PILLOLE DI VERITA’
IL PRESERVATIVO
Se stasera decidessi di andare a farmi una scopata e
divertirmi organizzando un'ora di sesso, mi comprerei
certamente un preservativo.
Sono sicuro che sia giusto proteggersi da possibili contagi
e che il preservativo, per questo scopo, sia la soluzione
migliore.
Detto questo non riesco veramente a capire il can- can che
in questi giorni si e' scatenato su questo argomento. Non
capisco il Papa che, pur sapendo di non avere il carisma del
suo predecessore, affronta l'argomento proprio mentre sta
andando nella bocca del leone rischiando, come e' successo,
di non farsi capire o almeno di offrire la sponda a chi fa
finta di non capire per azzannarlo alle caviglie e trascinarlo
in una polemica in cui lui, dopo aver tirato il sasso, si trova
in evidente disagio per poter difendere le sue posizioni in modo
adeguato.
Il Papa che affronta questo argomento non puo‘
consentire che si dica che lui e' contro il preservativo
perche' non lo considera uno strumento utile o efficace come
stanno cercando di far credere che Lui abbia detto.
Dovrebbe dire chiaramente che la causa della diffusione dell’ AIDS
non e' il mancato uso del preservativo ma l’abuso di un sesso
sfrenato e praticato solo a scopo edonistico in un mondo
che ha perso il rispetto dei valori morali.
Il Papa di una religione che mette come valore la castità e
che concepisce il sesso solo come mezzo per la riproduzione
della specie ha il dovere e il diritto di dire quello che ha
detto ma ha anche il dovere di appoggiare la sua presa di
posizione con argomenti inoppugnabili.
La chiesa cattolica, oggi più che mai , ha bisogno di una guida
autorevole, senza le incertezze manifestate, per esempio
nel caso dei Vescovi Lefevriani , che possa opporsi e
ostacolare la deriva che sta travolgendo il mondo moderno
nel baratro post-freudiano dell’individualismo materialista
che sta trionfando all’insegna del più cinico egoismo.
Molti denigratori della Chiesa Cattolica la stanno calunniando
sostenendo che e’ colpa del Vaticano se in Italia il preservativo e’ difficile
trovarlo mentre nel resto dell’ Europa e’ venduto in negozi e
supermercati e distribuito nei bagni delle discoteche e persino
in quelli delle scuole.
Se questo fosse vero e fosse vero anche che la diffusione dell’uso del pre=
servativo riduce la diffusione delle malattie, in Italia ci dovrebbe essere un
tasso di malati ben superiore alla media europea. Cosa non vera anche secondo
le statistiche ufficiali della sanità.
LE BANCHE
Il governo italiano, qualsiasi cosa dica la sinistra, dobbiamo riconoscere che
Che ha fatto molto per cercare di arginare almeno in parte i disa=
Strosi effetti della crisi finanziaria internazionale. Certamente avrebbe
Potuto fare di più e forse alcune cose avrebbe potuto farle meglio.
La famosa Social-card è stata ed è gestita in modo inqualificabile fino
A ridurre al minimo il rapporto costi-benefici.
Un ministro come Tremonti, che tutti ci invidiano per la sua competenza
e intelligenza, ha individuato nella salvaguardia del sistema bancario
uno dei caposaldi del suo ragionamento di politica economica.
Aiutare le banche significa, salvo imprevisti….,agevolare il credito
e quindi la ripresa delle piccole e medie industrie. Il governo
poi ha stanziato fondi per le infrastrutture che significano
un argine almeno parziale alla disoccupazione e anche un aiuto,
che si spera arrivi presto, ai pensionati.
Fin qui tutto bene ma chi scrive, da tempo ha bussato a tutte le porte ,
di destra e di sinistra per portare all’attenzione di chi puo’ fare qualcosa
un problema che meriterebbe la massima considerazione:
in Italia esiste una fascia di poveri che non sono stati agevolati dai
provvedimenti sui mutui per la casa perche’ la casa di proprietà
non ce l’hanno, non sono stati aiutati dagli ammortizzatori sociali
che danno una mano a chi perde il lavoro, perché il lavoro non lo hanno.
Vivono spesso al di sotto del limite di povertà e si aiutano, in questo
momento di crisi che per loro è spesso un momento di fame,
portando in garanzia alle banche la loro fede nuziale o la catenina della
prima comunione della figlia quali garanzie per un piccolo prestito
di decine o centinaia di euro con cui fare la spesa.
Certamente il Presidente della Repubblica, il Presidente del consiglio
e i signori deputati e senatori non sanno che questi prestiti sono
sottoposti ad un regime di interessi che fra spese ( quasi tutte pretestuose)
e altri pretesti supera largamente il limite massimo imposto dalla
legge sull’usura arrivando a superare spesso il 50% lordo annuo.
Avevamo chiesto che qualche partito o qualche politico o qualche giornale
si facesse interprete di questo profondo disagio e intervenisse perche’
Il governo, nel momento in cui aiutava le banche, chiedesse a queste
se potevano fare un piccolo sacrificio per aiutare questa povera gente
a superare il momento piu’ brutto sospendendo per qualche mese o
almeno riducendo di qualche punto gli interessi evitando che questi
cittadini italiani fossero costretti a vedere svendere i loro ricordi nelle
aste alla metà del loro valore perche’ non avevano potuto pagare gli
interessi al momento della scadenza della polizza.
