giovedì, 10 luglio 2008

Ho deciso questo titolo per il mio ultimo articolo di argomento politico su la “La Martinella” in modo che la parola “addio” renda l'idea di una decisione irrevocabile e la parola “armi” faccia capire il dramma anche psicologico di chi ha deciso di abbandonare una militanza durata una intera vita al servizio di un Ideale. Per questo Ideale ho combattuto prima con la divisa di figlio della lupa, poi con quella di balilla, poi con quella di balilla moschettiere e poi con quella che ho avuto l'onore di indossare come “Fiamma Bianca” al servizio della RSI e poi, senza divisa, dal giorno della fondazione del MSI,dicembre 1946, fino ad oggi.

Non è stata una decisione facile e la ho presa qualche giorno fa sulla tomba di mio padre dove mi sono recato per sapere se mi autorizzava a rompere il giuramento che gli avevo fatto di continuare a battermi per quelli che erano stati anche i suoi Ideali fino all'ultimo giorno della mia vita così come aveva fatto lui fino alla fine della sua.

Dopo una lunga chiacchierata in cui gli ho raccontato cosa era successo da quando lui non c'era piu', mi ha autorizzato e mi ha confessato che aveva capito che ormai non c'è più niente da fare.

Non che i nostri Ideali siano morti. Anzi, sono più vivi e attuali che mai. Basta seguire la cronaca politica dei nostri giorni per constatare come crollato il mito della lotta di classe per gli ex comunisti e il mito del “libero mercato” per gli ex liberali da tutte la parti ci si affanni, a cominciare dal ministro Tremonti, a studiare formule che nessuno si arrischia a chiamare “Fascismo” ma che, tuttavia, hanno una strana rassomiglianza con quei concetti di solidarietà sociale e collaborazione tra le categoria produttive, con quei concetti di protezione della propria Patria, con quelle carenze dello Stato di diritto che ogni giorno di più denuncia i propri limiti e la propria fragilità, riaprendo in sedi insospettate la possibilità di ridiscutere dei principi di uno Stato Etico che erano fra i fondamenti del pensiero di Giovanni Gentile e, incontestabilmente, di un certo Benito Mussolini che invece qualcuno preferisce ricordare solo come “il male assoluto”.

Purtroppo, come ha scritto Enzo Erra, le IDEE camminano sulle gambe degli uomini e, nel mondo che fino a ieri è stato il mio, non c'è nessuno capace di caricarsi questo fardello difficile da difendere e da portare.

Non mi riferisco ai furbastri amorali che hanno capito che di questo impegno era meglio disfarsi per poter correre più leggeri verso posti di governo e che per raggiungere il potere non hanno esitato a tradire, non solo i loro padri ma persino se stessi come ha fatto Gianfranco Fini e quel gruppetto di “froci mentali” che lo hanno seguito.

Mi riferisco al fatto che anche negli ambienti che formalmente non hanno rinnegato l'eredità morale del Fascismo trionfano solo l'ignoranza,l'ipocrisia e la sciocca vanità.

In quel partitucolo che si chiama fiamma tricolore, ormai non mi sento più a casa mia.

Peggio, non lo sento più una casa, per nessuno. Naturalmente resiste con onore una piccola minoranza di giovanissimi e di anziani che rappresentano l'eccezione.

La massa ( si fa per dire ) a cominciare da quel ragazzotto maleducato che si spaccia per Segretario Nazionale,nonostante sia decaduto a tutti gli effeti a norma di statuto la vedo molto simile a quella che circonda Fini,solo con minori capacità e più modeste ambizioni.

Anche in questa specie di partitucolo la possibile elezione personale non solo al parlamento ma anche a modestissimi incarichi locali, non è più intesa come mezzo per arrivare al fine, ma il fine da perseguire con ogni mezzo. Purtroppo temo che questo derivi dal fatto che nel loro animo al “Fine” non ci credano piu'.

Un esempio: l'altra settimana l'On. Veltroni che e' considerato a destra e a sinistra un campione di politica lungimirante, uno che ha saputo definitivamente emanciparsi dalle sue radici e dalle idee del comunismo che ha rinnegato, si è recato ad una cerimonia celebrativa della morte dei fratelli Cervi ed è rimasto per tutti il modello ideale di politico del futuro, un politico a la page...Quando io, un mese fa ho fatto nel mio piccolo, qualcosa del genere, fra i dirigenti e non, anche giovani della Fiamma ho avvertito un senso di insofferenza nei miei confronti come per farmi capire che ero troppo vecchio per capire che ormai del Fascismo è inutile parlare perche' alla gente interessano i problemi di oggi, la casa, le tasse, la terza settimana ec...

Questa insofferenza, accompagnata sempre alla mancanza del rispetto che mi sarebbe dovuto è evidente in molte occasioni e potrei farne molti esempi. Questa serie di offese di cui sono stato oggetto non mi ha mai toccato più di tanto per due ragioni:la mia modestia,che mi fa sempre sentire tanto piccolo quando mi considero, non mi impedisce di vedermi un gigante quando mi confronto con i pigmei con cui mi son ridotto a discutere dopo avere per anni affrontato i temi politici nelle riunioni di direzione o di esecutivo nazionale( di cui facevo parte di diritto come segretario Nazionale giovanile) in cui i miei interlocutori si chiamavano Almirante o Romualdi, Michelini o Tripodi o Anfuso.

Quando i problemi riguardavano la Sicilia, il mio interlocutore era Alfredo Cucco e più tardi Angelo Nicosia che mi subentrò alla guida del Ragg. Naz.Giovanile.

Non ho mai avuto occasione di parlare con deputaticchi di provincia che non avevano alcuna autorevolezza o presenza negli organi centrali del Partito nemmeno dopo l'elezione a deputati. Quando io bruciavo la mia gioventù per trascinare nelle piazze di tutta Italia centinaia di migliaia di giovani a manifestare il loro amore per Trieste Italiana, c'era qualcuno sulle camionette della Celere, pagato dal ministro Scelba ( quello delle leggi contro il Fascismo)a prenderci a randellate e ad arrestarci .E forse per questi “meriti”, oggi gode nel Partito un rispetto maggiore di quanto ne sia riservato a me, naturalmente solo da chi non conosce niente della storia di questo Movimento.

Di tutto questo non ho mai parlato perche' veramente non mi interessa come fatto personale . Per mia fortuna godo dell'affetto e del rispetto di personalità importanti per cio' che sono state in questo Partito e soprattutto per ciò che sono diventate nella vita in cui hanno raggiunto altissimi traguardi nel mondo della cultura e ancora oggi mi dimostrano la loro riconoscenza per ciò che ho loro insegnato con la mia parola e soprattutto con il mio esempio. Devo tuttavia, con enorme sacrificio e imbarazzo, affrontare questo argomento in questa ultima pagina perchè considero la cosa gravissima.

