sabato, 31 ottobre 2009
bocca

...”NEL CONCRETO E NEL PRESENTE , COSA è, COME è IL PAESE ITALIA? A dire semplicemente le cose come stanno, è a uno dei punti più bassi della sua storia..” ...”A questo punto non si tratta più del rischio di un fascismo che può tornare ma di un fascismo che è già tornato, che diffama gli avversari prima di bastonarli, che si rifà ad un combattentismo eroico, che spazza via gli approfittatori e i vili come fece lo squadrismo..”...”...un’amara sorpresa per chi per i fascismi non è passato, undolore quasi fisico per chi li ha provati, di ferite che si riaprono, di incubi che ritornano....”

Leggendo queste righe  sul “venerdi’ di repubblica”  di questa settimana  ho pensato che fosse l’opinione falsa ma legittima di un antifascista  di cui qualche raro esempio si trovava, di quei pochissimi  che forse  avevano sofferto durante il Fascismo, che lo avevano combattuto e vinto.

Mi sono invece indignato quando sono arrivato alla firma: GIORGIO  BOCCA!!!!!” una di quelle icone idolatrate  e incensate oggi dal mondo in cui dominano i voltagabbana di destra e di sinistra.

Capisco che solo i cretini come me non cambino Ideale per tutta la vita nonostante le delusioni avute in un mondo diventato infrequentabile salvo rarissime eccezioni ,  tuttavia  a me continuano a destare sospetto quelli che abbracciano un’Idea fin che questa trionfa e la ripudiano quando le cose vanno male.

Vedere scrivere queste frasi da uno come il signor Bocca, un FASCISTA senza se e senza ma, talmente ligio da non esitare a mettere la propria firma sotto il “MANIFESTO DELLA RAZZA” benchè non ne fosse stato richiesto da nessuno,  e passare all’antifascismo quando le sortri negative erano ormai evidenti,  mi fa lo stesso effetto  che provo sentendo Fini quando dice di avere sofferto sotto il MSI che non gli aveva nemmeno consentito di diventare ministro ( poverino...doveva accontentarsi di fare il deputato, uno fra i tanti e non sullo scranno più alto di Montecitorio) e che oggi vive molto meglio di come viveva in quel lugubre passato dove non conveniva piuì rischiare dato le poche speranze di uscire dal ghetto e poter volare personalmente verso il potere Lasciando con un palmo di naso tutti quelli che in buona fede lo seguivano quando illustrava" il FASCISMO DEL 2000 !!!!"

                                                                   Nando Ventra

postato da: NandoVentra alle ore ottobre 31, 2009 21:54 | Permalink | commenti
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sabato, 31 ottobre 2009
L'ORGOGLIO DI UN FIGLIO                                                                                  

La superiorità morale della    sinistra ” italiana che nel primo dopoguerra era rappresentata  in parlamento da assassini come Moranino e Walter Audisio e che oggi è rappresentata da depravati immorali come il Marrazzo , rischia di essere annullata nel confronto  con la presunta superiorità di una “ destra “ altretanto impresentabile sul piano morale.

Siamo arrivati al vergognoso spettacolo di una classe politica, tutta, da destra a sinistra sempre più inaccettabile. Forse qualcuno sotiene che un immorale come il sindaco di Roma che ha tradito e rinnegato i principii e i valori dei camerati che lottando con lui, al suo fianco, spinti da lui, hanno dato la vita è meno immorale di un depravato come l’ex presidente della regione Lazio?

Certo,  ci vuole la faccia tosta  e l’ipocrisia di una  Rosy Bindi, per dire che Marrazzo si è  in pratica dimesso mentre Berlusconi non lo ha ancora fatto. Ci vuole l’inmmoralità dilagante ormai fra tutti noi  per pensare che  i due casi siano anche lontanamente sovrapponibili.

Io non  ho mai difeso Berlusconi dato che le sue Idee sono esattamente all’opposto delle mie e non mi è nemmeno molto simpatico anche se, in mezzo ai vari Maroni e Calderoli, La Russa Fini  mi sembra di vederlo giganteggiare come Gulliver fra i lillipuziani,  ma questa volta non me la sento di non spezzare una lancia in suo favore.

