giovedì, 10 luglio 2008

Ho deciso questo titolo per il mio ultimo articolo di argomento politico su la “La Martinella” in modo che la parola “addio” renda l'idea di una decisione irrevocabile e la parola “armi” faccia capire il dramma anche psicologico di chi ha deciso di abbandonare una militanza durata una intera vita al servizio di un Ideale. Per questo Ideale ho combattuto prima con la divisa di figlio della lupa, poi con quella di balilla, poi con quella di balilla moschettiere e poi con quella che ho avuto l'onore di indossare come “Fiamma Bianca” al servizio della RSI e poi, senza divisa, dal giorno della fondazione del MSI,dicembre 1946, fino ad oggi.

Non è stata una decisione facile e la ho presa qualche giorno fa sulla tomba di mio padre dove mi sono recato per sapere se mi autorizzava a rompere il giuramento che gli avevo fatto di continuare a battermi per quelli che erano stati anche i suoi Ideali fino all'ultimo giorno della mia vita così come aveva fatto lui fino alla fine della sua.

Dopo una lunga chiacchierata in cui gli ho raccontato cosa era successo da quando lui non c'era piu', mi ha autorizzato e mi ha confessato che aveva capito che ormai non c'è più niente da fare.

Non che i nostri Ideali siano morti. Anzi, sono più vivi e attuali che mai. Basta seguire la cronaca politica dei nostri giorni per constatare come crollato il mito della lotta di classe per gli ex comunisti e il mito del “libero mercato” per gli ex liberali da tutte la parti ci si affanni, a cominciare dal ministro Tremonti, a studiare formule che nessuno si arrischia a chiamare “Fascismo” ma che, tuttavia, hanno una strana rassomiglianza con quei concetti di solidarietà sociale e collaborazione tra le categoria produttive, con quei concetti di protezione della propria Patria, con quelle carenze dello Stato di diritto che ogni giorno di più denuncia i propri limiti e la propria fragilità, riaprendo in sedi insospettate la possibilità di ridiscutere dei principi di uno Stato Etico che erano fra i fondamenti del pensiero di Giovanni Gentile e, incontestabilmente, di un certo Benito Mussolini che invece qualcuno preferisce ricordare solo come “il male assoluto”.

Purtroppo, come ha scritto Enzo Erra, le IDEE camminano sulle gambe degli uomini e, nel mondo che fino a ieri è stato il mio, non c'è nessuno capace di caricarsi questo fardello difficile da difendere e da portare.

Non mi riferisco ai furbastri amorali che hanno capito che di questo impegno era meglio disfarsi per poter correre più leggeri verso posti di governo e che per raggiungere il potere non hanno esitato a tradire, non solo i loro padri ma persino se stessi come ha fatto Gianfranco Fini e quel gruppetto di “froci mentali” che lo hanno seguito.

Mi riferisco al fatto che anche negli ambienti che formalmente non hanno rinnegato l'eredità morale del Fascismo trionfano solo l'ignoranza,l'ipocrisia e la sciocca vanità.

In quel partitucolo che si chiama fiamma tricolore, ormai non mi sento più a casa mia.

Peggio, non lo sento più una casa, per nessuno. Naturalmente resiste con onore una piccola minoranza di giovanissimi e di anziani che rappresentano l'eccezione.

La massa ( si fa per dire ) a cominciare da quel ragazzotto maleducato che si spaccia per Segretario Nazionale,nonostante sia decaduto a tutti gli effeti a norma di statuto la vedo molto simile a quella che circonda Fini,solo con minori capacità e più modeste ambizioni.

Anche in questa specie di partitucolo la possibile elezione personale non solo al parlamento ma anche a modestissimi incarichi locali, non è più intesa come mezzo per arrivare al fine, ma il fine da perseguire con ogni mezzo. Purtroppo temo che questo derivi dal fatto che nel loro animo al “Fine” non ci credano piu'.

Un esempio: l'altra settimana l'On. Veltroni che e' considerato a destra e a sinistra un campione di politica lungimirante, uno che ha saputo definitivamente emanciparsi dalle sue radici e dalle idee del comunismo che ha rinnegato, si è recato ad una cerimonia celebrativa della morte dei fratelli Cervi ed è rimasto per tutti il modello ideale di politico del futuro, un politico a la page...Quando io, un mese fa ho fatto nel mio piccolo, qualcosa del genere, fra i dirigenti e non, anche giovani della Fiamma ho avvertito un senso di insofferenza nei miei confronti come per farmi capire che ero troppo vecchio per capire che ormai del Fascismo è inutile parlare perche' alla gente interessano i problemi di oggi, la casa, le tasse, la terza settimana ec...

Questa insofferenza, accompagnata sempre alla mancanza del rispetto che mi sarebbe dovuto è evidente in molte occasioni e potrei farne molti esempi. Questa serie di offese di cui sono stato oggetto non mi ha mai toccato più di tanto per due ragioni:la mia modestia,che mi fa sempre sentire tanto piccolo quando mi considero, non mi impedisce di vedermi un gigante quando mi confronto con i pigmei con cui mi son ridotto a discutere dopo avere per anni affrontato i temi politici nelle riunioni di direzione o di esecutivo nazionale( di cui facevo parte di diritto come segretario Nazionale giovanile) in cui i miei interlocutori si chiamavano Almirante o Romualdi, Michelini o Tripodi o Anfuso.

Quando i problemi riguardavano la Sicilia, il mio interlocutore era Alfredo Cucco e più tardi Angelo Nicosia che mi subentrò alla guida del Ragg. Naz.Giovanile.

Non ho mai avuto occasione di parlare con deputaticchi di provincia che non avevano alcuna autorevolezza o presenza negli organi centrali del Partito nemmeno dopo l'elezione a deputati. Quando io bruciavo la mia gioventù per trascinare nelle piazze di tutta Italia centinaia di migliaia di giovani a manifestare il loro amore per Trieste Italiana, c'era qualcuno sulle camionette della Celere, pagato dal ministro Scelba ( quello delle leggi contro il Fascismo)a prenderci a randellate e ad arrestarci .E forse per questi “meriti”, oggi gode nel Partito un rispetto maggiore di quanto ne sia riservato a me, naturalmente solo da chi non conosce niente della storia di questo Movimento.