Cerco di spiegare in che senso: la mancanza di riguardo nei miei confronti la considero grave sia perche' sta ad indicare una assoluta ignoranza della storia di questo mondo politico ma soprattutto perche' ormai ho raggiunto il convincimento che, insieme a chi per la giovane età o per la recente militanza ignora semplicemente, ci sia una forte massa che ha il fastidio, anche solo vedendomi, di sentire rimordere la propria coscienza e ha il terrore che la mia intransigenza nel ritenere ancora attualissima la questione Fascismo e antifascismo come la ritengono tutti gli antifascisti ( vedi il comportamento del giovane Veltroni )e i nuovi ex fascisti possa essere d'ostacolo al perseguimento delle proprie piccole ambizioncelle personali.

Certo non facilita le ambizioni elettorali a breve termine chi, come me, non solo crede nell'attualità degli ideali fascisti e intende riproporli come ricetta per la società del terzo millenio, ma ritiene anche proprio dovere morale difendere la memoria di tutti coloro che per questi ideali hanno dato la vita e oggi vengono umiliati e fatti passare per volgari e prepotenti assassini.

Proprio pochi giorni fa, ho seguito in TV la trasmissione “ENIGMA” dedicata alla memoria di Mafalda di Savoia. Cazzo!!! Ma a questi antifascisti non viene mai rimproverato da nessuno di guardare ancora al passato e non interessarsi dei problemi della casa e della quarta settimana. L'unica cosa cui stanno attenti è ad essere sempre rigorosamente tra loro, inaudita altera partes.

Mi ricordo un espediente dialettico di Giorgio Almirante rubatogli poi da Fini che se ne e' appropriato senza citare la fonte come fosse farina del suo sacco: Almirante diceva che era importante capire perche' quando si discute del cenone di Natale non bisogna mai invitare.......il tacchino.

Cari ex camerati, non vi annoierò piu' con le mie parole o con i miei scritti.

Voglio solo ringraziare i tanti che hanno risposto alla mia proposta di formare un gruppo disposto a discutere l'opportunità di RIFONDARE IL MSI.

Onestamente devo riconoscere che siete stati troppo pochi. Anche questo forse è stata una delle ragioni che mi hanno indotto a dare l'addio alle armi dato che sono fermamente convinto che non ci sia altra strada, ma che anche questa, per la stupidità o la malafede di molti sia ormai impraticabile.

Mussolini aveva detto: berrete l'amaro calice fino alla feccia!!!Ne ho bevuto abbastanza e anche guardando in quella che e' stata casa mia mi viene solo da vomitare.

Affinche' non ci siano equivoci non ho dato le dimissioni dal Partito. Le ho date da camerata nel senso che non mi considero piu' camerata con nessuno.

Naturalmente non cambio partito come tantissimi camerati che conosco che ne hanno cambiati troppi .

Non farò più militanza politica. Forse, se Dio me ne darà la forza scriverò, come ogni buon vecchietto, le memorie della mia vita e penso che a molti convenga sperare che non lo faccia.

PER ASPERA AD ASTRA Nando Ventra

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore luglio 10, 2008 01:15 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 25 maggio 2008

di Nando Ventra

Nella mia vita solo una volta ho preso a calci una donna...
Con un pulmann carico di camerati fiorentini ci eravamo recati a fare un omaggio alla salma di Benito Mussolini da pochi giorni restituito alla sua terra e alla famiglia dei parenti e dei camerati.
Sulla via del ritorno il pulmann fu bloccato nella piazza di Forli' e un centinaio di "democratici" cominciarono a urlare a tirare sassi contro i vetri del pulmann circondato. Ce la siamo vista brutta ma, tanto per non fare la fine del topo, decidemmo di uscire tutti dal pulmann e affrontare gli assalitori in campo aperto anche se erano almeno due volte noi. Ci fu una terribile rissa in cui molti rimasero feriti e per pura fortuna non ci scappò il morto.

Ad un certo punto nella mischia, sono stato aggredito da una donna,le ho bloccato i polsi e la ho invitata a desistere perche' non avevo mai picchiato una donna e non volevo cominciare da lei. Mi sputòin faccia e mi urlò: non sono una donna!! sono un partigiano!! Queste parole furono seguite dal sinistro rumore del setto del suo naso che era andato in pezzi...
Sono passati quasi cinquant'anni da quel giorno e solo oggi, la mia natura asinina sente per la seconda volta di tirare un calcio in bocca ad una donna.

Il calcio che intendo tirare questa settimana mira alla bocca di Assunta Almirante ma non ha lo scopo di romperle i denti. Solamente quello di riuscire a farla tacere.
Lo domando a chi e' meno asino di me:come si può tollerare che questa poveraccia continui ad essere invitata in tutti i luoghi ( l'ultima volta e' stato ad "anno zero" )dove si coltiva e diffonde il peggior veleno antifascista anche tramite il suo, forse inconsapevole contributo?
E' mai possibile che io, che ho passato la vita nel MSI a combattere e contestare le posizioni e le idee di Almirante, debba essere ridotto in vecchiaia a doverlo difendere dallo strame che ne fa ogni volta che parla la povera vedova?

Chi mi può aiutare ad impedire che questa signora continui a distruggere la memoria del marito facendogli fare la figura di un mascalzone che oggi avrebbe condiviso le posizioni di Gianfranco Fini senza capire che invece lui, pur essendo più colto, più intelligente non riuscì a diventare presidente della Camera solo perche' non volle mai fare l'abiura che ha rappresentato l'unica possibilità per Fini di arrivare più in alto di dove arrivò Almirante?

Signora Assunta, davvero lei crede che se Giorgio a quarant'anni avesse dichiarato che il Fascismo era stato il male assoluto, non sarebbe arrivato , non dico a posizioni di grande prestigio come Mattioli o Gasparri o quel deficiente di La Russa, ma almeno a un posticino di sottosegretario all'ambiente?
Lo sa perchè Giorgio è arrivato al massimo a fare il deputato mentre questi quattro imbroglioncelli sono arrivati a fare i ministri e i presidenti...? Davvero pensa che suo marito fosse più cretino di tutti questi quattro mascalzoncelli o arriva a capire che a lui fu proibita una carriera più importante solo perche', a differenza di questi non ha mai rinnegato fino in punto di morte il Fascismo che predicava?
Lei, per far quadrare i suoi conti è arrivata all'assurdo di dichiarare che suo marito non e' mai stato fascista.

