Ho deciso questo titolo per il mio ultimo articolo di argomento politico su la “La Martinella” in modo che la parola “addio” renda l'idea di una decisione irrevocabile e la parola “armi” faccia capire il dramma anche psicologico di chi ha deciso di abbandonare una militanza durata una intera vita al servizio di un Ideale. Per questo Ideale ho combattuto prima con la divisa di figlio della lupa, poi con quella di balilla, poi con quella di balilla moschettiere e poi con quella che ho avuto l'onore di indossare come “Fiamma Bianca” al servizio della RSI e poi, senza divisa, dal giorno della fondazione del MSI,dicembre 1946, fino ad oggi.
Non è stata una decisione facile e la ho presa qualche giorno fa sulla tomba di mio padre dove mi sono recato per sapere se mi autorizzava a rompere il giuramento che gli avevo fatto di continuare a battermi per quelli che erano stati anche i suoi Ideali fino all'ultimo giorno della mia vita così come aveva fatto lui fino alla fine della sua.
Dopo una lunga chiacchierata in cui gli ho raccontato cosa era successo da quando lui non c'era piu', mi ha autorizzato e mi ha confessato che aveva capito che ormai non c'è più niente da fare.
Non che i nostri Ideali siano morti. Anzi, sono più vivi e attuali che mai. Basta seguire la cronaca politica dei nostri giorni per constatare come crollato il mito della lotta di classe per gli ex comunisti e il mito del “libero mercato” per gli ex liberali da tutte la parti ci si affanni, a cominciare dal ministro Tremonti, a studiare formule che nessuno si arrischia a chiamare “Fascismo” ma che, tuttavia, hanno una strana rassomiglianza con quei concetti di solidarietà sociale e collaborazione tra le categoria produttive, con quei concetti di protezione della propria Patria, con quelle carenze dello Stato di diritto che ogni giorno di più denuncia i propri limiti e la propria fragilità, riaprendo in sedi insospettate la possibilità di ridiscutere dei principi di uno Stato Etico che erano fra i fondamenti del pensiero di Giovanni Gentile e, incontestabilmente, di un certo Benito Mussolini che invece qualcuno preferisce ricordare solo come “il male assoluto”.
Purtroppo, come ha scritto Enzo Erra, le IDEE camminano sulle gambe degli uomini e, nel mondo che fino a ieri è stato il mio, non c'è nessuno capace di caricarsi questo fardello difficile da difendere e da portare.
Non mi riferisco ai furbastri amorali che hanno capito che di questo impegno era meglio disfarsi per poter correre più leggeri verso posti di governo e che per raggiungere il potere non hanno esitato a tradire, non solo i loro padri ma persino se stessi come ha fatto Gianfranco Fini e quel gruppetto di “froci mentali” che lo hanno seguito.
Mi riferisco al fatto che anche negli ambienti che formalmente non hanno rinnegato l'eredità morale del Fascismo trionfano solo l'ignoranza,l'ipocrisia e la sciocca vanità.
In quel partitucolo che si chiama fiamma tricolore, ormai non mi sento più a casa mia.
Peggio, non lo sento più una casa, per nessuno. Naturalmente resiste con onore una piccola minoranza di giovanissimi e di anziani che rappresentano l'eccezione.
La massa ( si fa per dire ) a cominciare da quel ragazzotto maleducato che si spaccia per Segretario Nazionale,nonostante sia decaduto a tutti gli effeti a norma di statuto la vedo molto simile a quella che circonda Fini,solo con minori capacità e più modeste ambizioni.
Anche in questa specie di partitucolo la possibile elezione personale non solo al parlamento ma anche a modestissimi incarichi locali, non è più intesa come mezzo per arrivare al fine, ma il fine da perseguire con ogni mezzo. Purtroppo temo che questo derivi dal fatto che nel loro animo al “Fine” non ci credano piu'.
Un esempio: l'altra settimana l'On. Veltroni che e' considerato a destra e a sinistra un campione di politica lungimirante, uno che ha saputo definitivamente emanciparsi dalle sue radici e dalle idee del comunismo che ha rinnegato, si è recato ad una cerimonia celebrativa della morte dei fratelli Cervi ed è rimasto per tutti il modello ideale di politico del futuro, un politico a la page...Quando io, un mese fa ho fatto nel mio piccolo, qualcosa del genere, fra i dirigenti e non, anche giovani della Fiamma ho avvertito un senso di insofferenza nei miei confronti come per farmi capire che ero troppo vecchio per capire che ormai del Fascismo è inutile parlare perche' alla gente interessano i problemi di oggi, la casa, le tasse, la terza settimana ec...
Questa insofferenza, accompagnata sempre alla mancanza del rispetto che mi sarebbe dovuto è evidente in molte occasioni e potrei farne molti esempi. Questa serie di offese di cui sono stato oggetto non mi ha mai toccato più di tanto per due ragioni:la mia modestia,che mi fa sempre sentire tanto piccolo quando mi considero, non mi impedisce di vedermi un gigante quando mi confronto con i pigmei con cui mi son ridotto a discutere dopo avere per anni affrontato i temi politici nelle riunioni di direzione o di esecutivo nazionale( di cui facevo parte di diritto come segretario Nazionale giovanile) in cui i miei interlocutori si chiamavano Almirante o Romualdi, Michelini o Tripodi o Anfuso.
Quando i problemi riguardavano la Sicilia, il mio interlocutore era Alfredo Cucco e più tardi Angelo Nicosia che mi subentrò alla guida del Ragg. Naz.Giovanile.