Di tutto questo non ho mai parlato perche' veramente non mi interessa come fatto personale . Per mia fortuna godo dell'affetto e del rispetto di personalità importanti per cio' che sono state in questo Partito e soprattutto per ciò che sono diventate nella vita in cui hanno raggiunto altissimi traguardi nel mondo della cultura e ancora oggi mi dimostrano la loro riconoscenza per ciò che ho loro insegnato con la mia parola e soprattutto con il mio esempio. Devo tuttavia, con enorme sacrificio e imbarazzo, affrontare questo argomento in questa ultima pagina perchè considero la cosa gravissima.

Cerco di spiegare in che senso: la mancanza di riguardo nei miei confronti la considero grave sia perche' sta ad indicare una assoluta ignoranza della storia di questo mondo politico ma soprattutto perche' ormai ho raggiunto il convincimento che, insieme a chi per la giovane età o per la recente militanza ignora semplicemente, ci sia una forte massa che ha il fastidio, anche solo vedendomi, di sentire rimordere la propria coscienza e ha il terrore che la mia intransigenza nel ritenere ancora attualissima la questione Fascismo e antifascismo come la ritengono tutti gli antifascisti ( vedi il comportamento del giovane Veltroni )e i nuovi ex fascisti possa essere d'ostacolo al perseguimento delle proprie piccole ambizioncelle personali.

Certo non facilita le ambizioni elettorali a breve termine chi, come me, non solo crede nell'attualità degli ideali fascisti e intende riproporli come ricetta per la società del terzo millenio, ma ritiene anche proprio dovere morale difendere la memoria di tutti coloro che per questi ideali hanno dato la vita e oggi vengono umiliati e fatti passare per volgari e prepotenti assassini.

Proprio pochi giorni fa, ho seguito in TV la trasmissione “ENIGMA” dedicata alla memoria di Mafalda di Savoia. Cazzo!!! Ma a questi antifascisti non viene mai rimproverato da nessuno di guardare ancora al passato e non interessarsi dei problemi della casa e della quarta settimana. L'unica cosa cui stanno attenti è ad essere sempre rigorosamente tra loro, inaudita altera partes.

Mi ricordo un espediente dialettico di Giorgio Almirante rubatogli poi da Fini che se ne e' appropriato senza citare la fonte come fosse farina del suo sacco: Almirante diceva che era importante capire perche' quando si discute del cenone di Natale non bisogna mai invitare.......il tacchino.

Cari ex camerati, non vi annoierò piu' con le mie parole o con i miei scritti.

Voglio solo ringraziare i tanti che hanno risposto alla mia proposta di formare un gruppo disposto a discutere l'opportunità di RIFONDARE IL MSI.

Onestamente devo riconoscere che siete stati troppo pochi. Anche questo forse è stata una delle ragioni che mi hanno indotto a dare l'addio alle armi dato che sono fermamente convinto che non ci sia altra strada, ma che anche questa, per la stupidità o la malafede di molti sia ormai impraticabile.

Mussolini aveva detto: berrete l'amaro calice fino alla feccia!!!Ne ho bevuto abbastanza e anche guardando in quella che e' stata casa mia mi viene solo da vomitare.

Affinche' non ci siano equivoci non ho dato le dimissioni dal Partito. Le ho date da camerata nel senso che non mi considero piu' camerata con nessuno.

Naturalmente non cambio partito come tantissimi camerati che conosco che ne hanno cambiati troppi .

Non farò più militanza politica. Forse, se Dio me ne darà la forza scriverò, come ogni buon vecchietto, le memorie della mia vita e penso che a molti convenga sperare che non lo faccia.

PER ASPERA AD ASTRA Nando Ventra

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore luglio 10, 2008 01:15 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 05 giugno 2008

colosseo

ROMA PIU' NON TRIONFA DA QUANDO UN GALILEO DALLE ROSSE CHIOME IL CAMPIDOGLIO ASCESE...(G.CARDUCCI)

postato da: NandoVentra alle ore giugno 05, 2008 17:48 | Permalink | commenti
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venerdì, 30 maggio 2008

Devo confessarvi una mia debolezza. Nonostante l'aspetto e in certi casi anche il modo di parlare,mi facciano passare per un burbero aggressivo, in fondo all'animo sono un buono,un gemeroso più proclive al perdono che alla vendetta.
Un asino, talmente asino da aborrire la violenza tanto che, ogni volta che sferro un calcio, pur dopo averlo ponderato attentamente, vengo sempre assalito da un poco di rimorso per il timore di aver fatto troppo male al malcapitato.Questo rimorso mi ha sfiorato anche la settimana scorsa dopo essermela presa con l'Assunta....nazionale ma che ivece ho deciso di prendere a calci ancora più sdegnati se non avrà la dignità che la obbligherebbe a prendere violenttemente e definitivamente le distanze da G.Fini dopo quello che questa mattina è successo in parlamento.
Per chi non lo sapesse è successo che un parlamentare di sinistra si sia rivolto al presidente della camera sostenendo l'inopportunità di dedicare una via di Roma a Giorgio Almirante che era reo di avere pronunciato delle frassi nel 1942 sul razzismo.
L'illustre presidente, che già aveva rinnegato il Fascismo e Mussolini,con una faccia come un culo e senza battere ciglio ha rinnegato anche l'uomo cui deve tutto quello che in politica è riuscito a fare dicendo testualmente:le parole di Almirante sono vergognose!!! e poco dopo si è allontanato dall'aula spero per andare al cesso a vomitare su se stesso.
Da povero asino che certe cose non riesce a capirle pretendo che da oggi l'Assunta prenda definitivamente le distanze da Fini e ne smentisca pubblicamente ( lei che può farlo)il giudizio infamante per suo marito se non vuole rischiare un calcio che potrebbe anche non essere solo telematico.
Dopo questo episodio credo si ponga anche un problema, non solo per l'Assunta ma per tutti coloro che decidono di restare gli ultimi mesi in AN.Non ci sono più alibi per nessuno. Chi resta ancora anche solo un giorno è un traditore se aveva militato nel MSI e ha solo due possibilità: una, che vigliaccamente ma con qualche giustificazione lo fa per difendere i propri privilegi e i propri interessi oppure perche' è cretino e capisce molto meno di un povero asino. Tertium non datur.