Tutte le volte che vedo la Bindi mi vengono in mente quelle bambole di pezza cui da bambino alzavo le gonne nella speranza di vedere qualcosa di interessante e invece c’era solo stoffa cucita e penso che erano fatte proprio come immagino sia  la Bindi che  di sesso ne deve sapere meno di quello che io conosco di astrofisica molecolare. Mi domando tuttavia come si possano paragonare le due situazioni.

Mettiamo sia tutto vero quel che si dice del Berlusconi: sarebbe un uomo, di fatto separato da anni dalla moglie,  che pare si sia fatta  anche lei una vita indipendente, che viene invitato ad approfittare della sua ricchezza per pagarsi, forse senza nemmeno saperlo o sospettarlo, una scopata  con una bella e seducente anche se  un po’ volgare escort.....?

Ma la Bindi pensa ( ? ) che questo si possa mettere sullo stesso piano di un depravato che paga per fare sesso con transessuali  brasiliani che vivono in un ghetto morale dove si sopravvive di truffe ricatti e droga, lasciando a casa la moglie alla quale magari ha detto di avere una riunione politica?

 Cara onorevole Bindi!! Faccia un corso almeno teorico....vede, mio padre , ricodandolo da vivo, credo di essere certo che in certe situazioni abbia ceduto alla debolezza della carne e si sia scopato più di qualche bella signora....Quando prigioniero degli americani fu interrogato e l’ufficiale gli disse: “ ci sono molte lagnanze nei suoi confronti che arrivano da Vicenza...mio padre gli rispose:..” non ci faccia caso è la rivolta dei cornuti...”

Anche per questo  porto con orgoglio e a fronte alta il nome di mio padre ma le assicuro che se invece fossi il figlio di Marrazzo.......avrei già cambiato città e cognome  girando mascherato per non farmi riconoscere

Scusi, onorevole Bindi,  s’ informi  su  che differenza  c’ è fra un  uomo,  un trans e una donna  in modo che almeno sulle questioni di sesso riesca a farsi una idea giusta.

postato da: NandoVentra alle ore ottobre 31, 2009 14:23 | Permalink | commenti
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sabato, 31 ottobre 2009
tremont_berlusconiSARANNO            








L’argomento che intendiamo affrontare oggi è di quelli un poco ostici per cui cercheremo di metterci nei panni  di un  Piero Angela della politica sperando di riuscire ad essere sintetici e divulgativi anche con chi non ha una base culturale sufficiente.

Cercheremo di ricorrere alle più semplici nozioni scolastiche in modo da avere l’avallo di autorevoli esponenti della cultura come il mio professore,  G.Maranini del cui testo: “classe e stato nella rivoluzione francese” cer cherò di fare un brevissimo sunto.

Il settecento è il secolo in cui cadono i grandi imperi e  nascono gli stati nazionali europei, è il secolo dell’illuminismo che getta i semi culturali che verso la fine del secolo  saranno il propellente filosofico che, insieme alla situazione sociale esplosiva, determina la rivoluzione francese.

L’ ottocento è il secolo della grande rivoluzione industriale. Inizia il processo delle  grandi concentrazioni urbanistiche, l’industria si sostituisce all’agricoltura come fonte di ricchezza, la nobiltà cede il posto di guida della società alla borghesia e la gleba comincia ad acquisire una coscienza che porterà  brevemente alla nascita di un grande proletariato.

Alla metà del secolo Marx scrive la più credibile  e giustificata  critica del capitalismo postulando alcuni concetti  come la lotta di classe come mezzo per arrivare alla dittatura del proletariato, la teoria del plus valore e l’internazionalizzazione del proletariato che, insieme ad alcuni principi del mondo dei lumi, daranno ispirazione ai vari movimenti socialisti che nel primo novecento, con la rivoluzione d’ottobre, evolveranno per la maggior parte nel comunismo.

