domenica, 21 giugno 2009

IL CORAGGIO DELLA VERITA'

Una presa d'atto di dati completi e definitivi da cui partire per una analisi seria non poteva essere fatta prima dei risultati complessivi di questa lunga e controversa stagione elettorale partita dal rinnovo del parlamento europeo per arrivare al referendum sulla legge elettorale italiana, passando per un importantissima tornata amministrativa che, per la varieta' del campione, non poteva non avere una enorme rilevanza politica.

Nell'ambiente della "destra" si e' spesso cercato di zittirmi quando ponevo questioni di sopravvivenza dicendo che se ne sarebbe parlato dopo le elezioni e da alcuni anni questo e' stato l'unico ritornello. Ora e' vero che queste non saranno le ultime elezioni ma sembra che ci sia un anno di calma in cui mi pare arrivato il momento irrimandabile di fare una serria analisi e proporre una terapia adeguata allo stato della malattia.

Per non essere confusi con la canea di chi lancia latrati per sostnere che ha vinto anche se ha perso dovremmo cominciare ad affermare alcune certezze e poi ad insinuare qualche dubbio.

La prima certezza di cui nessuno parla e' che la vera sconfitta  nel panorama politico si chiama EUROPA. La maggioranza degli europei non ha ritenuto nemmeno che valesse la pena alzarsi dalla poltrona o dallo sgabello per dare il proprio contributo all'elezione del parlamento.Il sogno dei De Gasperi e degli Adenauer e ancor piu' il sogno dell'Europa delle Patrie del Generale De Gaulle si sono infranti contro il muro dei piccoli egoismi,di una perversa interpretazione di un'Europa delle Banche e dei burocrati che non riesce nemmeno a darsi una costituzione o a trovare origini e Ideali che possano essere riconosciuti come fondamento comune.

In Italia in particolare non c'e' stato un partito o un uomo politico che durante la campagna elettorale riuscisse a farci ricordare che avremmo dovuto esaminare problemi europei per decidere quali soluzioni proporre dando un voto piuttosto che un altro.

La seconda certezza è  che in Italia si sia in effetti fatto un referendum fra centro-sinistra e centro-destra o meglio fra berlusconiani e antiberluscniani e la terza certezza e' che questo confronto lo abbia pienamente vinto il centro-destra non tanto per i suoi meriti e nonostante fosse messo in difficoltà da un assalto morale al presidente del consiglio, non per la sua politica europea, ma per il numero, l'eta' e la qualita' delle donne che porta in areoplano e poi magari anche a letto.

La vera ragione del successo della destra e' il disastro in cui si trova la sinistra che una volta cercava di assomigliare a Mosca e oggi assomiglia solo all'Aquila, un ammasso di macerie che non ha un Berlusconi capace i ricostruire almeno in parte qualcosa.

La quarta certezza e' che tutti pensano che il partito piu' numeroso sia il popolo delle liberta' mentre invece era, è e redstera' il parito degli astenuti in coalizione con quello delle schede bianche.

La quinta certezza è che a sinistra, pur fra le macerie si discute ogni giorno, si preparano incontri e congrassi, da quello di Di Pietro a quello dei radicali a quello del PD a quelli che si stanno programmando fra i resti della sinistra extraparlamentare. Di carne al fuoco ce ne è molta  anche a destra: Gianfranco Fini ha liquidato il secondo partito nella sua vita e sembra avviato a chiudere anche il terzo. La Lega fa raduni da Pontida a Lampedusa e si attivano gruppi di incontro e dibattito e fondazioni come "Fare futuro".

L'ultima certtezza e' che nella destra extraparlamentare invece. Tutto tace.Nessuno dei leaders ha preso la parola per esaminare quello che era successo. Solo ufficiosamente e con molti dubbi si parla di riunioni o addirittura di congressi. Storace, Romagnoli e Fiore, per dire solo di coloro che si sono presentati alla competizione elettorale, sembrano tre brutte statuine e tutti gli altri piu' o meno autorevoli rappresentanti provenienti dal disciolto MSI sembrano essere entrati in un letargo giustificato solo dall'eta' e dalla salute di qualcuno e dall'ignavia di altri.

Tutte queste certezze, lapalissiane, indiscutibili fanno sorgere un dubbio.

Ezra Pound ha detto che se le Idee non decollano, o non sono buone le Idee o non sono buoni gli uomini che dovrebbero sostenerle e portarle avanti sulle loro gambe..

In quale dei due casi si trova la destra post MSI?

Di fronte alla fine del modello marxista e socialista. Davanti al crollo del mondo liberista e del progetto di globalizzazione. Di fronte alla fine del progetto di una lotta di classe che la Storia ha dimostrato non poter portare la classe operaia in Paradiso.

 Di fronte all'evidenza che, sia pure in modo timido, sindacati e partiti "antifascisti" comincino a proporre collaborazione fra le categorie produttrici,  partecipazione degli operai alla gestione dell'azienda e ad altri mille progetti e progettini che si rifanno tutti a quel filone che parte da Sorel e da Gentile per espletarsi nelle leggi della carta del lavoro del 1929 e ai 18 punti del manifesto di Verona che avrebbero dovuto portare a quell'Umanesimo del lavoro che avrebbe realizzato, anche con il supporto della dottrina sociale della chjiesa cattolica di Roma, un Uomo conscio della propria spiritualita' e del suo dirittto a vivere in un mondo socialmente giusto,mi pare difficile ipotizzare la mancanza di valore  e di attualità delle Idee.

Allora resta solo l'ipotesi che gli uomini che vorrebbero difenderle non ne siano capaci.

Alcuni fatti politici poi, come per esempio la scomparsa di AN, dovrebbro far capire quanto si stia allargando lo spazio politico in cui operare trovando  le parole e le formule adatte anche per richiamare in servizio una gran parte di quei militanti del partito delle schede bianche fra cui certamente vivacchiano tanti che condividono i nostri Ideali ma hanno rinunciato a combattere e hanno mischiato le loro delusioni a quelle di tanti milioni di italiani, anche loro delusi e indgnati da come procedono le cose della politica gestita ormai da omuncoli incapaci di volare  in alto e  capaci solamente di rendersi ogni giorno piu' ridicoli.  

Il grande Concetto Pettinato, che mi ha onorato con la sua amicizia e il rispetto che aveva per mio padre, scrisse nel 1944 un articolo indirizzato a Mussolini dal titolo: SE CI SEI, BATTI UN COLPO.

Io certamente non ho la statura di Pettinato ma nemmeno quelli a cui mi rivolgo hanno la statura di Mussolini per cui spero che queste mie modeste e semplici considerazioni possano indurli a credere che e' ora di incontrarsi tutti, umilmente , parlarci onestamente e chiaramente per esaminare se e' possibile trovare la medicina con cui ridare dignità alle nostre Idee e a noi stessi.

Camerati, tutti quelli che sentono ancora di potersi riconoscere in questa parola, che evoca tanta storia di battaglie comuni, se ci siete: BATTETE UN COLPO.                   

                                                              Nando  Ventra

postato da: NandoVentra alle ore giugno 21, 2009 01:40 | Permalink | commenti
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