Nessuno ha risposto, né da destra né da sinistra nemmeno quando
abbiamo autorizzato a sposare questa causa e a farla propria
senza bisogno di citare la fonte.
Ed ecco per voi la domanda finale: viviamo in uno stato democratico
che dicono sia costato tanto sangue a chi lo ha voluto ma che
democrazia è quella in cui una classe dirigente al completo
non risponde alle domande che arrivano dal basso?
Una classe dirigente di cinici o di incapaci?
Possibile non ci sia un politico, un giornale che abbia il coraggio di
chiedere qualcosa che potrebbe costare qualche centesimo alle banche?
Solo un Papa, quando i fiorentini rimasero vittime dell’alluvione,
in emergenza riscatto’ a proprie spese tutte le polizze fino a diecimila
lire. Alle banche non costo’ niente e’ vero ma migliaia di famiglie
ebbero un attimo di felicità in mezzo al dolore di quei giorni.
Siamo ormai in un regime di finanziocrazia tale per cui i politici
hanno il terrore di alzare un dito contro i forti e trovano in questo
il cinismo per non aiutare i deboli.
LA FIAMMA
domani si riunisce il congresso che decreterà la fine di AN.
Prendera‘ le mosse il progetto di Fini di confluire in un nuovo
Partito presieduto da Berlusconi e che in Europa si
collochera' all'interno del gruppo democrisitano del PPE.
Chi scrive ha dichiarato di essersi ritirato dalla vita polltica
attiva e non ha nessuna intenzione di discutere i prograrnmi
di Fini e dei suoi scagnozzi. Sono progetti lontani
da noi, almeno quanto noi siamo Iontani da loro.
Tuttavia domani sara' un giorno di grande tristezza.
Il simbolo della "FIAMMA" sparirà per sempre dai simboli della
politica italiana e per molti sarà una grande emozione e si
rinnoverà il dolore di quando a Fiuggi, quindici anni fa, fu
ammainata, svuotata di tutti i suoi significati storici e morali
e messa sotto naftalina con il solo scopo di farne uno
strumento elettorale con cul ingannare la massa degli
imbecilli che continuarono a votarla anche quando era
diventata il simbolo di tutto il contrario di quello che aveva
rappresentato nella voIonta' di chi l'aveva accesa nel 1946.
L'hanno tenuta per 15 anni in una specie di sopravvivenza
vegetale fin che ha fatto loro comodo,senza vita,
come se fosse stata colpita da coma irreversibile.
Domani le riserveranno il trattamento finale come e' stato
fatto per Luana e anche la fiamma morirà uccisa da tutti
coloro che aveva beneficiato.
Per chi ha partecipato ad accenderla, in un lontano cupo
tramonto di vergogna e dolore, per chi la ha servita per
tutta la vita senza mai servirsene, amandola come una
icona sacra in cui si riconoscevano non solo i propri ideali
ma anche il rispetto di coloro che per difenderla avevano
rinunciato alla vita magari a 16 anni , sara' un giorno di vero
lutto.
Chi scrive ha tentato con tutte Ie sue forze, in questi ultimi
anni, forse a volte sbagliando,di cercare di evitare questo
spegnimento predicando la necessità di procedere a una
rifondazione politica che le rinnovasse vitalita‘ ma purtroppo
e' stato tutto vano per la stupidità politica, la cialtronaggine
e il meschino egoismo di molti, troppi camerati che non
hanno piu‘ la voglia e l’intelligenza necessarie per fare un
progetto p0litic0 che vada al di le' della tutela dei propri
meschini piccoli interessi e delle proprie piccole ridicole
ambizioni.
Purtroppo mi sono convintp, e non da oggi, che aveva
ragione quell'umorista che disse anni fa che il Fascismo era
come la patata ..... un tubero la cui parte migliore e’ quella
s0tto terra...Certo non avrebbe immaginato che in pochi anni
questa sua battuta sarebbe diventata Io specchio di una
realtà che non lascia più speranze.
Domenica Fini e i suoi complici uccideranno la FIAMMA,
lunedi‘ sera, con alcuni camerati Ia rieccenderemd sulla
torta con cui festeggeremo il NOVANTESIMO COMPLEANNO del
Fascismo. Politicamente non avrà nessun valore per colpa
di tutti quegli idioti che non hanno voluto capire, giovani e
vecchi, ma noi, ihtorno a quella torta ci sentiremo ancora una
volta a posto con la nostra coscienza e idealmente chiederemo di
stringersi con noi per brindare tutti quelli che lo meritano.
Noi siamo sereni.
Certo se fossimo nei panni di Berlusconi lo saremmo molto meno.
Gianfranco Fini ha gia’ chiuso due Partiti e sembra che in questa
professione abbia dimostrato molto talento. E’ un’operazione cui
mette mano con il massimo impegno appena pensa che il Partito
possa essere di ostacolo alla sua ambizione personale.
Il proverbio dice che non c’è due senza tre…., caro Silvio e, anche
se non ci credi, cosa ti costa fare uno scongiuro?
NANDO VENTRA