Si rende conto che così dicendo lo ha fatto trasalire e indignare nella tomba e gli ha fatto fare la figura dell'imbroglione che ha truffato migliaia di giovani che hanno creduto in lui? Viuole che le mandi la collezione dei suoi discorsi e dei suoi scritti per darsi una rinfrescata alla memoria?
Con tutta la mia profonda disistima si riceva questo calcio anche da parte di suo marito che, sono sicuro, finalmente e per la prima volta sosterrebbe la mia azione.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 25, 2008 13:29 | Permalink | commenti
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mercoledì, 14 maggio 2008

Da poche ore si è conclusa quella ridicola pagliacciata presentata come "Assemblea Nazionale di AN".
Naturalmente senza una vera votazione conclusiva ma con lo spettacolo penoso di quel povero rincoglionito di Franco Servello ( a proposito ricordo ancora e confesso uno dei miei errori giovanili. Quando con mio padre, dato che era nipote del direttore e fondatore del "Meridiano d'Italia", ci adoperammo per far accettare la sua domanda di iscrizione al MSI, dato che la federazione milanese non voleva saperne a causa di un suo non chiaro comportamento tenuto durante la RSI, cosa intollerabile per il segretario provinciale, il mitico generale Marchesi) che invitava a votare per alzata di mano a favore di La Russa come coordinatore del partito.
Chi non ha spiegato ancora a questi nuovi "democratici d'accatto" che non è corretta una cosa del genere e che è obbligatorio il voto segreto quando si tratta di un giudizio su una persona.Chi avrebbe potuto dissentire sotto lo sguardo minaccioso di Fini e dei quattro cialtroni al banco della presidenza senza temere una ritorsione di bassa lega?
Tutto questo mi avrebbe fatto solo sorridere,invece la malinconia piu' profonda si è impadronita del mio animo quando è stato chiaramente detto, come anche riportato nei titoli della stampa più importante che ci si accingeva a "spegnere per sempre LA FIAMMA".
Certo sarò un vecchio nostalgico forse rincoglionito come l'ex camerata servello, ma quando è stato manifestato il proposito di "spegnere la fiamma" non vi nascondo che mi sono venute le lacrime agli occhi.
Come in un film girato a velocità vertiginosa ho rivissuto le immagini di tutti i sacrifici fatti negli anni della giovinezza in cui per quella fiamma avevo sacrificato gli anni più belli e spensierati rinunciando allo sport, ai divertimenti, agli amori propri di tutti gli adolescenti,alla continuità negli studi, rischiando molte volte la pelle e andando a volte in galera.
Ma queste immagini hanno presto lasciato il posto a quelle in cui ho rivisto mio padre, il mitico comandante Ventra, prima a Roma e poi Torino comandante della GNR durante tutta la RSI. E lo ho rivisto pieno di Fede ed entusiasmo come un ragazzino, appena liberato, senza aspettare l'amnistia, ma con una condanna a morte sulle spalle, correre a Firenze per incontrare Romualdi e poi a Roma per accendere,anche con mille sacrifici personali, quel simbolo della Fiamma, che nei nostri cuori rappresentava la continuità con il simbolo vietato per legge del Fascio e nascondeva, come ancora oggi nasconde il motto " Mussolini sarà immortale".( Almirante era tra noi, Fascista fra i fascisti e ieri Finin ha avuto il coraggio di ricordarlo con la stessa faccia tosta con cui ha ringraziato Bossi dopo che aveva giurato che con lui non avrebbe mai più preso nemmeno un caffè).
Anche queste immagini sono subito sbiadite per lasciare il posto a quelle dei più sfortunati fra noi cui l'amore per la Fiamma era costata la salute o addirittura la vita. Ho rivisto le immagini del giovane Ferri, ucciso a calci sulle scale della "Normale" di Pisa, e la faccia di Guido Spagnesi quando a Firenze, il pugnale che mi aveva strappato la giacca e ferito leggermente il braccio era finito nel suo polmone riducendolo in fin di vita.E poi tutte le altre immagini dei tempi più recenti: da quelle dei giovani fratelli Viggiano con il cranio fracassato dai colpi delle chiavi inglesi, per loro fortuna sopravvissuti con il cranio mezzo d'argento,a quelle di Sergio Ramelli che invece le stesse chiavi hanno ucciso vigliaccamente.
Di fronte a tanto sangue innocente io,per essere stato segretario nazionale giovanile del MSI sento un rimorso e un dolore profondo calmati solo dalla certezza che, se con il mio esempio ho indotto qualcuno ad una battaglia che gli è costata la vita,li ho tuttavia spinti a battersi per una causa giusta per cui valeva anche la pena di morire.
Mi domando stasera cosa può esserci nel cuore di un mascalzone come il nuovo sindaco di Roma che ha il coraggio di portare al collo ( dicono ) una croce che gli ricorda un camerata ucciso senza avere il rimorso che almeno in parte , quanto anni prima lo ero stato io,di quella morte e di tante altre aveva il peso della responsabilità che non mi lascerebbe sopravvivere se avessi come lui la certezza, ma anche solo il dubbio di aver trascinato a morte dei giovani per una battaglia inutile e sbagliata condotta in nome del "male assoluto".

Mi sono messo a scrivere queste righe e ho smesso di piangere, anzi, la profonda malinconia ha lasciato il posto ad una feroce indignazione.
L'indignazione che mi ha pervaso guardandomi in giro, nel mio ambiente, di cui ormai spesso mi vergogno e mi domando quale maledizione ci perseguiti per averci fatto scadere addirittura nel ridicolo e nell'umiliante indifferenza degli avversari.
Nel mio partito, di cui anche se semplice iscritto sono ormai l'unico "socio fondatore " iscritto dal 1946, ho chiesto invano da molti mesi una riunione per esaminare quale medicina poter proporre per un malato ormai in coma farmacologico senza una conseguente iniziativa. Persino dei giovani, sicuramente in buona fede e di cui approfittano alcuni sciagurati in cerca di vanagloria personale mi hanno risposto che forse questo non è il momento perche' siamo in periodo elettorale.
Lo eravamo prima delle politiche, lo siamo ancora per le amministrative, finite le quali e dopo i prevedibili due o tre mesi di pausa estiva, lo saremo di nuovo essendo alla vigilia delle Europee.Io mi chiedo come è possibile che giovani certamente intelligenti e in grandissima buona fede non si accorgano di essere strumentalizzati per far rincorrere a qualche furbetto del partitino chimere che non potranno mai appagare nemmeno le loro piccole vanità e che nella situazione attuale, per un Partito come il nostro, l'unica cosa seria è dimenticare i turni elettorali, fonte per noi ormai solo di magre figure, per concentrarci su cosa si possa e si debba fare per salvare almeno la faccia.