Il rimorso per il calcio sferrato,escludo mi possa prendere dopo il calcio di quesata settimana. Questa volta la mia paura è di non poter fare male abbastanza e non avere la forza sufficiente per sferrarlo con la forza che vorrei.
Il calcio di questa settimana infatti lo voglio tirare alle "palle" del governo ma , poiche' di palle, nonostante cerchi di fare la faccia feroce, non ne ha, lo sferro al suo stomaco sperando di fargli molto male.
E' vero che il tempo per giudicare non e' ancora giunto e che questo governo ha già il pregio di non comprendere il Giuda della politica italiana, il campione di coerenza come si autodefinisce Gianfranco Fini, ma questo non impedisce di vedere che è partito con il piede sbagliato che già oggi lo ha fatto inciampare e andare sotto al primo ostacolo nonostante una maggioranza che sembrava numericamente imbattibile per cinque anni.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa stasera il Berlusca dell'efficienza del capogruppo dei suoi innumerevoli deputati che non è riuscito a farne essere presenti almeno la metà al momento del voto...a meno che non sia stato lui a provocare il tutto per nascondere, dietro il fragore dell'infortunio parlamentare che ha polarizzato l'attenzione dei critici,la vergogna dei primi provvedimenti presi.
Esaminiamone alcuni:la detassazione degli straordinari va certamente a favore di qualche azienda e di alcuni operai già privilegiati e protetti dai sindacati ma ha completamente dimenticato i problemi di tutti quei lavoratori che gli straordinari non possono farli e non possono nemmeno fare gli.."ordinari" essendo disoccupati o precari.Lo stesso principio di abbandono dei più deboli e indifesi che è emerso nel provvedimento di abolizione dell'ICI. Un governo che avesse un minimo di senso di giustizia sociale avrebbe potuto affrontare lo stesso argomento togliendo l'ICI sulla prima casa ma aumentandolo di molto agli speculatori, grandi proprietari di immobili non dati in affitto e gestiti solo per speculazione finanziaria. Questa maggiore entrata avrebbe potuto andare a favore di quei poveracci che l'ICI non lo pagano perchè la casa non ce l'hanno e sono costretti a vivere pagando affitti sproporzionati alle loro possibilità.

E ancora demagogicamente il governo ha annunciato una iniziativa tesa a contenere l'esagerato profitto delle banche. In effetti contro le banche non ha avuto il coraggio di alzare un dito e il provvedimento per la ricontrattazione dei mutui, che alla fine sarà molto meno conveniente per chi ha un mutuo da pagare di quanto voglia apparire e che comunque niente toglie agli istituti bancari che continuano ad agire indisturbati e fuori da ogni legge praticando verso i più poveri una vera azione di strozzinaggio autorizzato.

Ancora una volta ha dimenticato i più indifesi e non ha alzato un dito per difendere le fasce più deboli della popolazione fra cui ci sono centinaia di migliaia di famiglie costrette, per poter fare la spesa della terza settimana, a portare i propri piccoli gioielli, a volte la catenina d'oro ricordo della comunione o l'orologio del compleanno "in pegno" presso banche che non si vergognano, avendo in mano una garanzia reale di far pagare un interesse superiore a quello praticato da molti strozzini della malavita. Certo ai signori deputati, che di questo servizio certo non hanno bisogno perchè, appena pensano di non farcela si aumentano lo stipendio, sfugge che per un piccolo prestito le banche, con vari artifizi e raggiri che modificano l'interesse di base si facciano pagare oltre il 55% di interessi. Eppure la legge italiana stabilisce che la soglia dell'usura è molto più bassa.

Onorevole Berlusconi, vedo che sia pure in modo formalmente ineccepibile, ha urgentemente pensato a tutelare lo stipendio di Emilio Fede e i suoi legittimi interessi anche se questo non sembrava ai più una priorità assoluta, ma si ricordi che se non vuole che il primo smacco in parlamento diventi l'inizio della fine della sua maggioranza e non desidera far tornare in parlamento quelle forze eversive di sinistra che con successo ha combattuto, è bene che cerchi di ricordarsi che in Italia ci sono milioni di famiglie che stanno vivendo sotto la soglia di povertà e che la forbice nei confronti dei piu' ricchi e fortunati si sta allargando paurosamente e in modo inaccettabile.

Capisco che in un governo dove ormai Alleanza Nazionale non esiste più per auto-scioglimento e dove manca la presenza di una gran parte di coloro che rappresentavano bene o male la tradizione della dottrina sociale della Chiesa sia difficile rendersi conto dell'importanza di vincere intollerabili sperequazioni e creare un clima di solidarietà sociale che inizi dalla difesa dei più deboli ma, almeno nel suo interesse cerchi di ascoltare chi le offre disinteressati buoni consigli e non dimentichi, insieme all'On. Napolitano che, oltre che nei discorsi avreste il dovere di rispettare gli articoli della costituzione che riguardano il riconoscimento dei sindacati e la partecipazione degli operai alla ripartizione degli utili e alla gestione delle aziende, che da anni ignorate,lei, chi la ha preceduta e quanti da sessanta anni hanno abitato al Quirinale e della costituzione avrebbero dovuto essere i fedeli interpreti e difensori.
La mia polemica, le giuro è costruttiva. Voglio troppo bene alla Patria che mi ha dato i natali per augurarmi il tanto peggio tanto meglio. Vorrei questo calcio possa farla ravvedere velocemente perchè l'inizio è stato una delusione, non tanto per me ma per molti che le hanno dato il voto.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 30, 2008 18:59 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ 
domenica, 25 maggio 2008

