensiero di George Sorel e di Giovanni Gentile.
Chi decide per questa seconda opzione,tertium non datur,deve assumere il coraggio di farsi carico nel bene e nel male, sia pure con il diritto di critica e di rinnovamento,di quella che e' stata la grande rivoluzione Ideale di Benito Mussolini che, dichiarando con 100 anni d'anticipo quello che oggi blaterano i vari Veltroni asserendo che la lotta di classe è fallita, che nessuno puo' sperare nella dittatura del proletariato che non ersiste più e deve cercare le soluzioni nella collaborazione fra le categorie produttive.
Certo, mi rendo conto che assumersi la continuità con il Fascismo e con il MSI presenta un grave peso reso quasi pericoloso da leggi liberticide che in disprezzo della costituzione sopravvivono nonostante siano state pensate dai costituzionalisti come "provvisorie". Il carico di chi si cimenta in questa ipotesi è ancora durissimo quasi come lo era sessanta anni fa, forse di più perche' se allora bisognava mettere in gioco la propria vita, oggi basta affrontare l'arduo compito di demolire la massa di menzogne con cui i comunisti ci hanno sommerso fino sa fare pensare a molti "benpensanti" che Fascismo sia sinonimo di violenza gratuita, di ferocia e di dittatura.
Tutto questo e' esageratamente difficile anche se ci aiutano le pagine meravigliose scritte da tanti giovani, dagli eroi di Bir El Gobi a tutti i combattenti della RSI a tutti i giovani che la battaglia hanno continuato a farla in assoluta buona fede santificando quella FIAMMA per cui sono morti tanto che quel furbo mascalzone di G.Fini non ha avuto il coraggio di rtinmunciarvi benche' sapesse che non poteva scriverci sopra "il Fascismo e' il male assoluto".

Credo si debba ricominciare da zero, nella assoluta chiarezza delle motivazioni con cui si fa una battaglia nella quale non c'è posto per gli ipocriti che4 cercano un'elezioncina per soddisfare le proprie sciocche vanità.
Molti dicono "le ideologie sono morte". Pazzi in malafede, le loro idee sono morte sotto il peso della concorrenza dei supermercati e sepolte definitivamente sotto le macerie del muro di Berlino.
Altri "ipocriti" annidati anche nel nostro Partito ripetono spesso la piu' furbastra delle frasi pronunciate anni fa da G.Fini: "IL FASCISMO VA CONSEGNATO ALLA STORIA"! Ipocriti e mascalzoni!!! Le Idee non muoiono e i grandi Ideali del Fascismo sono oggi più attuali che mai. (Io ho sfidato i potenti a "SOCIALIZZARE L'ALITALIA) ma nessuno mi ha chiesto se e' possibile farlo o meno. Mi hanno ignorato e io me ne frego!! Se Berlusconi non troverà una soluzione mi piacerebbe andare con il mio Partito a parlarne con i dipendenti...Certo probabilmente i comunisti organizzati dai sindacati che hanno troppi scheletri nell'armadio forse cercherebbero di impedirlo...ma a questo ci ho fatto l'abitudine quando negli anni cinquanta ero costretto a fare i comizi per il MSI nella rossa Toscana.

Oggi è il 25 aprile. Per me, come diceva Giorgio Almirante non è festa. E' un giorno di lutto. Del centro-destra diamo atto a Berlusconi di essere stato l'unico a rivolgere un pensiero ai giovani combattenti della RSI. Silenzio assordante di tutti gi altri. Quel traditore mascalzone di Alemanno ha creduto di cavarsela facendo ancora il furbetto....ha portato una corona alla tomba di Salvo d'Acquisto!! Ecco come cercano di salvarsi l'anima e soprattutto i voti dei rabbini di Roma e contemporaneamente dei Fascisti.
Caro Alemanno, mi spiace essere stato, sia pure in tempi diversi, tuo collega come segretario nazionale dei giovani del MSI. Ma nonostante questo, anzi proprio per questo, non ti rispetto, ti disprezzo e se io abitassi a Roma il mio voto non lo avresti mai. Anzi, sei ancora in tempo a conquistarlo: domattina chiama tutte le telecamere e recati a portare un mazzo di rose in via Rasella. Con disprezzo per te e per tutti gli ipocriti che allignano ancora nella Fiamma a cominciare dal Segretario Nazionale.

NANDO VENTRA

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 26, 2008 13:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, politica
giovedì, 17 aprile 2008

No, non prevarranno. Abbiamo avuto la forza di riemergere dal sangue del 1945 e non possiamo non averla per uscire dal fango di chi ci circonda.
Ieri ero così triste e incazzato che ho fatto anche un errore di sintassi. Me ne sono avveduto oggi rileggendomi e ne chiedo scusa a tutti quelli che se ne sono accorti.
Perchè non prevalgano e' tuttavia indispensabile da parte nostra uno sforzo di onestà intellettuale che ci dia il coraggio di parlarci con franchezza partendo da analisi oggettive anche quando dovessero essere impietose.

Il primo punto, a mio parere, da prendere in considerazione è il milione di voti raccolto, un milione che dobbiamo trattare con il massimo rispetto e affetto perche' possa crescere e non essere un fuoco di paglia che si spegne subito come e' gia' successo-( vedi esperienza Rauti)
Ho letto alcune analisi ma sinceramente non ne ho trovato una con cui poter essere d'accordo.