Io, tempo fa, ho lanciato l'idea con alcuni camerati di formare un gruppo di studio, una corrente se volete, per fare un esame serio della situazione di partito.Ho proposto di elaborare con tutti il progetto per una "RIFONDAZIONE DEL MSI".
Devo ringraziare tutti coloro che hanno aderito, molti più di quanto temessi ma molti meno di quanti sperassi, specie fra i miei coetanei che evidentemente hanno desistito frustrati dalla vecchiaia e dalle delusioni anche se ho fatto loro un appello particolare richiamandoli ai doveri derivanti dalle grandi responsabilità e sooddisfazioni che hanno avuto nel passato.
Sarò sincero fino all'autolesionismo in queste righe che potrebbero essere le ultime della mia attività politica.
Avevo fino a ieri una grande speranza, l'avevo riposta in tanti giovani che mi hanno sempre stimato, dalla calabria alla Puglia alla Toscana e in particolare in quei meravigliosi ragazzi che sotto la guida di Gianluca Iannone hanno realizzato le uniche cose di cui essere orgogliosi nella nostra attuale squallida realtà.
Poi, proprio in questi giorni mi ha ferito la notizia che anche fra loro qualcosa non funziona, ci sono dei problemi che nel clima di grande tensione ideale non dovrebbero esistere.
Mi ero augurato fossero fra i primi a raccogliere l'invito per la "RIFONDAZIONE" mentre vedo che hanno preso una strada senza futuro e spero un giorno essere in tempo a parlarne con la massima sincerità con loro.
Come ho fatto sinceramente con il caro camerata Nicola Cospito al quale mi sono unito fin quando propose di tentare di unificare l'area neo-fascista e da cui con franchezza ho dissentito quando vidi che stava per fare un ulteriore partitino.
A tutto questo si deve aggiungere che, in un momento così delicato per tutta la politica italiana in movimento, mentre da destra a sinistra fervono riunioni, dibattiti, congressi e congressini e assemblee, solo il nostro segretario nazionale continua a brillare per il suo silenzio e per la sua assenza.
In Sicilia siamo arrivati alla vergogna di vedere che il Partito si presenta alle prossime amministrative a Catania alleato di Foza Nuova e in polemica durissima con "la destra". A Palermo invece i nostri giovani corrono per "la destra" in polemica con forza nuova e di fronte a tutto questo il Segretario nazionale tace, come sempre.

Penso che queste righe siano le ultime che scrivo come politico militante.
L'idifferenza di troppi a volte mi fa pensare che possa avere ragione Fini e penso che potrei essere io, oggi, l'ultimo combattente giapponese che continuava a battersi nella jungla perchè non aveva saputo che la guerra era finita....Purtroppo non e' così, solo per Fini il dopoguerra è finito e lui non e' più "figlio di un Dio minore".
Io credo di avere il diritto-dovere di abbandonare sperando che il testimone sia raccolto da qualcuno capace di tenere accesa quella Fiamma che sta proprio per spegnersi dafinitivamente.
Lo invoco a nome di tutti quelli che, come me, per quella fiamma hanno sacrificato tutto nella vita, anteponendola sempre al proprio interesse personale, alla famiglia, al proprio lavoro, sempre servendola e mai servendosene.
Un cameratesco augurio di buon lavoro, assicurando chi vorrà portare avanti la battaglia ideale senza guardare ai propri interessi, che se avrà bisogno del mio consiglio disinteressato potrà ancora contarci come consulenza gratuita.
Lo spero. Anche se è tale in questo momento la mia rabbia, la mia amarezza e la mia delusione che sono tentato, guardandomi intorno, di dare le dimissioni da....camerata.

Nando Ventra

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 14, 2008 14:12 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 28 aprile 2008

Come quasi tutti gli asini anche io ho il mio padrone che si scusa con tutti i suoi lettori perchè nell'ultimo articolo scritto c'erano molti refusi e una frase che avrebbe dovuto essere cambiata per rispetto alla sintassi.
Purtroppo non lo ha potuto fare perche' appena finito di scrivere si è accorto di avere la febbre a 39 ed è dovuto correre a letto senza rileggere niente.
Mentre lui riposa a me sono venute in mente alcune considerazioni che mi spingono a tirare un bel calcione.

Boselli si è dimesso e il PSI ha annunciato il suo congresso,Bertinotti si è dimesso e Rifondazione ha annunciato che si rifonderà un'altra volta.I "verdi" si preparano al congresso.Quasi tutti i partiti hanno annunciato imminenti assemblee nazionali o congressi straordinari. Anche Berlusconi ha annunciato che il Popolo della libertà farà entro l'anno il suo primo congresso. Parsino Fini ha annunciato una specie di congresso, antidemocratico,e tipo barzelletta dove come sempre dal 93 ( e ne ho le prove )tutto è già da lui prestabilito, accettato dalle pecore che lo seguono e dai cagnolini che gli scodinzolano intorno.
Gli unici due partiti i cui vertici sono completamente muti sono FORZA NUOVA, dove la cosa è spiegabile con il fatto che si tratta di un gruppo guidato da un padre-padrone che, fra l'altro, con la democrazia non ha nemmeno troppa simpatia e dove i congressi servono solo a riconfermare all'unanimità chi paga le spese.
L'atro è la FIAMMA TRICOLORE che invece di ragioni per indire un congresso ne avrebbe anche troppe ma che continua a perseverare nel mutismo del Seg. Naz. per nostra disgrazia interrotto da due apparizioni televisive che ci hanno fatto perdere non pochi consensi.Il Romagnoli persiste a fare l'uccello di bosco che svolazza, mi dicono, dalle parti di Strasburgo lasciando un Partito allo sbando, acefalo e senza un portavoce autorevole e capace.Per la verità, attraverso "internet" lo ho visto mentre attaccava i manifesti.
Io non ho niente, anzi ammiro chi volontariamente si presta per fare affissioni. Di manifesti nella mia giovinezza ne ho attaccati molti più di lui, ma non ero il segretario del Partito e lui, che dice di ispirarsi a Giorgio Almirante dovrebbe sapere che Giorgio i manifesti non li ha attaccati mai, specie quando era segretario nazionale. Il Romagnoli lo ho ammirato anche all'ultimo congresso a Fiuggi come abile fotografo. Ora io mi chiedo perche' con due attività per le quali sembra proprio predisposto perchè non si mette a fare l'attacchino o il fotografo e insiste a voler fare il segretario nazionale di un partito , incarico cui è pervenuto per caso ( io, lui e pochi altri sappiamo come...)e per il quale incarico non ha nessuna attitudine mentre se volesse continuare a fare politica potrebbe, anche a parere mio, fare molto bene il segretario giovanile della sezione Parioli di Roma.

