martedì, 24 marzo 2009

PILLOLE DI VERITA’

IL PRESERVATIVO

Se stasera decidessi di andare a farmi una scopata e

divertirmi organizzando un'ora di sesso, mi comprerei

certamente un preservativo.

Sono sicuro che sia giusto proteggersi da possibili contagi

e che il preservativo, per questo scopo,  sia la soluzione

migliore.

Detto questo non riesco veramente a capire il can- can che

in questi giorni si e' scatenato su questo argomento. Non

capisco il Papa che, pur sapendo di non avere il carisma del

suo predecessore, affronta l'argomento proprio mentre sta

andando nella bocca del leone rischiando, come e' successo,

di non farsi capire o  almeno di offrire la sponda a chi fa

finta di non capire  per azzannarlo alle caviglie  e trascinarlo

 in una polemica in cui lui, dopo aver tirato il sasso, si trova

in evidente disagio per poter difendere le sue posizioni in modo

adeguato.

Il Papa che affronta questo argomento non puo‘

consentire che si dica che lui e' contro il preservativo

perche' non lo considera uno strumento utile o efficace come

stanno cercando di far credere che Lui abbia detto.

Dovrebbe dire chiaramente  che la causa della diffusione dell’ AIDS

non e' il mancato uso del preservativo ma l’abuso di un  sesso

sfrenato e praticato  solo a scopo edonistico  in un mondo

 che ha perso il rispetto dei valori morali.

Il Papa di una religione che mette come valore la castità e

che concepisce il sesso solo  come mezzo per la riproduzione

della specie ha il dovere e il diritto di dire quello  che ha

detto ma ha anche il dovere di appoggiare la sua presa di

posizione con argomenti inoppugnabili.

 La chiesa cattolica, oggi  più che mai , ha bisogno di una guida

 autorevole, senza le incertezze manifestate,  per esempio

nel  caso dei Vescovi Lefevriani , che possa  opporsi e

ostacolare la deriva che sta travolgendo il mondo moderno

nel baratro post-freudiano  dell’individualismo materialista

che sta trionfando all’insegna del più  cinico egoismo.

Molti denigratori della Chiesa Cattolica la  stanno calunniando

sostenendo che e’ colpa del Vaticano se in Italia il preservativo e’  difficile

trovarlo mentre nel resto dell’ Europa e’ venduto in negozi e

 supermercati e distribuito nei  bagni delle discoteche e persino

in quelli delle scuole.

Se questo fosse vero e fosse vero anche che la diffusione dell’uso del pre=

servativo riduce la diffusione delle malattie, in Italia ci dovrebbe essere un

tasso di malati  ben superiore alla media europea. Cosa non vera anche secondo

le statistiche ufficiali della sanità.

 

 

LE BANCHE

 

Il governo italiano, qualsiasi cosa dica la sinistra, dobbiamo riconoscere che

Che ha fatto  molto per cercare di arginare almeno in parte i disa=

Strosi effetti della crisi finanziaria internazionale. Certamente avrebbe

Potuto fare di più e forse alcune cose avrebbe potuto farle meglio.

La famosa Social-card è stata ed è gestita in modo inqualificabile fino

A ridurre al minimo il rapporto costi-benefici.

Un ministro come Tremonti,  che tutti ci invidiano per la sua competenza

e intelligenza, ha individuato nella salvaguardia del sistema bancario

uno dei caposaldi del suo ragionamento di politica economica.

Aiutare le banche significa, salvo imprevisti….,agevolare il credito

e quindi la ripresa delle piccole e medie industrie. Il governo

 poi ha stanziato fondi per le infrastrutture che significano

 un argine almeno parziale alla disoccupazione e anche un aiuto,

che si spera arrivi presto, ai pensionati.

 

Fin qui tutto bene ma chi scrive, da tempo ha bussato a tutte le porte ,

di destra e di sinistra per portare all’attenzione di chi puo’ fare qualcosa

un problema che meriterebbe la massima considerazione:

in Italia esiste una fascia di poveri che non sono stati agevolati dai

 provvedimenti sui mutui per la casa perche’ la casa di proprietà

non ce l’hanno,  non sono stati aiutati dagli ammortizzatori sociali

che danno una mano a chi perde il lavoro, perché il lavoro non lo hanno.

Vivono spesso al di sotto del limite di povertà e si aiutano, in questo

 momento di crisi che per loro è spesso un momento di fame,

portando in garanzia alle banche la loro fede nuziale o la catenina della

prima comunione della figlia quali garanzie per un piccolo prestito

di decine o centinaia di euro con cui fare la spesa.

Certamente il Presidente della Repubblica, il Presidente del consiglio

 e i signori deputati e senatori non sanno che questi prestiti sono

sottoposti ad un regime di interessi che fra spese ( quasi tutte pretestuose)

e altri pretesti supera largamente il limite massimo imposto dalla

legge sull’usura arrivando a superare spesso il 50% lordo annuo.

Avevamo chiesto che qualche partito o qualche politico o qualche giornale

si facesse interprete di questo profondo disagio e intervenisse perche’

Il governo, nel momento in cui aiutava le banche, chiedesse a queste

 se potevano fare un piccolo sacrificio per aiutare questa povera gente

a superare il momento piu’ brutto sospendendo per qualche mese o

almeno riducendo di qualche punto gli interessi evitando che questi

cittadini italiani fossero costretti a vedere svendere i loro ricordi nelle

aste alla metà del loro valore perche’ non avevano potuto pagare gli

interessi al momento della scadenza della polizza.

