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il solito atteggiamento fiero, quasi eroico, di luca romagnoli
Lo so, lo so. Sento gia' nelle mie orecchie il brusio di molti dei miei ex camerati e lettori che criticheranno il mio operato con le solite frasi dei "benpensanti" che criticano la mia durezza di giudizio e che pensano:....in fondo, il povero Luca non e' proprio il peggiore di tutti.....
Rispondo subito: anche se sono un modestissimo scrittore conosco le regole del giornalismo. E' noto a tutti che se un cane morde un bambino e' una notizia meno importante che se un bambino avesse morso un cane.
E' altrettanto noto, almeno per me, che se vuoi attaccare un personaggio non devi mai affondare la spada fino in fondo perche' cosi' facendo ne inneschi l'automatica rivalutazione in quanto molti lettori diranno certamente:.." si, e' vero, ma....forse chi scrive esagera e forse non e' poi cosi' male.....
Una critica fatta in punta di fioretto e mista a un pizzico di ironia, ti rende automaticamente simpatico ai lettori che rifletteranno:.....si, ma poteva anche dirne peggio, e nella loro mente si crea immediatamente un'immagine del soggetto della tua critica, peggiore di quanto tu avevi rappresentato, facendoti raggiungere l'effetto che ti eri prefisso.
Di tutto questo, per mia fortuna, ormai me ne posso sbattere le palle perche' del giudizio di chi legge non me ne frega assolutamente niente.
Non devo ingraziarmi nessuno e sono felice solamente di poter scrivere tutto quello che penso solo perche' lo penso, senza calcoli sull'opportunita'
In secondo luogo, non ho nessuna intenzione di attaccare Luca Romagnoli di cui non mi interessa niente di quello che fa. La stima che ho avuto per lui e la speranza che in lui avevo riposto si sono trasformate nel massimo del disprezzo che tuttavia non ha ingenerato nel mio animo niente piu' che l'assoluta indifferenza, quella che senti verso cio' che ti rappresenta il niente assoluto.
Una indifferenza che si e' trasformata in una grande tristezza quando stamattina ho casualmente visto una sua intervista rilasciata insieme a due esponenti comunisti: Ferrero segretario di Rifondazione comunista e un altro ceffo rappresentante del partito comunista dei lavoratori.
Io mi sono sentito interpretato e rappresentato piu' da questi due signori che dall'ex camerata ( ammesso lo sia mai stato) che non ha detto una parola su chi e cosa rappresenta, su quali progetti abbia per il futuro.
Non una sola considerazione politica ma unicamente una penosa difesa del suo modesto operato di parlamentare cercando di apparire il primo della classe, il piu' diligente che gareggiava con i piu' assidui per numero di presenze quasi a dire: vedete come sono bravino, rimandatemi a Strasburgo e fatelo proprio perche' sono diligentino.
Dopo pochi secondi si e' ristabilita la mia indifferenza verso questo penoso e squallido personaggio.
Ho sentito invece prepotente dentro di me lo sdegno per tutti quei cialtroni che, come pecore seguono e tollerano questa situazione sperando di raccogliere qualche briciola personale, fregandosene dello spettacolo penoso e ridicolo, della umiliazione cui siamo sottoposti ogni giorno come appartenenti o ex appartenenti ad un mondo che ha avuto tanti EROI e ci ha dato e potrebbe ancora darci mille soddisfzioni morali e invece non e' nemmeno capace di replicare con una parola al "camerata" La Russa quando, come ieri durante la trasmissione sulla "7" h detto testualmente...." io ho il massimo rispetto per i partigiani comunisti..." quelli le cui gesta, dopo di noi, sono state rese note anche dal giornalista Pansa.
Pensate al rivolgimento nella tomba delle ossa del povero padre del ministro della difesa che aveva insegnato a tanti ragazzi come me a cantare una canzone che quei partigiani descriveva con questi versi:....
" PEI TEDESCHI VOI SIETE BANDITI, PEI FASCISTI VOI SIETE RIBELLI, PER IL MONDO SIETE SOL QUELLI CHE HAN TRADITO LA PATRIA E L'ONOR".
E per favore, non fatemi incazzare dicendo che in fondo queste son cose passate o come dice Fini, da consegnare alla storia.
Io non ritengo giusto abdicare al compito morale che ci hanno lasciato quelli che sono morti e che sicuramente vorrebbero noi difendessimo le loro buone ragioni e ricordassimo che non sono morti invano.
Detto questo sono pronto a sfidare chiunque per dimostrargli che le mie idee sono chiarissime, che so guardare e pensare al domani e sono d'accordo con Fini che bisogna saper alzare la bandiera del FASCISMO DEL TERZO MILLENIO difendendo quelle IDEE che ancora oggi sono di grande attualitàe e ancora oggi potrebbero, sole, aiutarci ad organizzare un mondo piu' giusto.
Nando Ventra