In Italia, come formazione dello Stato nazionale rispetto all’Europa,  siamo in ritardo e saranno le lotte del risorgimento del XIX secolo che,  con alterne vicissitudini,  porteranno all’unità italiana.

All’ inizio del  novecento, il più giovane fra gli stati nazionali europei  si  trova ad affrontare il problema del primo grande conflitto mondiale e i movimenti socialisti si schierano  per il neutralismo.

Un socialista, direttore dell’AVANTI, quotidiano  del partito socialista, si schiera per l’interventismo, combatte, è ferito e dopo la guerra compie la più importante “Rivolta Ideale” del secolo.

Non riforma il socialismo ma se ne distacca, lo combatte in nome della difesa dei reduci che avevano combattuto e di principii ideali e spirituali che assorbe dallo studio di Sorel  e di Gentile, oppone alla lotta di classe che considera sbagliata e utopistica il principio della collaborazione fra le classi che chiama categorie produttrici.

 Rivoluziona il concetto dell’internazionalismo del lavoro sostenendo che solo i capitali possono internazionalizzarsi ( forse aveva sentito parlare della globalizzazione?) mentre la classe operaia nel proprio interesse deve restare legata agli interessi della propria terra, della Nazione.

Viene eletto deputato e quando il capo dello stato lo incarica di formare il governo da inizio ad una legislazione che dal punto di vista sociale è la più all’avanguardia in Europa e nel mondo: proclama nel 1929 la “carta del lavoro” dove per la prima volta  nel mondo viene sancito il principio di un massimo di 40 ore lavorative per gli operai, una tutela per il lavoro giovanile,  e per le donne madri ( O.N.M.I.) e una serie di provvedimenti  che, dopo aver salvato l’Italia dalla grande crisi finanziaria del 1929, porta la lira italiana a fare aggio sul valore dell’oro e prosegue con una serie di norme che culmineranno nella legislazione del lavoro che prevede la socializzazione e la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle aziende.

Scoppia la seconda guerra mondiale,  nonostante Lui la abbia evitata nel 1938,  a seguito di molte situazioni internazionali e come conseguenza di gravi ingiustizie perpetrate a danno della Germania nel trattato di pace di Versailles.

Dopo l’ omicidio e il barbaro scempio del suo corpo  in Italia si instaure ( con referendum  che molti  storici dicono truccato dal ministro Romita... (socialista) la repubblica Italiana antifascista fondata sui valori (?) della resistenza.

I padri costituenti  scrivono la costituzione che contiene” norme transitorie” che puniscono l’apologia del precedente “regime” ma non hanno il coraggio di dimenticare la parte di leggi sul lavoro dello stesso regime e ne  inseriscono lo spirito nella costituzione dagli art. 43 al 48.

Con buona pace di tutti coloro che ogni giorno si stracciano le vesti in difesa della costituzione non si riesce veramente a capire come non si accorgano che negli ultimi sessanta anni tutti i partiti antifascisti e tutti coloro che della costituzione dovrebbero essere i custodi, della stessa costituzione,  ne abbiano fatto scempio.

A cominciare dalle “ leggi transitorie” che non hanno mai impedito che un Partito dichiaratamente  neofascista potesse non solo essere in parlamento ( cosa doverosa in uno stato democratico) ma essere determinante nella elezione di alcuni governi e di alcuni Capi dello Stato .

Leggi  che comunque, semplicemente per ragioni di serietà,  essendo transitorie, dopo sessanta anni , dovrebbero essere cancellate o  fatte  applicare.

Per continuare  con la legislazione sul lavoro  di cui non sono mai state  proposte ( con l’eccezione del gruppo parlamentare del MSI)  le leggi di attuazione e  tutte le norme costituzionali riguardanti l’organizzazione dei sindacati e dei partiti politici calpestate e messe sotto i piedi alla faccia della Costituzione.

L’ altro giorno il ministro Tremonti si è permesso di dire che “il posto fisso” è meglio di quello flessibile che detto cosi’ è una solenne  stupida ovvietà come quella di  colui che sostiene che dovendo prendere moglie è meglio trovarla bella, ricca, sana, buona e intelligente piuttosto che povera, malaticcia cattiva e magari anche un poco escort.