di Nando Ventra

Antonio Carioti mi ha voluto fare gentilmente omaggio di una copia della sua ultima fatica:GLI ORFANI DI SALO'di cui lo ringrazio sinceramente, con una simpatica dedica nella quale, spero scherzando, mi chiede di essere più generoso di quanto non sia stato con il suo collega Nicola Rao.
Gentilissimo Antonio, cosa vuoi? Un monumento?
Fuori dallo scherzo credo che certi equivoci nascano dal fatto che io non sono un giornalista ed evidentemente non ho il dono di far capire cosa penso a chi mi legge.
La mia modesta recensione a "dalla Fiamma alla Celtica" cominciava: "..credo Nicola Rao, che non conosco, sia un ottimo giornalista e anche, a giudicare da questo libro, un ottimo scrittore..." e ancora..." ha comunicato emozioni profonde quando ha fatto la cronaca del funerale di Peppe Dimitri...".
Non pensavo di essere stato tanto negativo.
Nella speranza questa volta di riuscire a farmi capire dirò subito che "GLI ORFANI DI SALO' "mi è piaciuto moltissimo e mi congratulo con l'autore che ha dimostrato di saper affrontare una ponderosa fatica che certamente gli è costata molto tempo come si evince dalle ampie e importanti "NOTE" e dalle numerose "interviste" che gli hanno consentito di fare una ricostruzione storica decisamente interessante.
Ci sono naturalmente delle inesattezze e delle lacune ma il "ritratto" del mondo neofascista e della nascita del MSI è interpretato e raccontato con una verosimiglianza sorprendente . specie tenendo conto che si tratta di ricostruire una nebulosa difficilissima da indagare per chi non la abbia vissuta, specie tenuto conto che per la "mentalità di Arturo Michelini, nel trasloco dalla sede di via del Corso a via Quattro fontane è praticamente stato disperso tutto l'insieme dei più importanti documenti della Storia ufficiale del MSI.
Mi auguro che antonio Carioti trovi la voglia, la forza e gli stimoli per andare avanti e con una seconda opera possa ricostruire anche gli anni successivi a quelli cui si è riferito ne "gli orfani di Salo'" e lo possa fare prima che gli ultimi testimoni se ne siano definitivamente andati.
Per quello che mi riguarda resto a sua disposizione, fin che lo potrò, se avrà bisogno della mia piccola testimonianza.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 25, 2008 22:34 | Permalink | commenti
categoria:libri
domenica, 25 maggio 2008

di Nando Ventra

Nella mia vita solo una volta ho preso a calci una donna...
Con un pulmann carico di camerati fiorentini ci eravamo recati a fare un omaggio alla salma di Benito Mussolini da pochi giorni restituito alla sua terra e alla famiglia dei parenti e dei camerati.
Sulla via del ritorno il pulmann fu bloccato nella piazza di Forli' e un centinaio di "democratici" cominciarono a urlare a tirare sassi contro i vetri del pulmann circondato. Ce la siamo vista brutta ma, tanto per non fare la fine del topo, decidemmo di uscire tutti dal pulmann e affrontare gli assalitori in campo aperto anche se erano almeno due volte noi. Ci fu una terribile rissa in cui molti rimasero feriti e per pura fortuna non ci scappò il morto.

Ad un certo punto nella mischia, sono stato aggredito da una donna,le ho bloccato i polsi e la ho invitata a desistere perche' non avevo mai picchiato una donna e non volevo cominciare da lei. Mi sputòin faccia e mi urlò: non sono una donna!! sono un partigiano!! Queste parole furono seguite dal sinistro rumore del setto del suo naso che era andato in pezzi...
Sono passati quasi cinquant'anni da quel giorno e solo oggi, la mia natura asinina sente per la seconda volta di tirare un calcio in bocca ad una donna.

Il calcio che intendo tirare questa settimana mira alla bocca di Assunta Almirante ma non ha lo scopo di romperle i denti. Solamente quello di riuscire a farla tacere.
Lo domando a chi e' meno asino di me:come si può tollerare che questa poveraccia continui ad essere invitata in tutti i luoghi ( l'ultima volta e' stato ad "anno zero" )dove si coltiva e diffonde il peggior veleno antifascista anche tramite il suo, forse inconsapevole contributo?
E' mai possibile che io, che ho passato la vita nel MSI a combattere e contestare le posizioni e le idee di Almirante, debba essere ridotto in vecchiaia a doverlo difendere dallo strame che ne fa ogni volta che parla la povera vedova?

Chi mi può aiutare ad impedire che questa signora continui a distruggere la memoria del marito facendogli fare la figura di un mascalzone che oggi avrebbe condiviso le posizioni di Gianfranco Fini senza capire che invece lui, pur essendo più colto, più intelligente non riuscì a diventare presidente della Camera solo perche' non volle mai fare l'abiura che ha rappresentato l'unica possibilità per Fini di arrivare più in alto di dove arrivò Almirante?

Signora Assunta, davvero lei crede che se Giorgio a quarant'anni avesse dichiarato che il Fascismo era stato il male assoluto, non sarebbe arrivato , non dico a posizioni di grande prestigio come Mattioli o Gasparri o quel deficiente di La Russa, ma almeno a un posticino di sottosegretario all'ambiente?
Lo sa perchè Giorgio è arrivato al massimo a fare il deputato mentre questi quattro imbroglioncelli sono arrivati a fare i ministri e i presidenti...? Davvero pensa che suo marito fosse più cretino di tutti questi quattro mascalzoncelli o arriva a capire che a lui fu proibita una carriera più importante solo perche', a differenza di questi non ha mai rinnegato fino in punto di morte il Fascismo che predicava?
Lei, per far quadrare i suoi conti è arrivata all'assurdo di dichiarare che suo marito non e' mai stato fascista.

Si rende conto che così dicendo lo ha fatto trasalire e indignare nella tomba e gli ha fatto fare la figura dell'imbroglione che ha truffato migliaia di giovani che hanno creduto in lui? Viuole che le mandi la collezione dei suoi discorsi e dei suoi scritti per darsi una rinfrescata alla memoria?
Con tutta la mia profonda disistima si riceva questo calcio anche da parte di suo marito che, sono sicuro, finalmente e per la prima volta sosterrebbe la mia azione.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 25, 2008 13:29 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, politica
domenica, 25 maggio 2008

di Nando Ventra

Nel "salotto buono" della politica italiana, l'ospite di pietra continua ad essere quellla nube tossica di ipocrisia che nasconde o attutisce tutto quanto possa disturbare i progetti del manovratore.
Bruno Vespa che è certamente un importante giornalista è anche un ormai navigatissimo conduttore che sa portare la barca dove vuole.