Nessuno ha risposto, né da destra né da sinistra nemmeno quando

abbiamo autorizzato a sposare questa causa e a farla propria

senza bisogno di citare la fonte.

Ed ecco per voi la domanda finale: viviamo in uno stato democratico

 che dicono sia costato tanto sangue  a chi lo ha voluto ma che

 democrazia è quella in cui una classe dirigente al completo

non risponde alle domande che arrivano dal basso?

Una classe dirigente di cinici o di incapaci?

Possibile non ci sia un politico, un giornale che abbia il coraggio di

chiedere qualcosa che potrebbe costare qualche centesimo alle banche?

Solo un Papa, quando i fiorentini rimasero vittime dell’alluvione,

in emergenza riscatto’ a proprie spese tutte le polizze fino  a  diecimila

 lire. Alle banche non costo’ niente e’ vero ma migliaia di famiglie

 ebbero un attimo di felicità in mezzo al dolore di quei giorni.

Siamo ormai in  un regime di finanziocrazia  tale per cui i politici

hanno il terrore di alzare un dito contro i forti e trovano in questo

il cinismo per non aiutare i deboli.

 

 

LA  FIAMMA

domani si riunisce il congresso che decreterà la fine di AN.

Prendera‘ le mosse il progetto di Fini di confluire in un nuovo

Partito presieduto da Berlusconi e che in Europa si

collochera' all'interno del gruppo democrisitano del PPE.

Chi scrive ha dichiarato di essersi ritirato dalla vita polltica

attiva e non ha nessuna intenzione di discutere i prograrnmi

di Fini e dei suoi scagnozzi. Sono progetti  lontani

da noi, almeno quanto noi siamo Iontani da loro.

Tuttavia domani sara' un giorno di grande tristezza.

Il simbolo della "FIAMMA" sparirà per sempre dai simboli della

politica italiana e per molti sarà una grande emozione e si

rinnoverà il dolore di quando a Fiuggi, quindici anni fa, fu

ammainata, svuotata di tutti i suoi significati storici e morali

e messa sotto naftalina con il solo scopo di farne uno

strumento elettorale con cul ingannare la massa degli

imbecilli che continuarono a votarla anche quando era

diventata il simbolo di tutto il contrario di quello che aveva

rappresentato nella voIonta' di chi l'aveva accesa nel 1946.

L'hanno tenuta per 15 anni in una specie di sopravvivenza

vegetale fin che ha fatto loro comodo,senza vita,

 come se fosse stata colpita da coma irreversibile.

Domani le riserveranno il trattamento finale come e' stato

fatto per Luana e anche la fiamma morirà uccisa da tutti

coloro che aveva beneficiato.

Per chi ha partecipato ad accenderla, in un lontano cupo

tramonto di vergogna e dolore, per chi la ha servita per

tutta la vita senza mai servirsene, amandola come una

icona sacra in cui si riconoscevano non solo i propri ideali

ma anche il rispetto di coloro che per difenderla avevano

rinunciato alla vita magari a 16 anni , sara' un giorno di vero

lutto.

Chi scrive ha tentato con tutte Ie sue forze, in questi ultimi

anni, forse a volte sbagliando,di cercare di evitare questo

spegnimento predicando  la necessità di procedere a una

rifondazione politica  che le rinnovasse vitalita‘ ma purtroppo

e' stato tutto vano per la stupidità politica, la cialtronaggine

e il meschino egoismo di molti,  troppi camerati che non

hanno piu‘ la voglia e l’intelligenza necessarie  per  fare un

progetto  p0litic0 che vada al di le' della tutela dei propri

meschini piccoli interessi e delle proprie piccole ridicole

ambizioni.

Purtroppo mi sono convintp, e non  da oggi, che aveva

ragione quell'umorista che disse anni fa  che il Fascismo era

come la patata ..... un tubero la cui parte migliore e’ quella

s0tto terra...Certo non avrebbe  immaginato che in pochi anni

questa sua battuta sarebbe diventata Io specchio di una

realtà che non lascia più  speranze.

Domenica Fini e i suoi complici uccideranno  la FIAMMA,

lunedi‘ sera, con alcuni camerati Ia  rieccenderemd sulla

torta con cui festeggeremo il NOVANTESIMO COMPLEANNO del

Fascismo. Politicamente non avrà nessun valore per colpa

di tutti quegli idioti che non hanno  voluto capire, giovani e

vecchi, ma noi, ihtorno  a  quella torta ci sentiremo  ancora una

volta a posto con  la nostra coscienza e idealmente chiederemo  di

stringersi con noi  per brindare tutti quelli che lo meritano.

Noi siamo sereni.

Certo se fossimo nei panni di Berlusconi lo saremmo molto meno.

Gianfranco Fini ha gia’ chiuso due Partiti e sembra che in questa

 professione abbia dimostrato molto talento. E’ un’operazione cui

mette mano con il massimo impegno appena pensa che il Partito

 possa essere di ostacolo alla sua ambizione personale.

Il proverbio dice che non c’è due senza tre…., caro Silvio e, anche

se non ci credi, cosa ti costa fare uno scongiuro?

 

NANDO VENTRA

 

 

 

 

 

postato da: NandoVentra alle ore marzo 24, 2009 01:32 | Permalink | commenti
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