Gia nfranco Fini è la seconda volta che cerca di fare a testate con Tremonti, nel passato governo riusci’ a farlo dimettere ma dopo poco se lo è ritrovato in sella.

Gianfranco, attento a quei due......sono forti e furbi e Tremonti è molto ptreparato, non dice ovvietà e il suo discorso sul posto fisso, anche se la seconda parte è stata messa in sordina, era l’indicazione di un’aspirazione che comprendeva anche la redistribuzione degli utili.

 Quando troverà il coraggio di aggiungere anche la corresponsabilità dei lavoratori nella gestione dell’azienda avrà spiegato a tutti che dopo sessanta anni sarebbe ora di cominciare a mettere in pratica i solenni principii della nostra costituzione e  a rispettarla correndo magari il pericolo che qualcuno lo accusi di essere Fascista, ma questa accusa non deve fargli paura.  Lui resterebbe in sella e a perdere sarebbe ancora l’antifascista Fini che può fare ancora tutte le capriole che vuole ma contro Berlusconi e Tremonti  è quello destinato a perdere. Che figura se per vincere dovesse essere costretto a riconoscere di avere tradito inutilmente.......

                                                                                                      Nando Ventra

postato da: NandoVentra alle ore ottobre 31, 2009 11:24 | Permalink | commenti
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venerdì, 16 ottobre 2009

                                       

                                                         
LETTERA APERTA A LUCA ROMAGNOLI

Per mia fortuna ho da tempo ufficialmente abbandonato la politica attiva.

Mi sono rinchiuso nella mia solitudine sdegnato  da quell’ambiente in cui avevo vissuto tutta la vita liimitandomi a scrivere sul mio blog il mio pensiero e il mio commento a certi eventi e a certi personaggi.

Ho detto per fortuna perchè se non fosse stato cosi’, oggi avrei avuto un motivo in più per vomitare.

Ho avuto l’opportunità di prendere visione del documento con cui è stato annunciato il congresso Nazionale della fiamma tricolore e mi chiedo come tu possa arrivare a superare ogni limite di decenza morale, forse senza nemmeno rendertene conto.

Capisco  che questa mia affermazione ha  bisogno di una spiegazione per non sembrare una offesa senza giustificazioni e magari suggerita da un risentimento personale.

Peer fare questo è necessario riassumere  i momenti più cruciali del nostro passato anche per rinfrescare la memoria a qualcuno e spiegare alcune cose a chi, magari per la sua età, non puoò conosceere.

Nel 1946, per volontà politica di Pino Romualdi, un gruppo di reduci sopravvissuti all’ecatombe della guerra  civile, fra cui mio padre ed io con lui,  decise di fondare il MSI, un Partito con lo scopo principale di assumere la difesa di coloro che erano perseguitati perchè fascisti, di difendere la memoria di chi per questa causa aveva perso la vita ma soprattutto per testimoniare al mondo che il sangue versato e i sacrifici fatti non erano stati fatti inutilmente dato che ritenevamo, forse presuntuosamente, di poter rivendicare gli Ideali , che sembravano sconfitti dalla forza militare di mezzo mondo che aveva vinto las guerra, ma che noi ritenevamo invece ancora validissimi  e indispensabili  per la ricostruzione della nostra Patria e il benessere del nostro popolo.

Questo Partito è andato avanti per oltre quaranta anni fra ombre e luci, certamente facendo gravi   errori , ma sempre rispettando le ragioni fondamentali  che avevano determinato la  sua fondazione.

 Io sono  orgoglioso di avere avuto  in questo Partito un ruolo di altissimo profilo essenedone stato per venti anni il leader indiscusso in Toscana, avendone fatto parte attiva in tutti gli organismi come il comitato centrale, la direzione nazionale, la mitica direzione nazionale giovanile presieduta da Enzo Erra (in  cui ero con Accame, Rauti, Primo Siena, Fausto Belfiore Fausto Gianfranceschi , Ciccio Franco, Cusimano, Casalena,Silvio Vitale  e tanti altri ) e l’esecutivo , come membro di diritto,  essendo diventato Segratario nazionale del Ragg. Giov. SS.LL (Studenti e lavoratori , come si chiamava l’organizzazione giovanile fin quando non inventammo  la Giovane Italia di cui nominai il primo presidente nella persona di Massimo Anderson ) .