Ma non gli darò un calcio, non ne vale la pena. Il calcio questa settimana lo riservo idealmente per tutti coloro che in questo partito dormono e non si sono accorti che per non morire definitivamente è necessario chiedere e celebrare al più presto il Congresso Nazionale.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 28, 2008 13:41 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica
sabato, 26 aprile 2008

Milito in un Partito di cui mi vergogno e soffro perchè non posso andarmente perchè sono legato ad un giuramento e so altresì che nessuno potrebbe o potrà cacciarmene perchè non c'è nessuno che abbia l'autorità morale e il coraggio per poterlo fare.
A cominciare da quel ragazzotto maleducato che si ostina a volerci rappresentare nonostante tutti gli insuccessi e le giravolte fatte in dispregio dei dettami della mozione congressuale con cui è stato eletto. Io certamente non minaccio nessuno ma lui e i suoi lacchè sappiano e ricordino che io non sono un Fascista capace delle loro ipocrisie,u n'altra pasta, di quelli che se necessario sanno anche affrontare un carroarmato, armati solo di una bottiglia di benzina.
Da molti mesi sto sostenendo che è indilazionabile la convocazione di un congresso e lo ho sempre chiesto, senza nessun interesse personale,solo per rivedere una linea politica fragile, estemporanea, piena di contraddizioni e assolutamente insostenibile.
Mi ha fatto piacere la notizia che questa mia vecchia analisi ha finalmente trovato ascolto nel camerata Boccacci che lealmente ha sentito di dover dare conseguentemente le dimissioni.
A differenza di Boccacci, ho saputo anche che finalmente la stessa richiesta e' stata fatta da un gruppo di dirigenti siciliani. Gli stessi che qualche mese fa mi rimproverarono di aver fatto la stessa richiesta. La differenza con Boccacci e' tuttavia profonda perchè questi "signori",pur non essendo stato nessuno di loro eletto alla carica che ricopre illegalmente derivando da un provvedimento di un Segretario Nazionale decaduto a termini di statuto e i cui atti quindi sono illegittimi.hanno chiesto le stesse cosa che avevo chiesto io e che ha chiesto Boccacci ma si sono ben guardati dal dare conseguentemente le dimissioni.

La spiegazione, unica possibile è che non hanno preso la decisione per le motivazioni Ideali che guidano me e Boccacci ma solo perchè il vergognoso risultato elettorale ha dimostrato la loro nullità chre vogliono mascherare usando la "destra" come foglia di fico.
A proposito della "destra" io ho indirizzato tre mesi fa una lettera apertya a Storace chiedendogli di chiarirci a quale "destra" intendeva dare vita.Quando si accorgerà il nostro segretario nazionale che da tempo questa domanda avrebbe dovuto farla lui a Storace, specie prima di imbarcarsi in un' operazione risultata disastrosa che non ci ha dato ( come prevedibile ) nessun risultato pratico, se si escludono gli spiccioli del rimborso elettorale, e ci ha ancora una volta "sputtanato" agli occhi di quei" "fascisti veri" che da 15 anni sono stati costretti a votare scheda bianca?

BASTA CON GLI EQUIVOCI!!!! Non possiamo permetterci di mandare allo sbaraglio una donna come l'On. Santanchè senza prima fornirla degli elementi adatti a non trovarsi in difficoltà quando le chiedono del suo rapporto con il Fascismo. Su un argpmento di tale portata non tocca all'on.Santanchè trovare la risposta esatta. Tocca a noi!!! Tocca a questo Partito riunire i quadri dirigenti e affrontare il problema. Quando oltre sessanta anni fa insieme ad altri ho avuto l'onorte di poter parttecipare alla fondazionre del MSI questo problema lo abbiamo risolto e mai Romualdi o Michelini o Almirante si sono trovati in difficoltà nelle innumerevoli "TRIBUNE" cui parteciparono.
Dopo oltre sessanta anni questo argomento dobbiamo assolutamente riaffrontarlo e, se riteniamo insufficiente quanto decidemmo allora, possiamo prendere altre decisioni. Ma devono essere decisioni serie prese da un comitato di politici, di studiosi e di esperti all'altezza del difficile compito. Il risultato poi potrà essere sottoposto a un congresso Nazionale o a un' assemblea costituente di rifondazione.
Ripeto il mio pensiero: in Italia sono possibili solo due possibili "destre" e a nessuno e' più possibile prenderci in giro,da Fini ad Alemanno, da Storace a Romagnoli.

Chi e' ai vertici di un Partito e vuole rappresentare la "destra" deve decidere fra il reincarnare la destra liberale che ha profonde radici negli ultimi duecento anni di Storia Italiana e può rifasrsi all'insegnamento di uomini di grande valore fra cui certamente Benedetto Croce.
L'altra unica possibilità di reinventare una "destra" con profonde radici culturali e una grande storia di Eroi è solo quella di richiamarsi al pensiero di George Sorel e di Giovanni Gentile.
Chi decide per questa seconda opzione,tertium non datur,deve assumere il coraggio di farsi carico nel bene e nel male, sia pure con il diritto di critica e di rinnovamento,di quella che e' stata la grande rivoluzione Ideale di Benito Mussolini che, dichiarando con 100 anni d'anticipo quello che oggi blaterano i vari Veltroni asserendo che la lotta di classe è fallita, che nessuno puo' sperare nella dittatura del proletariato che non ersiste più e deve cercare le soluzioni nella collaborazione fra le categorie produttive.
Certo, mi rendo conto che assumersi la continuità con il Fascismo e con il MSI presenta un grave peso reso quasi pericoloso da leggi liberticide che in disprezzo della costituzione sopravvivono nonostante siano state pensate dai costituzionalisti come "provvisorie". Il carico di chi si cimenta in questa ipotesi è ancora durissimo quasi come lo era sessanta anni fa, forse di più perche' se allora bisognava mettere in gioco la propria vita, oggi basta affrontare l'arduo compito di demolire la massa di menzogne con cui i comunisti ci hanno sommerso fino sa fare pensare a molti "benpensanti" che Fascismo sia sinonimo di violenza gratuita, di ferocia e di dittatura.
Tutto questo e' esageratamente difficile anche se ci aiutano le pagine meravigliose scritte da tanti giovani, dagli eroi di Bir El Gobi a tutti i combattenti della RSI a tutti i giovani che la battaglia hanno continuato a farla in assoluta buona fede santificando quella FIAMMA per cui sono morti tanto che quel furbo mascalzone di G.Fini non ha avuto il coraggio di rtinmunciarvi benche' sapesse che non poteva scriverci sopra "il Fascismo e' il male assoluto".