Nella trasmissione dell'altra sera tuttavia è successo qualcosa che gli è sfuggito o forse, ma non oso crederlo,ha lasciato sfuggire di proposito e fra le nebbioline dell'ipocrisia che resta la dominatrice di ogni serata,è apparso qualcosa che mi ha fatto sobbalzare sulla poltrona da cui seguivo il programma.
Erano ospiti principali il ministro Sacconi e quel Letta che, nel nuovo impianto parlamentare non costituzzionalizzato è ormai ritenuto la sua "OMBRA".In oltre era presente come terzo dialogante uno dei più importanti sindacalisti italiani, il Bonanni.

L'aria che si respirava era sinceramente nuova. L'abituale battibecco fra arroganti che cercano di mascherare fra gli insulti reciproci la propria ignoranza era stata spazzata via e sostituita da un clima piacevole nel quale tre persone competenti si scambiavano e confrontavano civilmente i propri punti di vista.L'atmosfera sottolineava una notevole convergenza di idee fra i protagonisti.Letta, rappresentante della sinistra, conveniva con Sacconi che le ideologie erano morte e si riferiva apertamente a quella che fino a poco fa era stata la sua.La dittatura del proletariato, la lotta di classe e tutto l'armamentario del vetero marxismo-Leninismo erano cose superate e rinnegfate.Sacconi si sforzava e, nel dargli ragione,faceva le stesse considerazioni affermando che altrettanto da rinnegare erano le teorie liberiste,quegli atteggiamenti irragionevoli di accettazione delle regole del "mercato" e della globalizzazione che fino a qualche mese fa erano i pensieri fondanti delle affermazioni politiche di personaggi come Berlusconi e soprattutto l'attuale signor presidente della Camera dei deputati. Lo sforzo di Sacconi era di farci credere che ormai i vari Fini avevano cambiato opinione ( cosa che sembrerebbe impossibile per chi ha sempre avuto come bandiera la "COERENZA) e avevano letto l'ultimo libro del professor Tremonti dal quale avevano imparato che anche il liberismo economico aveva fatto il suo tempo e che i grandi problemi de mondo andavano affrontati con alcuni accorgimenti particolari. Il Bonanni poi, con l'approvazione di tutti i presenti,si dava da fare per dimostrare che entrambi i ministri avevano ragione. Il bonanni arrivava a dire che la lotta di classe era da considerarsi un errore del passato e che nelle aziende si doveva arrivare a costruire un rapporto di collaborazione fra lavoro e capitale e che ( udite udite!!) ai lavoratori doveva essere riconosciuta la partecipazione agli utili delle aziende in un clima di reciproco fervore che avesse rilanciato la produttività.

Io non sono un economista e nemmeno un sindacalista ma, se il Dottor Vespa volesse un giorni invitarmi, gli assicuro che potrei aiutare sia Sacconi che Letta e Bonanni a proseguire su queste intuizioni che finalmente hanno avuto insegnando loro che percorrendo questa strada potrebbero arrivare a trovare la soluzione per i più importanti problemi che ci attanagliano e oltretutto imparerebbero anche che è necessario attuare alcuni principi della nostra Carta costituzionale che hanno sempre negletto.
In cambio del suo cortese improbabile invito, dottor Vespa, le prometto che con la mia presenza non mi azzarderei mai a rompere il clima idilliaco che si è determinato, farei finta di niente e non mi permetterei di ricordare loro che queste Idee le aveva già avute qualcuno nel secolo scorso. Mi farebbe solo piacere contribuire ad aiutarli a percorrere ancora la strada che devono fare per concludere il percorso proficuamente iniziato.

Se non vorranno chiamarlo Fascismo, facciano come cazzo vogliono, purchè lo facciano e non sarò io ad accusarli di aver violato le leggi eccezionali di scelba e Mancino.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 25, 2008 13:26 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ 
mercoledì, 14 maggio 2008

Da poche ore si è conclusa quella ridicola pagliacciata presentata come "Assemblea Nazionale di AN".
Naturalmente senza una vera votazione conclusiva ma con lo spettacolo penoso di quel povero rincoglionito di Franco Servello ( a proposito ricordo ancora e confesso uno dei miei errori giovanili. Quando con mio padre, dato che era nipote del direttore e fondatore del "Meridiano d'Italia", ci adoperammo per far accettare la sua domanda di iscrizione al MSI, dato che la federazione milanese non voleva saperne a causa di un suo non chiaro comportamento tenuto durante la RSI, cosa intollerabile per il segretario provinciale, il mitico generale Marchesi) che invitava a votare per alzata di mano a favore di La Russa come coordinatore del partito.
Chi non ha spiegato ancora a questi nuovi "democratici d'accatto" che non è corretta una cosa del genere e che è obbligatorio il voto segreto quando si tratta di un giudizio su una persona.Chi avrebbe potuto dissentire sotto lo sguardo minaccioso di Fini e dei quattro cialtroni al banco della presidenza senza temere una ritorsione di bassa lega?
Tutto questo mi avrebbe fatto solo sorridere,invece la malinconia piu' profonda si è impadronita del mio animo quando è stato chiaramente detto, come anche riportato nei titoli della stampa più importante che ci si accingeva a "spegnere per sempre LA FIAMMA".
Certo sarò un vecchio nostalgico forse rincoglionito come l'ex camerata servello, ma quando è stato manifestato il proposito di "spegnere la fiamma" non vi nascondo che mi sono venute le lacrime agli occhi.
Come in un film girato a velocità vertiginosa ho rivissuto le immagini di tutti i sacrifici fatti negli anni della giovinezza in cui per quella fiamma avevo sacrificato gli anni più belli e spensierati rinunciando allo sport, ai divertimenti, agli amori propri di tutti gli adolescenti,alla continuità negli studi, rischiando molte volte la pelle e andando a volte in galera.
Ma queste immagini hanno presto lasciato il posto a quelle in cui ho rivisto mio padre, il mitico comandante Ventra, prima a Roma e poi Torino comandante della GNR durante tutta la RSI. E lo ho rivisto pieno di Fede ed entusiasmo come un ragazzino, appena liberato, senza aspettare l'amnistia, ma con una condanna a morte sulle spalle, correre a Firenze per incontrare Romualdi e poi a Roma per accendere,anche con mille sacrifici personali, quel simbolo della Fiamma, che nei nostri cuori rappresentava la continuità con il simbolo vietato per legge del Fascio e nascondeva, come ancora oggi nasconde il motto " Mussolini sarà immortale".( Almirante era tra noi, Fascista fra i fascisti e ieri Finin ha avuto il coraggio di ricordarlo con la stessa faccia tosta con cui ha ringraziato Bossi dopo che aveva giurato che con lui non avrebbe mai più preso nemmeno un caffè).
Anche queste immagini sono subito sbiadite per lasciare il posto a quelle dei più sfortunati fra noi cui l'amore per la Fiamma era costata la salute o addirittura la vita. Ho rivisto le immagini del giovane Ferri, ucciso a calci sulle scale della "Normale" di Pisa, e la faccia di Guido Spagnesi quando a Firenze, il pugnale che mi aveva strappato la giacca e ferito leggermente il braccio era finito nel suo polmone riducendolo in fin di vita.E poi tutte le altre immagini dei tempi più recenti: da quelle dei giovani fratelli Viggiano con il cranio fracassato dai colpi delle chiavi inglesi, per loro fortuna sopravvissuti con il cranio mezzo d'argento,a quelle di Sergio Ramelli che invece le stesse chiavi hanno ucciso vigliaccamente.
Di fronte a tanto sangue innocente io,per essere stato segretario nazionale giovanile del MSI sento un rimorso e un dolore profondo calmati solo dalla certezza che, se con il mio esempio ho indotto qualcuno ad una battaglia che gli è costata la vita,li ho tuttavia spinti a battersi per una causa giusta per cui valeva anche la pena di morire.
Mi domando stasera cosa può esserci nel cuore di un mascalzone come il nuovo sindaco di Roma che ha il coraggio di portare al collo ( dicono ) una croce che gli ricorda un camerata ucciso senza avere il rimorso che almeno in parte , quanto anni prima lo ero stato io,di quella morte e di tante altre aveva il peso della responsabilità che non mi lascerebbe sopravvivere se avessi come lui la certezza, ma anche solo il dubbio di aver trascinato a morte dei giovani per una battaglia inutile e sbagliata condotta in nome del "male assoluto".