Non ho mai avuto occasione di parlare con deputaticchi di provincia che non avevano alcuna autorevolezza o presenza negli organi centrali del Partito nemmeno dopo l'elezione a deputati. Quando io bruciavo la mia gioventù per trascinare nelle piazze di tutta Italia centinaia di migliaia di giovani a manifestare il loro amore per Trieste Italiana, c'era qualcuno sulle camionette della Celere, pagato dal ministro Scelba ( quello delle leggi contro il Fascismo)a prenderci a randellate e ad arrestarci .E forse per questi “meriti”, oggi gode nel Partito un rispetto maggiore di quanto ne sia riservato a me, naturalmente solo da chi non conosce niente della storia di questo Movimento.
Di tutto questo non ho mai parlato perche' veramente non mi interessa come fatto personale . Per mia fortuna godo dell'affetto e del rispetto di personalità importanti per cio' che sono state in questo Partito e soprattutto per ciò che sono diventate nella vita in cui hanno raggiunto altissimi traguardi nel mondo della cultura e ancora oggi mi dimostrano la loro riconoscenza per ciò che ho loro insegnato con la mia parola e soprattutto con il mio esempio. Devo tuttavia, con enorme sacrificio e imbarazzo, affrontare questo argomento in questa ultima pagina perchè considero la cosa gravissima.
Cerco di spiegare in che senso: la mancanza di riguardo nei miei confronti la considero grave sia perche' sta ad indicare una assoluta ignoranza della storia di questo mondo politico ma soprattutto perche' ormai ho raggiunto il convincimento che, insieme a chi per la giovane età o per la recente militanza ignora semplicemente, ci sia una forte massa che ha il fastidio, anche solo vedendomi, di sentire rimordere la propria coscienza e ha il terrore che la mia intransigenza nel ritenere ancora attualissima la questione Fascismo e antifascismo come la ritengono tutti gli antifascisti ( vedi il comportamento del giovane Veltroni )e i nuovi ex fascisti possa essere d'ostacolo al perseguimento delle proprie piccole ambizioncelle personali.
Certo non facilita le ambizioni elettorali a breve termine chi, come me, non solo crede nell'attualità degli ideali fascisti e intende riproporli come ricetta per la società del terzo millenio, ma ritiene anche proprio dovere morale difendere la memoria di tutti coloro che per questi ideali hanno dato la vita e oggi vengono umiliati e fatti passare per volgari e prepotenti assassini.
Proprio pochi giorni fa, ho seguito in TV la trasmissione “ENIGMA” dedicata alla memoria di Mafalda di Savoia. Cazzo!!! Ma a questi antifascisti non viene mai rimproverato da nessuno di guardare ancora al passato e non interessarsi dei problemi della casa e della quarta settimana. L'unica cosa cui stanno attenti è ad essere sempre rigorosamente tra loro, inaudita altera partes.
Mi ricordo un espediente dialettico di Giorgio Almirante rubatogli poi da Fini che se ne e' appropriato senza citare la fonte come fosse farina del suo sacco: Almirante diceva che era importante capire perche' quando si discute del cenone di Natale non bisogna mai invitare.......il tacchino.
Cari ex camerati, non vi annoierò piu' con le mie parole o con i miei scritti.
Voglio solo ringraziare i tanti che hanno risposto alla mia proposta di formare un gruppo disposto a discutere l'opportunità di RIFONDARE IL MSI.
Onestamente devo riconoscere che siete stati troppo pochi. Anche questo forse è stata una delle ragioni che mi hanno indotto a dare l'addio alle armi dato che sono fermamente convinto che non ci sia altra strada, ma che anche questa, per la stupidità o la malafede di molti sia ormai impraticabile.
Mussolini aveva detto: berrete l'amaro calice fino alla feccia!!!Ne ho bevuto abbastanza e anche guardando in quella che e' stata casa mia mi viene solo da vomitare.
Affinche' non ci siano equivoci non ho dato le dimissioni dal Partito. Le ho date da camerata nel senso che non mi considero piu' camerata con nessuno.
Naturalmente non cambio partito come tantissimi camerati che conosco che ne hanno cambiati troppi .
Non farò più militanza politica. Forse, se Dio me ne darà la forza scriverò, come ogni buon vecchietto, le memorie della mia vita e penso che a molti convenga sperare che non lo faccia.
PER ASPERA AD ASTRA Nando Ventra
categoria:pensieri, politica







Antonio Carioti mi ha voluto fare gentilmente omaggio di una copia della sua ultima fatica:GLI ORFANI DI SALO'di cui lo ringrazio sinceramente, con una simpatica dedica nella quale, spero scherzando, mi chiede di essere più generoso di quanto non sia stato con il suo collega Nicola Rao. 
Da poche ore si è conclusa quella ridicola pagliacciata presentata come "Assemblea Nazionale di AN".
..."...DOVETE SOPRAVVIVERE E MANTENERE NEL CUORE LA FEDE. IL MONDO ME SCOMPARSO, AVRA' BISOGNO ANCORA DELL'IDEA CHE E' STATA E SARA' LA PIU' AUDACE,LA PIU' GENIALE E LA PIU' MEDITERRANEA ED EUROPEA DELLE IDEE. LA STORIA MI DARA' RAGIONE..".
Chi ha avuto voglia o tempo di sfogliare il "Blog" di Grillo del 28 aprile 2008 avrà letto certamente il Comunicato politico numero 10.Devo dire che avrei potuto firmarlo senza cambiare una virgola, nemmeno all'ultimo capoverso che dice: " LA VERITA' E' IL NOSTRO FUTURO. TENIAMO LA FIAMMA ACCESA!".