Credo si debba ricominciare da zero, nella assoluta chiarezza delle motivazioni con cui si fa una battaglia nella quale non c'è posto per gli ipocriti che4 cercano un'elezioncina per soddisfare le proprie sciocche vanità.
Molti dicono "le ideologie sono morte". Pazzi in malafede, le loro idee sono morte sotto il peso della concorrenza dei supermercati e sepolte definitivamente sotto le macerie del muro di Berlino.
Altri "ipocriti" annidati anche nel nostro Partito ripetono spesso la piu' furbastra delle frasi pronunciate anni fa da G.Fini: "IL FASCISMO VA CONSEGNATO ALLA STORIA"! Ipocriti e mascalzoni!!! Le Idee non muoiono e i grandi Ideali del Fascismo sono oggi più attuali che mai. (Io ho sfidato i potenti a "SOCIALIZZARE L'ALITALIA) ma nessuno mi ha chiesto se e' possibile farlo o meno. Mi hanno ignorato e io me ne frego!! Se Berlusconi non troverà una soluzione mi piacerebbe andare con il mio Partito a parlarne con i dipendenti...Certo probabilmente i comunisti organizzati dai sindacati che hanno troppi scheletri nell'armadio forse cercherebbero di impedirlo...ma a questo ci ho fatto l'abitudine quando negli anni cinquanta ero costretto a fare i comizi per il MSI nella rossa Toscana.

Oggi è il 25 aprile. Per me, come diceva Giorgio Almirante non è festa. E' un giorno di lutto. Del centro-destra diamo atto a Berlusconi di essere stato l'unico a rivolgere un pensiero ai giovani combattenti della RSI. Silenzio assordante di tutti gi altri. Quel traditore mascalzone di Alemanno ha creduto di cavarsela facendo ancora il furbetto....ha portato una corona alla tomba di Salvo d'Acquisto!! Ecco come cercano di salvarsi l'anima e soprattutto i voti dei rabbini di Roma e contemporaneamente dei Fascisti.
Caro Alemanno, mi spiace essere stato, sia pure in tempi diversi, tuo collega come segretario nazionale dei giovani del MSI. Ma nonostante questo, anzi proprio per questo, non ti rispetto, ti disprezzo e se io abitassi a Roma il mio voto non lo avresti mai. Anzi, sei ancora in tempo a conquistarlo: domattina chiama tutte le telecamere e recati a portare un mazzo di rose in via Rasella. Con disprezzo per te e per tutti gli ipocriti che allignano ancora nella Fiamma a cominciare dal Segretario Nazionale.

NANDO VENTRA

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 26, 2008 13:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, politica
giovedì, 17 aprile 2008

No, non prevarranno. Abbiamo avuto la forza di riemergere dal sangue del 1945 e non possiamo non averla per uscire dal fango di chi ci circonda.
Ieri ero così triste e incazzato che ho fatto anche un errore di sintassi. Me ne sono avveduto oggi rileggendomi e ne chiedo scusa a tutti quelli che se ne sono accorti.
Perchè non prevalgano e' tuttavia indispensabile da parte nostra uno sforzo di onestà intellettuale che ci dia il coraggio di parlarci con franchezza partendo da analisi oggettive anche quando dovessero essere impietose.

Il primo punto, a mio parere, da prendere in considerazione è il milione di voti raccolto, un milione che dobbiamo trattare con il massimo rispetto e affetto perche' possa crescere e non essere un fuoco di paglia che si spegne subito come e' gia' successo-( vedi esperienza Rauti)
Ho letto alcune analisi ma sinceramente non ne ho trovato una con cui poter essere d'accordo.

Ritengo indispensabile per prima cosa mettere ordine in casa.
La Fiamma tricolore deve andare immediatamente al proprio congresso nazionale anche perchè, nei prossimi giorni, dovrà prendere delle decisioni estremamente importanti che non possono essere lasciate nelle mani di una segreteria che ha troppe volte dimostrato di non essere all'altezza della situazione e anche dal punto di vista formale è ormai da tempo illegittimata a termini di statuto. Nel prossimo congresso si dovrà decidere il nostro futuro anche in riferimento ai rapporti che dovranno stabilirsi con la “Destra”.

Chi come me si e' battuto da 15 anni per la riunificazione dell'area non può che gioire per una sia pur forse provvisoria riunione che si è verificata di fatto nelle urne ma al tempo stesso, chi, come me, dal 1946 ha contribuito e si è battuto per creare in Italia una “destra” come quella che insieme a Pino Romualdi abbiamo creato e battezzato MSI non può esimersi dal chiedere ai dirigenti de “la destra”, prima di prendere decisioni irreversibili, quali siano le loro vere intenzioni per il futuro al quale ambiremmo poter contribuire.

L'on. Storace e l'On. Santanchè dovrebbero chiarire se per destra intendono una collocazione comprensibile solo da chi considera “destra” e “sinistra” termini ormai desueti o se credono che per formare un grande movimento politico sia indispensabile richiamarsi a importanti radici che ne garantiscano il DNA.
In questa seconda ipotesi, credo basti ricordare alcuni concetti certamente alla portata di chiunque abbia avuto un'istruzione media: nella tradizione culturale italiana dal risorgimento a oggi esistono solo due grandi radici di destra. La prima liberista che fa riferimento al pensiero di un grande filosofo come Benedetto Croce e l'altra che attinge al pensiero di Sorel e all'attualismo dell'altro grande filosofo italiano del 900: Giovanni Gentile.
Certamente prima di rivolgere la domanda all' On. Santanche', o all'On. Storace,
sembra evidente se ne debba dibattere all'interno della Fiamma tricolore dove purtroppo il dibattito politico è stato negli ultimi anni reso assolutamente impossibile dalla “distrazione di una classe dirigente” con la quale non intendo aprire polemiche in questa sede.