Mi sono messo a scrivere queste righe e ho smesso di piangere, anzi, la profonda malinconia ha lasciato il posto ad una feroce indignazione.
L'indignazione che mi ha pervaso guardandomi in giro, nel mio ambiente, di cui ormai spesso mi vergogno e mi domando quale maledizione ci perseguiti per averci fatto scadere addirittura nel ridicolo e nell'umiliante indifferenza degli avversari.
Nel mio partito, di cui anche se semplice iscritto sono ormai l'unico "socio fondatore " iscritto dal 1946, ho chiesto invano da molti mesi una riunione per esaminare quale medicina poter proporre per un malato ormai in coma farmacologico senza una conseguente iniziativa. Persino dei giovani, sicuramente in buona fede e di cui approfittano alcuni sciagurati in cerca di vanagloria personale mi hanno risposto che forse questo non è il momento perche' siamo in periodo elettorale.
Lo eravamo prima delle politiche, lo siamo ancora per le amministrative, finite le quali e dopo i prevedibili due o tre mesi di pausa estiva, lo saremo di nuovo essendo alla vigilia delle Europee.Io mi chiedo come è possibile che giovani certamente intelligenti e in grandissima buona fede non si accorgano di essere strumentalizzati per far rincorrere a qualche furbetto del partitino chimere che non potranno mai appagare nemmeno le loro piccole vanità e che nella situazione attuale, per un Partito come il nostro, l'unica cosa seria è dimenticare i turni elettorali, fonte per noi ormai solo di magre figure, per concentrarci su cosa si possa e si debba fare per salvare almeno la faccia.

Io, tempo fa, ho lanciato l'idea con alcuni camerati di formare un gruppo di studio, una corrente se volete, per fare un esame serio della situazione di partito.Ho proposto di elaborare con tutti il progetto per una "RIFONDAZIONE DEL MSI".
Devo ringraziare tutti coloro che hanno aderito, molti più di quanto temessi ma molti meno di quanti sperassi, specie fra i miei coetanei che evidentemente hanno desistito frustrati dalla vecchiaia e dalle delusioni anche se ho fatto loro un appello particolare richiamandoli ai doveri derivanti dalle grandi responsabilità e sooddisfazioni che hanno avuto nel passato.
Sarò sincero fino all'autolesionismo in queste righe che potrebbero essere le ultime della mia attività politica.
Avevo fino a ieri una grande speranza, l'avevo riposta in tanti giovani che mi hanno sempre stimato, dalla calabria alla Puglia alla Toscana e in particolare in quei meravigliosi ragazzi che sotto la guida di Gianluca Iannone hanno realizzato le uniche cose di cui essere orgogliosi nella nostra attuale squallida realtà.
Poi, proprio in questi giorni mi ha ferito la notizia che anche fra loro qualcosa non funziona, ci sono dei problemi che nel clima di grande tensione ideale non dovrebbero esistere.
Mi ero augurato fossero fra i primi a raccogliere l'invito per la "RIFONDAZIONE" mentre vedo che hanno preso una strada senza futuro e spero un giorno essere in tempo a parlarne con la massima sincerità con loro.
Come ho fatto sinceramente con il caro camerata Nicola Cospito al quale mi sono unito fin quando propose di tentare di unificare l'area neo-fascista e da cui con franchezza ho dissentito quando vidi che stava per fare un ulteriore partitino.
A tutto questo si deve aggiungere che, in un momento così delicato per tutta la politica italiana in movimento, mentre da destra a sinistra fervono riunioni, dibattiti, congressi e congressini e assemblee, solo il nostro segretario nazionale continua a brillare per il suo silenzio e per la sua assenza.
In Sicilia siamo arrivati alla vergogna di vedere che il Partito si presenta alle prossime amministrative a Catania alleato di Foza Nuova e in polemica durissima con "la destra". A Palermo invece i nostri giovani corrono per "la destra" in polemica con forza nuova e di fronte a tutto questo il Segretario nazionale tace, come sempre.