Ritengo indispensabile per prima cosa mettere ordine in casa.
La Fiamma tricolore deve andare immediatamente al proprio congresso nazionale anche perchè, nei prossimi giorni, dovrà prendere delle decisioni estremamente importanti che non possono essere lasciate nelle mani di una segreteria che ha troppe volte dimostrato di non essere all'altezza della situazione e anche dal punto di vista formale è ormai da tempo illegittimata a termini di statuto. Nel prossimo congresso si dovrà decidere il nostro futuro anche in riferimento ai rapporti che dovranno stabilirsi con la “Destra”.

Chi come me si e' battuto da 15 anni per la riunificazione dell'area non può che gioire per una sia pur forse provvisoria riunione che si è verificata di fatto nelle urne ma al tempo stesso, chi, come me, dal 1946 ha contribuito e si è battuto per creare in Italia una “destra” come quella che insieme a Pino Romualdi abbiamo creato e battezzato MSI non può esimersi dal chiedere ai dirigenti de “la destra”, prima di prendere decisioni irreversibili, quali siano le loro vere intenzioni per il futuro al quale ambiremmo poter contribuire.

L'on. Storace e l'On. Santanchè dovrebbero chiarire se per destra intendono una collocazione comprensibile solo da chi considera “destra” e “sinistra” termini ormai desueti o se credono che per formare un grande movimento politico sia indispensabile richiamarsi a importanti radici che ne garantiscano il DNA.
In questa seconda ipotesi, credo basti ricordare alcuni concetti certamente alla portata di chiunque abbia avuto un'istruzione media: nella tradizione culturale italiana dal risorgimento a oggi esistono solo due grandi radici di destra. La prima liberista che fa riferimento al pensiero di un grande filosofo come Benedetto Croce e l'altra che attinge al pensiero di Sorel e all'attualismo dell'altro grande filosofo italiano del 900: Giovanni Gentile.
Certamente prima di rivolgere la domanda all' On. Santanche', o all'On. Storace,
sembra evidente se ne debba dibattere all'interno della Fiamma tricolore dove purtroppo il dibattito politico è stato negli ultimi anni reso assolutamente impossibile dalla “distrazione di una classe dirigente” con la quale non intendo aprire polemiche in questa sede.

Insisto tuttavia che si aprano tavoli dove sia possibile contribuire a certi chiarimenti indispensabili e dove qualcuno sia chiamato a dare conto del proprio operato.
I risultati elettorali hanno indotto tante persone con un minimo di dignità, da Bertinotti a Boselli a Prodi, a dare le proprie dimissioni. La stessa dignità non mi pare esista nel centro-destra dove uno come Fini dovrebbe vergognarsi del risultato di AN invece di farsi bello con le penne del pavone Berlusconi. Per lui c'e' solo l'attenuante che come a suo tempo gettò nel cestino il MSI tradendone tutti gli ideali, oggi sta gettando anche AN di cui non gli importa più niente dato che per fare il presidente del Parlamento italiano gli sarebbe piu' una palla al piede che una cosa utile.
In casa nostra anche, non mi è giunto l'eco di dimissioni che sarebbero doverose specie in Sicilia. Qui il risultato non è stato nella media nazionale nonostante l'evidente positivo trascinamento dato da una personalità carismatica come l'on.Mosumeci e in particolare a Palermo dove ci si è fermati ad una percentuale vergognosamente al di sotto della media nazionale . Le molte ragioni mi riservo di chiarirle, se sarà possibile nella sede più opportuna.
Sembra comunque evidente , proprio per il rispetto di quel milione di elettori che ci hanno dato fiducia e che ci dobbiamo impegnare a raddoppiare in breve tempo, che a nessuno è consentito gettare la spugna.

Per quanto mi riguarda, dopo aver mantenuto l'impegno a tralasciare ogni polemica per tutto il periodo della campagna elettorale da oggi, dovendo mantenere un altro impegno, riprendo la battaglia per “LA RIFONDAZIONE”.
Mi auguro che molti camerati, dentro e fuori la fiamma tricolore si rendano conto che bisogna battersi per cambiare dato che e' impossibile andare avanti così.
Stiamo preparando la mozione “RIFONDAZIONE” da presentare al prossimo congresso nazionale dietro la quale, chi mi conosce sa benissimo non c'è nessuna ambizione personale,e qualunque sia il risultato non ci sarà nessuna mia personale candidatura .
Se avrà successo servirà solamente a migliorare la condizione di questo Partito e a tracciarne una precisa linea politica per il suo futuro. Diversamente, sarà una mia personale sconfitta di cui tuttavia non mi importerà proprio niente perchè anzi, servirà a darmi la forza di chiudere con la militanza politica, cosa che avrei comunque già programmato e che, per essere sincero avrei già dovuto mettere in atto per ragioni di età e di salute.

Come ho già detto più volte non ho ancora trovato il coraggio di smettere di servire questo Partito senza mai servirmene né essermene servito, perchè sono legato da un giuramento fatto a mio padre, il mitico comandante Nino Ventra.
Certo il comportamento di troppi “camerati” che, con le dovute e rispettabili eccezioni, sembrano diventati piccoli gnomi di un esercito di ipocriti arrivisti democristiani,se non fosse per i molti giovani che non consentono di perdere la speranza, la necessità di diventare “spergiuro per forza maggiore” si sarebbe già fatta irrimandabile.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 17, 2008 20:54 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica, attualitĂ