Insisto tuttavia che si aprano tavoli dove sia possibile contribuire a certi chiarimenti indispensabili e dove qualcuno sia chiamato a dare conto del proprio operato.
I risultati elettorali hanno indotto tante persone con un minimo di dignità, da Bertinotti a Boselli a Prodi, a dare le proprie dimissioni. La stessa dignità non mi pare esista nel centro-destra dove uno come Fini dovrebbe vergognarsi del risultato di AN invece di farsi bello con le penne del pavone Berlusconi. Per lui c'e' solo l'attenuante che come a suo tempo gettò nel cestino il MSI tradendone tutti gli ideali, oggi sta gettando anche AN di cui non gli importa più niente dato che per fare il presidente del Parlamento italiano gli sarebbe piu' una palla al piede che una cosa utile.
In casa nostra anche, non mi è giunto l'eco di dimissioni che sarebbero doverose specie in Sicilia. Qui il risultato non è stato nella media nazionale nonostante l'evidente positivo trascinamento dato da una personalità carismatica come l'on.Mosumeci e in particolare a Palermo dove ci si è fermati ad una percentuale vergognosamente al di sotto della media nazionale . Le molte ragioni mi riservo di chiarirle, se sarà possibile nella sede più opportuna.
Sembra comunque evidente , proprio per il rispetto di quel milione di elettori che ci hanno dato fiducia e che ci dobbiamo impegnare a raddoppiare in breve tempo, che a nessuno è consentito gettare la spugna.

Per quanto mi riguarda, dopo aver mantenuto l'impegno a tralasciare ogni polemica per tutto il periodo della campagna elettorale da oggi, dovendo mantenere un altro impegno, riprendo la battaglia per “LA RIFONDAZIONE”.
Mi auguro che molti camerati, dentro e fuori la fiamma tricolore si rendano conto che bisogna battersi per cambiare dato che e' impossibile andare avanti così.
Stiamo preparando la mozione “RIFONDAZIONE” da presentare al prossimo congresso nazionale dietro la quale, chi mi conosce sa benissimo non c'è nessuna ambizione personale,e qualunque sia il risultato non ci sarà nessuna mia personale candidatura .
Se avrà successo servirà solamente a migliorare la condizione di questo Partito e a tracciarne una precisa linea politica per il suo futuro. Diversamente, sarà una mia personale sconfitta di cui tuttavia non mi importerà proprio niente perchè anzi, servirà a darmi la forza di chiudere con la militanza politica, cosa che avrei comunque già programmato e che, per essere sincero avrei già dovuto mettere in atto per ragioni di età e di salute.

Come ho già detto più volte non ho ancora trovato il coraggio di smettere di servire questo Partito senza mai servirmene né essermene servito, perchè sono legato da un giuramento fatto a mio padre, il mitico comandante Nino Ventra.
Certo il comportamento di troppi “camerati” che, con le dovute e rispettabili eccezioni, sembrano diventati piccoli gnomi di un esercito di ipocriti arrivisti democristiani,se non fosse per i molti giovani che non consentono di perdere la speranza, la necessità di diventare “spergiuro per forza maggiore” si sarebbe già fatta irrimandabile.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 17, 2008 20:54 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica, attualitĂ 
mercoledì, 16 aprile 2008

La Fiera delle vanità, che qualcuno aveva chiamato “ludi cartacei” si è conclusa.

Una delle prima cose che saltano agli occhi di chi guarda e segue la cose politiche è che, questa volta, al contrario di tutte le precedenti in cui tutti avevano vinto e nessuno riconosceva la propria sconfitta, c'è chi ha stravinto e gli viene riconosciuto da tutti e chi ha straperso ed e' costretto ad essere il primo a riconoscerlo.

A parte questo, tutto il resto e' come prima. Chi piange e chi sorride e chi, come si dice a Roma, “se consola co' l'aglietto.”...e c'è chi, come noi continua ad indignarsi.

La Fiera delle vanità continua con il trionfo delle falsità e delle ipocrisie.

Lo sport di moda da ieri è la gara a chi si straccia di più le vesti e piange lacrime più amare per il dispiacere che la sinistra non sia più rappresentata nel parlamento italiano e a nessuno di questi ipocriti, a cominciare dall'On. Nania a tutti gli altri apparsi nelle varie TV, è venuto in mente, se non di piangere, almeno di esprimere un attimo di amarezza constatando che per la prima volta dal 1948 nel parlamento italiano,grazie alle manovre di Fini e nonostante la coraggiosa prova del'On. Santanchè, insieme alla falce e martello, si era spenta anche la Fiamma tricolore.

E pensare a quanti, con quella fiamma si erano scaldati e consolati costruendo in quel parlamento anche le proprie fortune personali e non lo ricordavano nemmeno mi ha indignato.

Il ricordo di quel giorno di sessanta anni fa, quando mi capitò per la prima volta di entrare a Montecitorio e di trovarmi di fronte ad una porta maestosa sulla quale troneggiava una meravigliosa targa con la scritta :” Gruppo parlamentare del MSI” che si accompagnava ad una bellissima Fiamma tricolore che contrastava con le immagini delle nostre piccole e modeste sedi di partito mi è tornato alla mente e il pensiero che andandoci oggi.....non troverei più nessuna fiamma su nessuna porta, nonostante tutti i sacrifici che avevamo fatto per accenderla e che nessuno se ne sia accorto, e si pianga solo perche' non c'e' piu' la falce e il martello mi ha messo addosso una tale malinconia che i miei propositi di fare un'analisi politica del voto, soprattuto per cio' che riguarda quello di casa nostra, mi hanno abbandonato.

Riprenderò domani, adesso sono talmente triste che ho solo voglia di piangere e di mandare tutti affanculo.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 16, 2008 14:13 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, attualitĂ 
venerdì, 04 aprile 2008

(...mentre taluni punti del programma di Verona sono stati scavalcati dalla successone degli eventi militari realizzazioni più concrete sono state attuate nel campo economico – sociale.

I punti XI – XII- e XIII sono fondamentali.....e hanno trovato nella legge sulla SOCIALIZZAZIONE la loro pratica applicazione....Gli operai, dapprima alquanto scettici, ne hanno poi compreso l'importanza. La sua effettiva realizzazione è in corso......Il seme è gettato. Qualunque cosa accada, questo seme è destinato a germogliare...... Benito Mussolini )

....quanto sopra è tratto dal discorso tenuto al Teatro Lirico di Milano nel 1944....

Qualche giorno fa, Gianfranco Fini, forse folgorato per un attimo dalla lucidità che da tempo ha perduto, parlando di Berlusconi e forse riferendosi più ampiamente alla classe politica dominante, lui compreso , ha parlato di “ COMICHE FINALI”...poi come comico, è stato superato da quel Franceschini che ha affermato che gli italiani devono votare guardando Berlusconi e Veltroni nel profondo degli occhi...per vedere chi è più sincero....