Penso che queste righe siano le ultime che scrivo come politico militante.
L'idifferenza di troppi a volte mi fa pensare che possa avere ragione Fini e penso che potrei essere io, oggi, l'ultimo combattente giapponese che continuava a battersi nella jungla perchè non aveva saputo che la guerra era finita....Purtroppo non e' così, solo per Fini il dopoguerra è finito e lui non e' più "figlio di un Dio minore".
Io credo di avere il diritto-dovere di abbandonare sperando che il testimone sia raccolto da qualcuno capace di tenere accesa quella Fiamma che sta proprio per spegnersi dafinitivamente.
Lo invoco a nome di tutti quelli che, come me, per quella fiamma hanno sacrificato tutto nella vita, anteponendola sempre al proprio interesse personale, alla famiglia, al proprio lavoro, sempre servendola e mai servendosene.
Un cameratesco augurio di buon lavoro, assicurando chi vorrà portare avanti la battaglia ideale senza guardare ai propri interessi, che se avrà bisogno del mio consiglio disinteressato potrà ancora contarci come consulenza gratuita.
Lo spero. Anche se è tale in questo momento la mia rabbia, la mia amarezza e la mia delusione che sono tentato, guardandomi intorno, di dare le dimissioni da....camerata.

Nando Ventra

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 14, 2008 14:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, politica
domenica, 04 maggio 2008

..."...DOVETE SOPRAVVIVERE E MANTENERE NEL CUORE LA FEDE. IL MONDO ME SCOMPARSO, AVRA' BISOGNO ANCORA DELL'IDEA CHE E' STATA E SARA' LA PIU' AUDACE,LA PIU' GENIALE E LA PIU' MEDITERRANEA ED EUROPEA DELLE IDEE. LA STORIA MI DARA' RAGIONE..".

Benito Mussolini

Purtroppo non ci ha indovinato.
Assunta Almirante ha detto ( trasmissione di "MARKETTE" )che il Fascismo è morto con Mussolini il 28 aprile del 1945.
Certo, fra il povero Mussolini e l'Assunta non c'e' dubbio su chi possa avere ragione.
Solo un imbecille come me e pochi altri siamo rimasti del parere che le grandi idee non muoiono, non può ucciderle nessuno e, se sono state grandi, prima o poi torneranno a brillare nel paradiso di Platone e illumineranno gli uomini.

Non prevalebunt!!!!!!

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 04, 2008 23:22 | Permalink | commenti
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domenica, 04 maggio 2008

Chi ha avuto voglia o tempo di sfogliare il "Blog" di Grillo del 28 aprile 2008 avrà letto certamente il Comunicato politico numero 10.Devo dire che avrei potuto firmarlo senza cambiare una virgola, nemmeno all'ultimo capoverso che dice: " LA VERITA' E' IL NOSTRO FUTURO. TENIAMO LA FIAMMA ACCESA!".

Mi è venuto da sorridere, poi ha prevalso la malinconia pensando a quanti avrebbero avuto il dovere di pensare a tenere "UNA FIAMMA ACCESA" e invece si occupano di tutto in politica, soprattutto di fare liste e listine, politiche e amministrative, comunali e provinciali sperando che anche a loro possa toccare il colpo di culo che qualche anno fa portò un ragazzotto sprovveduto al parlamento europeo.
Ma non è in questa direzione che voglio sferrare il mio calcio settimanale,,,,non ne vale la pena. Ormai le vicende di un Partitino senza testa e senza bussola non mi fanno più arrabbiare. Mi sono rassegnato e per me sono solo fonte di tanta tristezza.

La cronaca di oggi, le notizie date dai TG della TV sembrano adombrare la possibilità che i protagonisti di un vergognoso fatto di cronaca che ha ridotto in fin di vita un ragazzo di 29 anni possano appartenere ad un gruppo politico che si vanta di essere in sintonia con il Nazi-fascismo.
Naturalmente è con la massima cautela che si devono accettare le notizie della TV e della stampa di regime. Troppe volte li abbiamo colti con le mani nel sacco mentre cercavano di calunniare un certo mondo raccontando solo bugie. E' tuttavia indispensabile anticipare subito che, se le ipotesi dovessero essere confermate, da parte mia riterrei assolutamente necessario prendere le massime distanze da questi teppisti, senza se e senza ma, come si dice oggi.

Non solo. Riterrei indispensabile che analoga posizione prendessero immediatamente e vigorosamente i signori Romagnoli e Fiore che penso avrebbero il dovere di pretendere la possibilità di spiegare pubblicamente che il nazi-fascismo non esiste e non è mai esistito. E' solo un frutto della disinformazione faziosa e ad usum delfini della pubblicistica antifascista. Fascismo e Nazismo sono due cose separate ciascuna con una propria storia e una diversa ideologia. Il mondo cui ancora mi ostino di appartenere e che loro, sia pure nel peggiore dei modi rappresentano e hanno rappresentato, non ha niente a che fare con i teppisti e i delinquenti.
Qualunque delinquente ha la possibilità di dichiararsi nazista o fascista nello stesso modo con cui si dichiarano fascisti l'Assunta Almirante e Ciarrapico. Il problema è che se Fascismo fosse veramente sinonimo di violenza gratutia, di teppismo, ipocrisia e bassezza morale, io personalmente avrei già cambiato bandiera.

Per fortuna mia posso, vantandomente, sventolare la stessa bandiera che ho difeso per tutta la vita con onestà e coerenza assoluta.
Oggi ritengo prioritario fare tutti quanto ci è possibile per ristabilire la verità. La verità che è l'opposto, per quanto ci riguarda, di quanto hanno voluto far credere sessanta anni di disinformazione e calunnia antifascista.

Qualora Romagnoli e Fiore non lo facessero è proprio a loro due che dirigo il mio potente calcio nel culo.

