AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE
Lo sdegno provocato dalla mancanza di dignità della classe dirigente italiana, politica e non politica, per la vigliaccheria che non aveva suscitato reazioni all'offesa provocata dal beduino che si è adornato il petto con la foto di un bandito , ci eravamo illusi che fosse l'ultimo gradino di cui come italiani dovessimo vergognarci.
Ci eravamo sbagliati.
E' vero che il guappo africano ha gettato a politici e industriali italiani la polpetta con le promesse di un favoritismo per le industrie italiane e la speranza per la Marcegaglia e soci di poter fare piu' soldi approfittando della sua bonta' che lo aveva spinto a perdonarci e ad aiutarci in futuro con gas e petrolio a condizioni di favore. Ma e' altrettanto vero che è passato subito all'incasso costringendo senatori e industriali ad ascoltare in silenzio che gli Stati Uniti e i loro alleati erano moralmente non migliori di Bin Laden. Che le guerre fatte per esportare la democrazia o liberare i popoli dai tiranni non hanno giustificazioni morali perche' ogni popolo ha diritto di vivere come meglio crede e con il regime che preferisce.
Ci siamo fatti una bella risata pensando a cosa passava per la mente di quei poveri ascoltatori ammutoliti che certamente hanno ricordato in silenzio tutte le favole che avevano raccontato e di cui si erano nutriti circa il diritto dei "liberatori " della seconda guerra mondiale che si sono sentiti autorizzati moralmente a gettare bombe atomiche, distruggere città civilissime facendo marmellata di milioni di donne e bambini innocenti con la scusa di "liberare" l'Europa solo perche' stava per diventare una grande potenza che gli Stati uniti d'America non avrebbero potuto utilizzare come poi hanno fatto.
Per fortuna Fini ci ha messo una pezza. Forse memore di quella dignità di cui gli avevano dato esempio Uomini come Romualdi e Almirante e che lui non era riuscito a imparare, accecato dalla vanità personale, in un attimo di ravvedimento ha trovato un minimo di dignità e, sia pure in ritardo di due ore, ci ha evitato come italiani l'ultimo arrogante oltraggio che il beduino avrebbe voluto regalarci prima di ripartire accompagnato dagli applausi dei suoi compagni di merende, che ha ricordato per nome, da Berlusconi a Dalema, da Dini a Cossiga ad Andreotti.
Nando Ventra

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