
LETTERA APERTA A LUCA ROMAGNOLI
Per mia fortuna ho da tempo ufficialmente abbandonato la politica attiva.
Mi sono rinchiuso nella mia solitudine sdegnato da quell’ambiente in cui avevo vissuto tutta la vita liimitandomi a scrivere sul mio blog il mio pensiero e il mio commento a certi eventi e a certi personaggi.
Ho detto per fortuna perchè se non fosse stato cosi’, oggi avrei avuto un motivo in più per vomitare.
Ho avuto l’opportunità di prendere visione del documento con cui è stato annunciato il congresso Nazionale della fiamma tricolore e mi chiedo come tu possa arrivare a superare ogni limite di decenza morale, forse senza nemmeno rendertene conto.
Capisco che questa mia affermazione ha bisogno di una spiegazione per non sembrare una offesa senza giustificazioni e magari suggerita da un risentimento personale.
Peer fare questo è necessario riassumere i momenti più cruciali del nostro passato anche per rinfrescare la memoria a qualcuno e spiegare alcune cose a chi, magari per la sua età, non puoò conosceere.
Nel 1946, per volontà politica di Pino Romualdi, un gruppo di reduci sopravvissuti all’ecatombe della guerra civile, fra cui mio padre ed io con lui, decise di fondare il MSI, un Partito con lo scopo principale di assumere la difesa di coloro che erano perseguitati perchè fascisti, di difendere la memoria di chi per questa causa aveva perso la vita ma soprattutto per testimoniare al mondo che il sangue versato e i sacrifici fatti non erano stati fatti inutilmente dato che ritenevamo, forse presuntuosamente, di poter rivendicare gli Ideali , che sembravano sconfitti dalla forza militare di mezzo mondo che aveva vinto las guerra, ma che noi ritenevamo invece ancora validissimi e indispensabili per la ricostruzione della nostra Patria e il benessere del nostro popolo.
Questo Partito è andato avanti per oltre quaranta anni fra ombre e luci, certamente facendo gravi errori , ma sempre rispettando le ragioni fondamentali che avevano determinato la sua fondazione.
Io sono orgoglioso di avere avuto in questo Partito un ruolo di altissimo profilo essenedone stato per venti anni il leader indiscusso in Toscana, avendone fatto parte attiva in tutti gli organismi come il comitato centrale, la direzione nazionale, la mitica direzione nazionale giovanile presieduta da Enzo Erra (in cui ero con Accame, Rauti, Primo Siena, Fausto Belfiore Fausto Gianfranceschi , Ciccio Franco, Cusimano, Casalena,Silvio Vitale e tanti altri ) e l’esecutivo , come membro di diritto, essendo diventato Segratario nazionale del Ragg. Giov. SS.LL (Studenti e lavoratori , come si chiamava l’organizzazione giovanile fin quando non inventammo la Giovane Italia di cui nominai il primo presidente nella persona di Massimo Anderson ) .
Credo avere guidato lodevolmente a molti successi i giovani italiani del MSI fino al giorno in cui fui pregato dal segretario del Partito On. Michelini di passare le consegne all’amico e camerata Angelo Nicosia che in quel momento ( avevamo da poco compiuto l’ assalto alla libreria Rinascita e la DIGOS era tutta mobilitata per metterci in difficoltà ) sarebbe stato più tutelato di me avendo l’immunità parlamentare ( questa fu la motivazione di Michelini).
Sono orgoglioso di avere servito questo partito fino al giorno in cui, essendo commissario della federazione provinciale di Palermo, non fui destituito dall’incarico e impossibilitato a partecipare al successivo congresso provinciale con il pretesto che “ non risultavo iscritto”. Tutto questo solo perchè avevo manifestato la mia ferma volontà di NON voler bere l’acqua di Fiuggi.
Subito dopo il congresso di Fiuggi, al quale mi fu impedito di partecipare, volli partecipare con Rauti, Pisanò. Erra. Tilgher. Staiti ecc. alla fondazione della “ fiamma tricolore” dalla quale tuttavia sono uscito per primo, alla prima tiunione all’hotel Ergife, perchè per primo intuii quello che poco dopo fece uscire tutti quelli che sono usciti e cioè che Rauti, nessuno ha potuto provare se perchè pagato da Fini o per propria incapacità, aveva deciso di fare il piccolo partitino di Rauti., che servisse solo a dare a Fini una “copertura” a destra rifiutandosi di diventare l’erede del MSI cosi’ facilitando il compito di chi aveva abbandonato la casa paterna dove era cresciuto portandosi via la casa, i soldi e l’insegna della ditta.
Sono rientrato nel Partito al congresso di Pescara dove con la delegazione di Palermo al completo e insieme a Tomaso Staiti ed altri facemmo di tutto perchè Rauti abbandonasse e tu potessi prendere il suo posto.