Credo avere guidato lodevolmente  a  molti successi  i giovani italiani del MSI  fino al giorno in cui fui pregato dal segretario del Partito On. Michelini di passare le consegne all’amico e camerata Angelo Nicosia che in quel momento ( avevamo da poco compiuto l’ assalto alla libreria Rinascita e la DIGOS  era tutta mobilitata per metterci in difficoltà ) sarebbe stato più tutelato di me avendo l’immunità parlamentare ( questa fu la motivazione di Michelini).

Sono orgoglioso di avere servito questo partito fino al giorno in cui, essendo commissario della federazione provinciale di Palermo,  non fui destituito dall’incarico e impossibilitato a partecipare al successivo congresso provinciale con il pretesto che “ non risultavo iscritto”. Tutto questo solo perchè avevo manifestato la mia ferma volontà di NON voler bere l’acqua di Fiuggi.

Subito dopo il congresso di Fiuggi,  al quale mi fu impedito di partecipare, volli partecipare con Rauti, Pisanò. Erra. Tilgher. Staiti ecc. alla fondazione della “ fiamma tricolore” dalla quale tuttavia sono uscito per primo, alla prima tiunione all’hotel Ergife, perchè per primo intuii quello che poco dopo fece uscire  tutti quelli che sono usciti e cioè che Rauti, nessuno ha potuto provare se perchè pagato da Fini o per propria incapacità, aveva deciso di fare il piccolo partitino di Rauti., che servisse solo a dare a Fini una “copertura” a destra rifiutandosi di diventare l’erede del MSI cosi’ facilitando il compito di chi aveva abbandonato la casa paterna dove era cresciuto portandosi via la casa, i soldi e l’insegna della ditta.

Sono rientrato nel Partito al congresso di Pescara  dove con la delegazione di Palermo al completo e insieme a Tomaso Staiti ed altri facemmo di tutto perchè Rauti abbandonasse e tu potessi prendere il suo posto.

Con affetto sincero, lo dico con certezza per quanto mi riguarda ma penso anche per tutti gli altri palermitani in quel momento, ti augurammo e ci augurammo che tu fossi il giovane che ci avrebbe tratto dal guado e riportato agli antichi fulgori consentendo a ciascuno di noi di riprendere quel rispetto di se stessi  che la circostanze ci avevano fatto dubitare di avere salvato.

Con entusiasmo giovanile mi sono assunto l’onere di guidare la federazione di Palermo cui mi sono fatto eleggere regolarmente e per due volte all’unanimità degli iscritti.

Ma il sogno è durato pochissimo e  si è trasformato in un incubo appena è stato evidente che tu  eri solo una delusione. A Roma dicono: nun so se ci fai o ci sei...e io mi sono dovuto chiedere se eri  veramente un incapace, assolutamente non  in grado di  dirigere questo partito o se.....adirittura non eri l’interprete di un disegno criminale che scientemente voleva portare a morte questo partito ricalcando il progetto rautiano.

Non ho ancora risposto a questo dubbio ma è certo che i risultati confermano una delle due ipotesi. Tertium non datur.

L’assoluta incapacità è dimostrrata dallo stato di coma profondo in cui versa l’organizzazione di questo partito che è evidente e sotto l’occhio di tutti,  meno che dei tuoi , che infatti  non ti vergogni di fronte a questo ammasso di rovine a ripresentare la tua candidatura.

Se vuoi degli esempi  a documentazione che  le mie non sono  valutazioni  pregiudiziali,  ti elenco alcune situazioni  alle quali tu certo non rispoberai ( non lo hai fatto per anni nemmeno quando sarebbe stato tuo dovere) ma che potrebbero far riflettere qualche camerata capace di ritrovare un minimo di dignità che gli consenta di anteporre gli interessi del partito ai propri piccoli interessi strettamente personali.