Sperando di batterli tutti e due, e stabilire un primato, ieri, il signor Prato ha detto che per “salvare l'ALITALIA ci vuole solo un ESORCISTA “ che la liberi dalla maledizione...e qui saremmo veramente arrivati al massimo delle comiche possibili se purtroppo invece non ci fosse proprio niente da ridere di fronte a tali idiozie. Forse sarebbe meglio piangere.

Piangere per la disperazione di tutte quelle migliaia di famiglie che vedono lo spettro della miseria e della disoccupazione a seguito dei licenziamenti che ogni giorno sembrano più inevitabili per migliaia di lavoratori dell'Alitalia.

Ma è scoprendo che questo signor Prato non e' un parroco di campagna bensi' il massimo “manager” responsabile dell'Alitalia che appare evidente come la fine della nostra compagnia di bandiera non poteva che arrivare al punto in cui si è ridotta grazie anche all'incompetenza e alla disonestà dei governanti italiani e al cinismo dei sindacati che hanno sempre anteposto, e non solo per l'Alitalia, il loro interesse di sindacato all'interesse dei lavoratori che dovrebbero tutelare.

Oggi, il fallimento dell'Alitalia, dopo l'immondizia di Napoli,non sarebbe solo un problema per i dipendenti di questa società. Sarebbe la definitiva rappresentazione dell'immagine di un'Italia travolta in un gorgo di immondizie reali e morali come una “ nave senza nocchiero in gran tempesta...” mentre la sua classe dirigente si occupa di “comiche” e nella piu' assoluta incoscienza balla, gozzoviglia, scherza e si diverte come i naviganti del Titanic poche ore prima della tragedia.

Il signor Prato, oltre ad essere sicuramente un incapace, e' veramente il rappresentante più disarmante di questa vergognosa immagine di una classe dirigente cinica e disonesta.

A Berlusconi, una precaria chiede come puo' sperare di risolvere i suoi drammatici problemi e lui risponde: faccia la corte a mio figlio e cerchi di farsi sposare. Al signor Prato domandano come salvare l'alitalia che lui ha disamministrato e portato sull'orlo della rovina e lui risponde: chiamte un esorcista!!! E' vero, potrebbero essere anche solo battute innocenti ma la situazione economico-sociale degli italiani oggi non puo' non considerarle almeno inopportune.

Signor Prato, l'Alitalia non può e non deve morire!! Ma per salvarla non ci vogliono esorcismi ed è importante che lei non se ne occupi più. La cosa più giusta che ha fatto e' stata dare le sue dimissioni e gli italiani si augurano che siano irrevocabili.

A queste condizioni pregiudiziali ALITALIA si puo' e si deve salvare e noi ne abbiamo la ricetta necessaria e sufficiente: SOCIALIZZARLA!

A questo proposito abbiamo studiato un piano dettagliato e lanciamo una SFIDA a discuterne a tutti coloro che sono interessati al suo salvataggio, dipendenti, azionisti, e a tutti gli uomini politici che, senza pregiudizi, vogliano raccoglierla nell'interesse della Patria comune.

Sappiamo benissimo che probabilmente non avremo risposte, per mille ragioni e timori, arroganze e cattive coscienze e anche perchè la nostra voce e' troppo flebile e non arriverà alle orecchie dei potenti che in fondo, specie in questi giorni, sono piu' interessati a raccogliere voti che a salvare il pane di qualche migliaio di lavoratori per cui, anche se arrivasse, farebbero finta di non sentire.

Non e' colpa nostra se chi ha altoparlanti piu' potenti che non si puo' far finta di ignorare, non li ha usati e, pur essendo leader di un partito che la socializzazione dovrebbe averla nel proprio DNA, ha preferito distrarsi a Bruxelles invece di abbracciare questa importante causa di GIUSTIZIA SOCIALE.

Noi, come sempre, con la nostra coscienza siamo in pace sicuri di aver fatto tutto quanto ci è stato possibile e anche di piu'.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 04, 2008 00:08 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica
martedì, 01 aprile 2008

Questo asino arriva quasi all'orgasmo ogni volta che ha una buona ragione per tirare un calcione a Fini e a quelli che per breve o lugo tempo lo hanno seguito nell'opera di demolizione di quella destra italiana che con enormi sacrifici avevamo costruito nel 1946 rivendicando l'eredita' morale e culòturale del Fascismo.

Questa settimana tuttavia ci asteniamo perche' non e' giusto infierire sui moribondi e un forte calcio negli stinchi a Fini glielo hanno già tirato i cittadini palermitani disertando il suo comizio e costringendolo a parlare ad una piccola platea mezzo vuota.
Il padrone di AN si è talmente arrabbiato che come suo costume ha preteso le immediate dimissioni di Scalia e di Cannella.

Caro Gianfranco, in cambio della cortesia che ti ho risparmiato un calcione mi dovresti spiegare cosa c'entrano Scalia e Cannella, tu hai voluto come sempre che fossero gli stracci a volare, li hai ingiustamente puniti nella speranza che con questo diversivo nessuno si accorgesse che il fiasco era tutto merito tuo, esclusivamente tuo per una responsabilita' che comprende l'avere imposto la loro pseudo-elezione all'ultimo congresso regionale e provinciale, ma che va ben al di là di questi piccoli errori.E' solo il risultato della tua folle corsa per soddisfare solo la tua carriera calpestando tutto e tutti e tradendo ogni giorno di piu' la fiducia di chi, nonostante tutto, ti ha ancora seguito fino ad oggi.Ti prego non prendertela con i poveri scalia e Cannella, loro hanno fatto quel poco che potevano per servirti anche se malamente.

Devi avere il coraggio di recitare il mea culpa e renderti conto che, chi e' causa del suo mal, deve aver il coraggio di piangere se stesso. Tu sei stato troppo vanitoso e sei destinato a fare la fine di Icaro. Sei come uno Zombi, giaà morto e non lo sai ma l'episodio di Palermo e' stato solo un primo segnale che hai voluto volare troppo in alto e la cera delle tue ali si sta cominciando a sciogliere e ormai e' iniziata la discesa inarrestabile.
I nodi che hai annodato con la tua amoralita' stanno venendo al pettine e a me non resta che fare l'asino e dalla settimana prossima ricominciare a darti i calci che affrettino la tua caduta.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore aprile 01, 2008 14:22 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica
venerdì, 28 marzo 2008

A noi la "CASTA" non piace.

Preferiamo la Santanchè!

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore marzo 28, 2008 22:18 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri, politica