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 04, 2008 23:18 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ 
domenica, 04 maggio 2008

Si, il burattino più bugiardo e ipocrita del palazzo, con il suo naso sempre più lungo, si è arrampicato fino allo scranno più alto della camera.
E, ancora una volta, non ha smentito se stesso approfittando dell'occasione per ribadire che ha definitivamente rinnegato se stesso. Questa volta è andato oltre. Oltre a rinnegare tutto ciò che aveva sostenuto, non in un attimo di cui potersi pentire, ma per tutti i primi trenta anni della sua vita politica, ha pensato bene addirittura di disprezzare e offendere, dicendo che sono pochi malati di torcicollo, tutti coloro che continuano a credere negli Ideali che lui ha insegnato e predicato per tutta la lunga parte della sua vita politica durante la quale ha creato la propria fortuna.Tutto questo è ormai talmente noto e risaputo nel mondo che sarebbe veramente inutile sottolinearlo.
La necessità di riparlarne nasce dalla preoccupazione che anche questo possa essere un ulteriore passo verso la fine della democrazia, non quella fasulla e ipocrita istallata in Italia dalla "resistenza", ma quella sostanziale che dovrebbe garantire una dignitosa autentica "libertà"per tutti i cittadini.Quella che abbiamo oggi in Italia è veramente la parodia di una autentica "Libertà".Basterà per averne plastica conferma ricordare le ultime elezioni quando, in dispregio di ogni rispetto per la costituzione,i segretari dei partiti hanno "NOMINATO" tutti i parlamentari togliendo al popolo il diritto di scelta. Diritto rispettato persino durante il ventennio fascista quando sul "listone" agli elettori era lasciato il diritto di stabilire una graduatoria ed eliminare i peggiori depennandoli.

Ma, senza andare tanto al pur recentissimo passato, basterà, per avere ulteriore conferma di tutto questo, guardare allo spettacolo vergognoso offerto in questi giorni dal parlamento appena eletto. Nella sua prima riunione i burattini hanno fatto finta di votare per i loro presidenti e si sono invece limitati a ratificare quanto era già stato deciso, manuale Cencelli alla mano, fuori del parlamento e in dispregio di qualunque volontà avesse voluto esprimere. Abbiamo assistito allo squallido spettacolo di un presidente della repubblica dava un giudizio positivo sugli interventi dei due eletti prima ancora che si facessero le votazioni offendendo il parlamento e facendo diventare ridicoli tutti i parlamentari che in fila andavano, non a votare, ma semplicemente a ratificare ciò che era già stato deciso.
Crono, la più terrificante figura della mitologia greca è passato alla storia per aver evirato il padre e per essere così ambizioso da arrivare a divorare tutti i suoi figli per paura che crescendo lo detronizzassero. Potrebbe sembrare ingeneroso ma, la similitudine con la sfrenata vanitosa ambizione del nostro Pinocchio balza evidente.

Quindici anni fa circa, ero il responsabile della Federazione del MSI di Palermo. L'incarico me lo aveva affidato Pinocchio che a quell'epoca era il massimo esponente del neofascismo italiano dicendomi: "...vedi se riesci, con la tua autorevolezza morale a mettere pace in quel nido di vipere...."
Conscio dei miei doveri ritenni di dovermi impegnare al massimo e un certo giorno mi impegnai anche economicamente anticipando parte dei soldi necessari per portare i giovani militanti del partito a Roma con un pulmann per partecipare al comizio conclusivo con cui Pinocchio chiudeva nella mitica piazza SS.Apostoli la sua campagna per diventare Sindaco di Roma. Ricordo persino il particolare che un certo Mosumeci, che penso sia lo stesso oggi onorevole, mi chiese se potevo far passare il pulmann da Catania per raccogliere alcuni iscritti di quella città e che mi avrebbe rimborsato della spesa, cosa che ancora non ha fatto.

A Roma incontrammo il capo del neofascismo, segretario nazionale del MSI in piazza Esedra. Mi ringraziò della presenza e io fui felice di aver contribuito al grande successo. Il MSI raggiunse il 47 circa dei voti nella Capitale e per un soffio Rutelli riuscì a batterlo e diventare sindaco di Roma.
Fu proprio in coincidenza con questo grande successo, senza precedenti, del MSI che Pinocchio decise di uccidere la creatura che, anche se non era suo figlio, gli era stata affidata da chi aveva contribuito a farlo nascere. Pinocchio fondò AN e adesso, proprio nel momento del suo massimo successo,completato dall'elezione del sindaco di Roma, decide parimenti di uccidere anche questa sua creatura piuttosto che vada in mani di qualche figliastro che un domani potrebbe ribellarsi e detronizzarlo( e in questo timore forse ha delle buone ragioni lui che sa di quale tipo di lealtà è fatto l'animo di quei quattro ipocriti che lo circondano ai vertici). In questa sua lucida follia non vorrei che stesse meditando di uccidere il parlamento per paura che qualcuno in futuro possa prendere il suo posto. Il Crono della politica italiana di oggi avrebbe così servito la sua vanagloria uccidendo la terza creatura che il destino gli aveva affidato.Nel momento dell'investitura Pinocchio, facendo eco all'Assunta che aveva dichiarato a Markette che il Fascismo era morto con la morte di Benito Mussolini ( e a questa signora vorrei chiedere se pensa che suo marito non se ne era accorto, o se in mala fede ha chiesto tanti sacrifici ai giovani italiani per quaranta anni), ha ripetuto solennemente e da una tribuna più importante che il Fascismo è morto.

Vorrei concludere queste riflessioni con una domanda a Pinocchio: se è vero che il Fascismo è morto, forse morto da sessanta anni anche se Almirante, tu e tutti noi non ce ne eravamo accorti e insieme abbiamo chiesto a tanti giovani di morire per difenderne la memoria, non ti sembra veramente ridicolo e offensivo per la stessa costituzione continuare a far sopravvivere le "disposizioni transitorie" contro il Fascismo che, se morto veramente non può più destare preoccupazioni per nessuno?

Ti darai da fare in questo senso dal tuo altissimo scranno o ti sei iscritto al partito di coloro che hanno paura dei defunti? Per essere sincero penso che opterai per la seconda ipotesi e che toccherà a noi continuare a difendere la memoria infangata di tanti martiri, da Giovanni Berta agli ultimi caduti fra i giovani del MSI e a riproporre quelli che sono stati i loro Ideali e che noi consideriamo ancora vivissimi e attuali per affrontare i problemi delle generazioni future

postato da: SOTTOFASCIASEMPLICE alle ore maggio 04, 2008 14:06 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualitĂ