
23 MARZO 1919 - 23 MARZO2009
IL "FASCISMO" COMPIE 90 ANNI
Molti avrebbero intitolato questo pezzo " Il Fascismo compirebbe 90 anni" perche' molti sostengono che sia morto.
Io purtroppo sono come quel povero soldato giapponese che nella jungla non aveva avuto la notizia della fine della guerra e continuava a combattere.
Io continuo a pensare che sia vivo perche' mi hanno insegnato che le Idee non muoiono mai. Al massimo possono salire nell'Olimpo di Platone, possono essere suprate, desuete ma di questo non posso saper niente perche' e' proibito discuterne.
Nel lontano 1946, dopo la guerra e la mattanza post-bellica in cui furono trucidate decine di migliaia di Italiani rei solo di essere o essere stati Fascisti, qualcuno pensò che tutto quel sangue non dovesse essere stato versato inutilmente.
Pensò che nonostate tutti quei fascisti ammazzati e nonostante il regime fosse stato travolto dai carri armati dell'esercito di mezzo mondo coalizzato, le Idee fossero ancora vive e che, con tutto quel sangue che le fecondava, avrebbero potuto continuare ad illuminare la mente di coloro che avrebbero per il futuro guidato le vicende dell'Italia.
Su questo presupposto fondammo il MSI e marciammo sulle ali di un inno le cui parole, scritte da giorgio Almirante recitavano:...." siamo nati in un cupo tramonto di miseria vergogna e dolore, siamo nati in un atto d'Amore riscattando l'altrui disonor..."
Fra mille difficoltà e pericoli, spesso rischiando la vita riuscimmo a convincere moltissimi italiani che quelle Idee avrebbero ancora potuto servire, che erano talmente valide che persino i padri costituenti dell'Italia " antifascista nata dalla resistenza" ne avevano prese alcune trasportandone lo spirito nella Costituzione repubblicana.
Per molti anni, fra alti e bassi, le cose andarono avanti, ai morti del 1945 si aggiunsero tanti martiri che con il loro sangue santificarono i nostri gagliardetti, le nostre sedi date alle fiamme dalla violenza antifascista e contribuirono a far brillare di luce nuova e moderna molte di quelle Idee.
Poi un bel giorno si e' dissolto tutto,qualcuno ha cominciato a dire che le Idee del Fascismo erano ormai superate in un mondo moderno dove tutto andava benissimo, con i suoi Totem e le sue utopie,e mentre tra gli antifascisti continuava l'odio e il timore, l'avversita' e la paura che si possono provare solo verso qualcosa di vivo, fra i "fascisti" si comincio' a dire che il Fascismo era morto e poi si arrivò a dire che era stato "il male assoluto".
I Fascisti o post-fascisti si divisero fra coloro che rinnegarono di esserlo stati o dissero di essersene pentiti e quelli che continuarono a sostenere di esserlo anche se sempre piu' in modo flebile e confuso per arrivare oggi a rappresentare una sparuta, squallida e sempre piu' microscopica minoranza fatta da uomini che, pur dicendo di credere ancora in certe Idee sembrano ogni giorno di piu' convinti che convnga loro sostenerlo come mezzo per arrivare, se non ad una poltrona, almeno a qualche piccolo strapuntino con cui soddisfare la propria modestissima ambizione di frustrati.
Non fanno piu' paura a nessuno e solo la stupidità della classe dirigente al potere fa restare in vita leggi speciali. liberticide e persecutorie che forse non vengono rimosse proprio per volontà degli "EX" che ogni giorno sono chiamati a rifare gli esami per dimostrare che la loro abiura è sincera e definitiva.
Quasi un anno fa, ho scritto un articolo "Addio alla armi" con cui davo le mie dimissioni dalla politica e da quel mondo di "camerati" che era stata la mia famiglia e che ogni giorno disistimavo di più, con motivazioni sempre piu valide.
Certo non ho cambiato parere e niente del resto hanno fatto per aiutarmi a cambiarlo, ma con la politica il senso che io attribuisco al 23 Marzo non c'entra niente.
Io, come il soldato giapponese, credo che il Fascismo sia ancora vivo e il 23 marzo sia giusto organizzare la festa in cui spegnere le sue 90 candeline con l'augurio di altri 90 anni di vita come si fa con le persone care.
Io spero di non essere rimasto proprio solo e lancio questo
A P P E L L O
perche' chi puo' piu' di me, se vuole, magari tralasciando per un giorno di cercare una poltroncina da europarlamentare o da consigliere comunale per le prossime amministrative, mi dia una mano a organizzare nel miglior modo possibile questo importante anniversario.
Da molti anni ormai, fra camerati, ci si incontra per celebrare la morte di qualcuno di noi.
Troviamoci il 23 marzo per festeggiare insieme la ricorrenza di una nascita.
Nando Ventra
P.S. Conto molto per mezza giornata anche sull'adesione di molti giovani che dicono di credere in certi valori ma sappiate che, se non dovesse aderire nessuno cominciando a elaborare distinguo fra opportunità e convenienza, possibilità e opportunità, al grido di ME NE FEEGO!! la ricorrenza la festeggero' comunque, magari da solo. N.V.