Come Rauti, ti sei rifiutato di voler veramente,  e non a chiacchiere,  assumerti l’onere di proclamarti l’erede del MSI. Te lo dimostro: come Rauti non hai fatto niente per vedere se era possibile reimpadronirci del simbolo originale. Mi dirai..: ho provato ma è stato  impossibile.Ti posso dimostrare che menti sapendo di mentire: se ti fosse interessato riprendere il simbolo ,  non riuscendoci, ti saresti accontentato di riprendere l’inno originale per aiutare la nostra gente  a raggiungere una “identificazione” che invece evidentemente non gradivi.

Ulteriore prova: nel 2006 ti ho suggerito di fare una manifestazione di ricordo del sessantesimo anniversario della fondazione del MSI alzando una” fiamma tricolore originale” di sessanta metri sopra un palco in piazza SS.Apostoli dove sessanta anni prima era  stato tenuto il primo comizio pubblico del MSI.

Mi assicurasti che era una idea da perseguire ma poi te ne sei dimenticato......

Quelle poche volte che hai avuto l’opportunità di andare ospite in TV ti sei ben guardato dal difendere la memoria del MSI e del Fascismo. Ti sei solo preoccupato di dire che avevi fatto diligentemente il tuo compitino di parlamentare europeo ( cosa vera che ti riconosco ) ma,  ad alcune domande rivolteti sei stato incapace di risponsdere co un minimo di dignità e di coraggio.

Del  resto io posso testimoniare che sei un bugiardo e un vile: una volta che ti venni a prendere all’areoporto di Palermo in macchina ti chiesi se non avevi  mai sentito il dovere di prendere contatto o almeno fare una visita al mitico Enzo Erra che era gravemente ammalato. Ricordi? Al tuo imbarazzato diniego chiamai Enzo con il mio telefonino. Fosti gentile e deferente con lui quando te lo passai e gli giurasti che saresti andato quanto prima a trovarlo. Dopo tanto tempo sono andato a casa di Erra e gli ho chiesto come era andato il vostro incontro e lui mi disse che non aveva più avuto da te nemmeno una telefonata.Spergiuro!

Ma ricordiamo un fatto più gfrave: alla vigilia della campagna amministrativa in cui fu eletto l’attuale sindaco di Palermo ti proposi una soluzione che avevo discusso con tutti gli iscritti e che sembrava praticabile. Era molto delicata e pertanto, prima di metterla in atto volevo il tuo parere e il tuo consenso.

Come sempre mancasti al tuo dovere di segretario nazionale e ti rendesti irreperibile a un tuo segretario provinciale che doveva sottoèporti non dei fatti suoi ma una cosa importantissima politicamente per il partito.

Vista la tua latitanza, mi consigliai con un membro del tuo esecutivo ( Gianluca Iannone ) chiedendogli se  per lui era più facile parlarti. Dopo un paio di giorni mi assicurò di avertene parlato e che  gli avevi  detto che non eri contrario e ci autorizzavi a fare quello che volevamo.

Consapevole della mia responsabilità e preoccupato dalla delicatezza della cosa, una sera, a spese mie, dal mio telefono ho chiamato Gigfnetti e per un’ora siamo stati in amichevole conversazione. Cignetti  mi disse che personalmente aveva qualche perplessità, che ne avrebbe parlato con te e se tu avessi avuto qualcosa in contrario mi avrebbe chiamato.

Non avendo più saputo niente, nè da te nè da Cignetti e fidandomi  di quanto mi aveva assicurato il membro autorevolissimo del tuo esecutivo, ho varato l’operazione......

Con la tua proverbiale ipocrisia hai determinato una figuraccia per tutto il Partito dato che un dirigente del partito a Palermo ( penso certamente dopo averti  interpellato ) si senti’, penso  in buona fede, autorizzato a fare un comunicato stampa con cui affermava che il partito non era d’accordo  e non riconosceva il proprio candidato.

Benchè te lo abbia più volte richiesto, ancora oggi non hai avuto il coraggio di  affrontare il membro del tuo esecutivo contestandogli di avermi mentito quando mi ha comunicato il tuo assenso, e penso che  questo coraggio  non lo troverai mai!

Se ne valesse la pena, potrei ancora argomentare per molte pagine documentando come lo stato agonico in cui versa il partito è  una responsabilità  di cui dovresti umilmente farti carico dicendo semplicemente: scusate camerati, ho fatto il possibile ma non sono stato capace.

Invece hai l’arroganza di convocare un congtrsso nazionale che non rispetta la possibilità di esprimere le proprie idee agli iscritti, un congresso blindato da un regolamento inaccettabile per chiunque abbia un minimo di rispetto per se stesso.

Non voglio farti buttare un occhio sul congresso che si sta svolgendo nel PD anche perchè da quei “signori” non abbiamo niente da imparare ma ti sfido a trovare nel mondo  un esempio di mancanza di libertà  di esprimersi come quello che stai dando,  impedendo alla base di poter esprimere il proprio parere con la disposizione assurda  e certamente antidemocratica nel senso più volgare del termine, secondo la quale a meno di due mesi dal congresso imponi che per presentare una mozione si debbano avere le firme di almeno cinquanta membri del comitato centrale.

 E se uno come me, che rifiutò l’invito rivoltogli da Condorelli di entrare in comitato centrale,  venisse al congresso e volesse presentare una mozione contro l’attuale classe dirigente documentando  che ha fallito su tutti i fronti, secondo te dovrebbe chiedere le firme a coloro che vorrebbe legittimamente tentare di mandare via per incapacità manifesta? Sei, come sempre arrogante e  stupido fino al punto di pensare che gli stupidi siano gli altri.

Concludo con un esempio, potrei farne cento ma preferisco citare  quello che conosco meglio, che illustra il tuo modo vergognoso di  gestire il partito: dopo anni che ti ho rimproverato di non assolvere al tuo dovere di convocare il congresso dato che il tuo mandato è largamente scaduto oltre ogni limite statutario e che pertanto sei in carica abusivamente, ti sei deciso a farlo e non hai sentito il dovere nemmeno di farmelo sapere, come sarebbe stato normale almeno in termini di educazione e del rispetto che mi dovresti portare tenendo conto di quanto abbia dato io in tutta la vita a quesro partito in confronto di quel pochissimo che hai dato tu e guarda bene che non ne faccio una quesstione personale. Del tuo ripetto non so cosa farmene ma lo evidenzio solo perchè è un ulteriore prova della tua mancanza di volontà politica di riallacciarti alla storia del MSI preferendo gestire in sordina il partitino di Luca.

Se vuoi  non accettare  che sarebbe tuo dovere nutrire rispetto verso chi ha fatto tanto per questo partito fin da quando tu non eri nemmeno nato specie se accetti il concetto di continuità con il MSI,  invece che con argomenti politici e morali che forse non sei in grado di recepire, ti ricordo che in un partito decente io sarei tuttora almeno formalmente il segretario provinciale di Palermo in carica (sia pure solo per il disbrigo degli affari correnti), dato che dopo la mia destituzione non motivata, ti sei ben guardato dall’acconsentire alla convocazione del congresso provinciale e che alla mia gestione hanno fatto seguito per ora quattro commissari provinciali da te nominati senza  doverosamente darmene notizia tanto che  nessuno di questi , a tutt’oggi,si  è  sentito in dovere di chiedermi  le consegne organizzative e amministrative come tu avresti avuto il dovere di pretendere fosse fatto.

Ti rinnhovo la mia disistima personale e ti assicurpo che non mi interessa venire al “tuo” congressino familiare......e che del resto, se volessi venire non avrei bisogno dell’invito di un ragazzotto di borgata molto arrogante e maleducato.

Ma chi me lo ha fatto fare di perdere due ore di sonno questa notte? Devo essere veramente rimbambito.

                                                               Nando Ventra

postato da: NandoVentra alle ore ottobre 16, 2009 18:08 | Permalink | commenti
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