Con affetto sincero, lo dico con certezza per quanto mi riguarda ma penso anche per tutti gli altri palermitani in quel momento, ti augurammo e ci augurammo che tu fossi il giovane che ci avrebbe tratto dal guado e riportato agli antichi fulgori consentendo a ciascuno di noi di riprendere quel rispetto di se stessi che la circostanze ci avevano fatto dubitare di avere salvato.
Con entusiasmo giovanile mi sono assunto l’onere di guidare la federazione di Palermo cui mi sono fatto eleggere regolarmente e per due volte all’unanimità degli iscritti.
Ma il sogno è durato pochissimo e si è trasformato in un incubo appena è stato evidente che tu eri solo una delusione. A Roma dicono: nun so se ci fai o ci sei...e io mi sono dovuto chiedere se eri veramente un incapace, assolutamente non in grado di dirigere questo partito o se.....adirittura non eri l’interprete di un disegno criminale che scientemente voleva portare a morte questo partito ricalcando il progetto rautiano.
Non ho ancora risposto a questo dubbio ma è certo che i risultati confermano una delle due ipotesi. Tertium non datur.
L’assoluta incapacità è dimostrrata dallo stato di coma profondo in cui versa l’organizzazione di questo partito che è evidente e sotto l’occhio di tutti, meno che dei tuoi , che infatti non ti vergogni di fronte a questo ammasso di rovine a ripresentare la tua candidatura.
Se vuoi degli esempi a documentazione che le mie non sono valutazioni pregiudiziali, ti elenco alcune situazioni alle quali tu certo non rispoberai ( non lo hai fatto per anni nemmeno quando sarebbe stato tuo dovere) ma che potrebbero far riflettere qualche camerata capace di ritrovare un minimo di dignità che gli consenta di anteporre gli interessi del partito ai propri piccoli interessi strettamente personali.
Come Rauti, ti sei rifiutato di voler veramente, e non a chiacchiere, assumerti l’onere di proclamarti l’erede del MSI. Te lo dimostro: come Rauti non hai fatto niente per vedere se era possibile reimpadronirci del simbolo originale. Mi dirai..: ho provato ma è stato impossibile.Ti posso dimostrare che menti sapendo di mentire: se ti fosse interessato riprendere il simbolo , non riuscendoci, ti saresti accontentato di riprendere l’inno originale per aiutare la nostra gente a raggiungere una “identificazione” che invece evidentemente non gradivi.
Ulteriore prova: nel 2006 ti ho suggerito di fare una manifestazione di ricordo del sessantesimo anniversario della fondazione del MSI alzando una” fiamma tricolore originale” di sessanta metri sopra un palco in piazza SS.Apostoli dove sessanta anni prima era stato tenuto il primo comizio pubblico del MSI.
Mi assicurasti che era una idea da perseguire ma poi te ne sei dimenticato......
Quelle poche volte che hai avuto l’opportunità di andare ospite in TV ti sei ben guardato dal difendere la memoria del MSI e del Fascismo. Ti sei solo preoccupato di dire che avevi fatto diligentemente il tuo compitino di parlamentare europeo ( cosa vera che ti riconosco ) ma, ad alcune domande rivolteti sei stato incapace di risponsdere co un minimo di dignità e di coraggio.
Del resto io posso testimoniare che sei un bugiardo e un vile: una volta che ti venni a prendere all’areoporto di Palermo in macchina ti chiesi se non avevi mai sentito il dovere di prendere contatto o almeno fare una visita al mitico Enzo Erra che era gravemente ammalato. Ricordi? Al tuo imbarazzato diniego chiamai Enzo con il mio telefonino. Fosti gentile e deferente con lui quando te lo passai e gli giurasti che saresti andato quanto prima a trovarlo. Dopo tanto tempo sono andato a casa di Erra e gli ho chiesto come era andato il vostro incontro e lui mi disse che non aveva più avuto da te nemmeno una telefonata.Spergiuro!
Ma ricordiamo un fatto più gfrave: alla vigilia della campagna amministrativa in cui fu eletto l’attuale sindaco di Palermo ti proposi una soluzione che avevo discusso con tutti gli iscritti e che sembrava praticabile. Era molto delicata e pertanto, prima di metterla in atto volevo il tuo parere e il tuo consenso.
Come sempre mancasti al tuo dovere di segretario nazionale e ti rendesti irreperibile a un tuo segretario provinciale che doveva sottoèporti non dei fatti suoi ma una cosa importantissima politicamente per il partito.
Vista la tua latitanza, mi consigliai con un membro del tuo esecutivo ( Gianluca Iannone ) chiedendogli se per lui era più facile parlarti. Dopo un paio di giorni mi assicurò di avertene parlato e che gli avevi detto che non eri contrario e ci autorizzavi a fare quello che volevamo.
Consapevole della mia responsabilità e preoccupato dalla delicatezza della cosa, una sera, a spese mie, dal mio telefono ho chiamato Gigfnetti e per un’ora siamo stati in amichevole conversazione. Cignetti mi disse che personalmente aveva qualche perplessità, che ne avrebbe parlato con te e se tu avessi avuto qualcosa in contrario mi avrebbe chiamato.
Non avendo più saputo niente, nè da te nè da Cignetti e fidandomi di quanto mi aveva assicurato il membro autorevolissimo del tuo esecutivo, ho varato l’operazione......
Con la tua proverbiale ipocrisia hai determinato una figuraccia per tutto il Partito dato che un dirigente del partito a Palermo ( penso certamente dopo averti interpellato ) si senti’, penso in buona fede, autorizzato a fare un comunicato stampa con cui affermava che il partito non era d’accordo e non riconosceva il proprio candidato.
Benchè te lo abbia più volte richiesto, ancora oggi non hai avuto il coraggio di affrontare il membro del tuo esecutivo contestandogli di avermi mentito quando mi ha comunicato il tuo assenso, e penso che questo coraggio non lo troverai mai!
Se ne valesse la pena, potrei ancora argomentare per molte pagine documentando come lo stato agonico in cui versa il partito è una responsabilità di cui dovresti umilmente farti carico dicendo semplicemente: scusate camerati, ho fatto il possibile ma non sono stato capace.
Invece hai l’arroganza di convocare un congtrsso nazionale che non rispetta la possibilità di esprimere le proprie idee agli iscritti, un congresso blindato da un regolamento inaccettabile per chiunque abbia un minimo di rispetto per se stesso.
Non voglio farti buttare un occhio sul congresso che si sta svolgendo nel PD anche perchè da quei “signori” non abbiamo niente da imparare ma ti sfido a trovare nel mondo un esempio di mancanza di libertà di esprimersi come quello che stai dando, impedendo alla base di poter esprimere il proprio parere con la disposizione assurda e certamente antidemocratica nel senso più volgare del termine, secondo la quale a meno di due mesi dal congresso imponi che per presentare una mozione si debbano avere le firme di almeno cinquanta membri del comitato centrale.
E se uno come me, che rifiutò l’invito rivoltogli da Condorelli di entrare in comitato centrale, venisse al congresso e volesse presentare una mozione contro l’attuale classe dirigente documentando che ha fallito su tutti i fronti, secondo te dovrebbe chiedere le firme a coloro che vorrebbe legittimamente tentare di mandare via per incapacità manifesta? Sei, come sempre arrogante e stupido fino al punto di pensare che gli stupidi siano gli altri.
Concludo con un esempio, potrei farne cento ma preferisco citare quello che conosco meglio, che illustra il tuo modo vergognoso di gestire il partito: dopo anni che ti ho rimproverato di non assolvere al tuo dovere di convocare il congresso dato che il tuo mandato è largamente scaduto oltre ogni limite statutario e che pertanto sei in carica abusivamente, ti sei deciso a farlo e non hai sentito il dovere nemmeno di farmelo sapere, come sarebbe stato normale almeno in termini di educazione e del rispetto che mi dovresti portare tenendo conto di quanto abbia dato io in tutta la vita a quesro partito in confronto di quel pochissimo che hai dato tu e guarda bene che non ne faccio una quesstione personale. Del tuo ripetto non so cosa farmene ma lo evidenzio solo perchè è un ulteriore prova della tua mancanza di volontà politica di riallacciarti alla storia del MSI preferendo gestire in sordina il partitino di Luca.
Se vuoi non accettare che sarebbe tuo dovere nutrire rispetto verso chi ha fatto tanto per questo partito fin da quando tu non eri nemmeno nato specie se accetti il concetto di continuità con il MSI, invece che con argomenti politici e morali che forse non sei in grado di recepire, ti ricordo che in un partito decente io sarei tuttora almeno formalmente il segretario provinciale di Palermo in carica (sia pure solo per il disbrigo degli affari correnti), dato che dopo la mia destituzione non motivata, ti sei ben guardato dall’acconsentire alla convocazione del congresso provinciale e che alla mia gestione hanno fatto seguito per ora quattro commissari provinciali da te nominati senza doverosamente darmene notizia tanto che nessuno di questi , a tutt’oggi,si è sentito in dovere di chiedermi le consegne organizzative e amministrative come tu avresti avuto il dovere di pretendere fosse fatto.
Ti rinnhovo la mia disistima personale e ti assicurpo che non mi interessa venire al “tuo” congressino familiare......e che del resto, se volessi venire non avrei bisogno dell’invito di un ragazzotto di borgata molto arrogante e maleducato.
Ma chi me lo ha fatto fare di perdere due ore di sonno questa notte? Devo essere veramente rimbambito.
Nando Ventra